scritto da francesca il 29 08 2021

Le villeggianti - Antonio Donghi - 1934, Ca' Pesaro, Venezia, Collezione Carraro.

Un pittore che amo molto è Antonio Donghi. Ammirare i suoi dipinti è come entrare in un mondo sospeso, fuori dal tempo e dallo spazio. Donghi é tra i maggiori esponenti di quello che è definito Realismo Magico, una tendenza artistica che proietta la realtà in una dimensione onirica, del tutto inaspettata e che lascia lo spettatore quasi piacevolmente “stordito” da questa visione di un reale che diventa appunto “magico”. In questa pillola di oggi ho deciso di parlarvi e osservare con voi un dipinto molto interessante che, tra l’altro, è anche attinente alla bella stagione che stiamo vivendo e si intitola "Le villeggianti". In quest'opera  Donghi raffigura due longilinee e delicate figure femminili in un esterno. Una delle due donne è seduta su di un muretto e regge in mano un libro, l’altra è in piedi e si ripara con un ombrellino da sole. Alle loro spalle, un paesaggio naturale con alcuni brani di architettura in lontananza. Da questa descrizione sembrerebbe una scena semplice, essenziale e assai quotidiana, ma l’artista riesce a renderla diversa, inaspettata. La pittura di Donghi è pulita, il tratto preciso, netto. Il colore è pieno, luminoso, intenso. Si crea subito un’atmosfera assolutamente inedita che trasforma questa scena apparentemente banale in qualcosa di unico, che resta impresso negli occhi dell’osservatore che ne ripassa mentalmente i dettagli. Gli abiti, le acconciature, le caratteristiche del paesaggio fatto di una serie di particolari che coesistono tra loro per un equilibrio di incastri di forme precise e definite e pochi colori. Anche qui tutto sembra immobile in un tempo indefinito di luce e colore. Semplicemente meraviglioso. “La mente è come una valigia che andrebbe svuotata di tutti quei pensieri inutili che la appesantiscono soltanto.”         Buona domenica a tutti!
scritto da francesca il 20 08 2021
Non basta visitare un luogo per capirlo, per dire che è bello. Bisogna interpretarne il carattere, spiegarne il fascino. E c'è un posto, in Liguria, dove il tempo si è fermato. Un borgo marinaro che sembra quasi finto, uscito dal pennello di un pittore innamorato della natura. L'emozione che trasmette è forte, bisogna andarci per capire. Perchè quando sei lì ti coglie un senso di impotenza che ti trascina in un'ondata emotiva che fatica ad esprimersi senza essere banale. E' un piccolo angolo di felicità della vecchia Genova, fatto di crêuze, spiagge, mare, salsedine… STO PARLANDO DI BOCCADASSE! Ci sono capitata per puro caso, qualche tempo fa, quando col trenino di Casella (del quale ho scritto in un recente passato in questo blog), ho percorso i crinali sulle alture di Genova sui quali si alternano le antiche fortificazioni erette a difesa della città, dal Seicento in poi. Così, dopo essere scesa dal treno alla Stazione di Genova-Brignole, camminando senza una precisa meta, mi ritrovo senza quasi rendermene conto, circondata dalla quiete di questo piccolo e suggestivo borgo arroccato tra la dura costa e il dolce mare ligure. Poche case colorate raccolte in una baia erosa e addolcita dai millenni. Mi siedo sulla piccola spiaggia e respiro, a pieni polmoni, la tranquillità, la pace, il silenzio. Non c'è nessuno a quell'ora, forse troppo presto perchè la gente scenda in spiaggia, mi dico. Estraggo dalla borsa il mio inseparabile libro, lo apro e tento di leggere. No, non posso sprecare questi attimi per fare ciò che posso fare ovunque e allora inizio a passeggiare su e giù per i caruggi di questo paradiso. E sono spiragli di felicità: i colori delle case, i piccoli scorci panoramici, il profumo del mare che si insinua ovunque, mi regalano estasianti emozioni. C'è anche il pescatore intento a rammendare le reti da pesca. Credo di essere tornata indietro nel tempo. Si, è proprio così. Mi siedo su un muretto e guardo, curiosa le sue mani muoversi velocemente dentro e fuori la tela. Forse sto aspettando che qualcosa di misterioso e magico si compia. Ma sta già succedendo. Torno sulla spiaggetta a godermi la meravigliosa pace. Il mare è tranquillo e quieto. L'acqua, nel suo lento e infinito andare e tornare, lambisce i sassi e luccica di riflessi. Ma anche in questo luogo, dove il tempo pare non scorra, si fa sera. A malincuore me ne vado, non prima però di aver goduto del magnifico spettacolo crepuscolare guardando il sole che, virando all'orizzonte lascia la sua carezza sulle case di Boccadasse. Francesca
scritto da francesca il 13 08 2021

Auguro a tutti voi un Buon Ferrragosto, ripariamoci dal caldo e speriamo che termini l'eccidio spaventoso degli incendi che stanno distruggendo la nostra bella Italia! Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia, vi siamo vicini col cuore e tutto l'affetto possibile. Coraggio!!!

scritto da francesca il 27 07 2021
Apro la finestra e l'aria entra prepotente dai boschi e dai monti che sono la prima apparizione mattutina, alberi di mille essenze e di mille tonalità di verde, fitti e cespugliosi, radunati in macchie omogenee o svettanti verso il cielo azzurro terso che nella sua trasparenza ti fa immaginare altezze infinite, i monti di un blu carico cominciano a sfumarsi in tinte più calde sul marrone e sull'ocra. La giornata comincia così con questa apparizione dove non vedi case, non vedi animali, solo qualche raro uccello che si permette di rompere l'incanto statico di questa cartolina. In montagna il tempo è scandito dalle abitudini, dai ritmi circadiani fatti dai piccoli gesti di tutti i giorni: la spesa, il giornale , il caffè alle undici nel bar principale del paese a gustare questa piccola concessione sotto l'attenta protezione della torre del castello. Il cibo è parte integrante di questa giornata di vacanza, anche perché qui in montagna si mangia molto bene, oltre alle crescentine con la "cunza" ( trito di lardo, parmigiano reggiano e rosmarino ) o le zampanelle condite nello stesso modo ma dalla consistenza di una nuvola morbida, puoi immaginare tutti i cibi che questa zona ti può donare. Poi le letture sotto gli alberi del giardino , i giochi con i nipoti sempre assetati di nuove tiritele o nuovi modi di passare il giorno. Roba da poco come si può vedere, molta tranquillità, molto verde, pochi rumori, nell'attesa delle serate fresche dove la Luna la fa da padrona e il pipistrello ubriaco saluta la notte che è onesta per tutti. Una vacanza per vecchi e per bambini, dove l'unica variante può essere un temporale con fulmini, tuoni e gocce grandi che si infrangono nella polvere delle aie, breve e lesto come il vento che porta e che rinfresca l'aria e ti fa dire " qui sì che si respira bene"  e accontentandoci godiamo il sereno ritornato rilassati sulla sdraio sorridendo alle quattro farfalle che son tornate a volare.     Franco