Ho scoperto che la terra che mi ospita ormai da  circa 40 anni, e che è diventata per me  la mia seconda patria, pur non essendo la mia terra d’origine, è ricca di bellezze naturali, oltre che pregna di grande arte. Questa terra è il PIEMONTE sul cui territorio esistono gioielli architettonici, culturali, naturalistici e, perché no, enogastronomici, dei quali sovente non si ha percezione, anche se si trovano dietro l’angolo, o forse proprio per quello. E allora andiamo a fare grandi viaggi, macinando enormi distanze, alla ricerca di chissà cosa, creandoci illusorie aspettative di luoghi e siti che possano meravigliarci, stupirci ed emozionarci snobbando, più o meno consapevolmente, ciò che di  meraviglioso e interessante abbiamo a portata di mano. Ed è proprio sull’onda di questi pensieri che questa estate ho passato gran parte dei fine settimana alla scoperta di storia, natura e cultura visitando luoghi vicini a casa, “fuori porta” come si suol dire e, laddove mi è stato possibile, ho abbinato arte pura come alla Reggia di Venaria. Ma di questo superbo e regale complesso vi parlerò un’altra volta. Oggi vi voglio parlare della GRANDE  MURAGLIA PIEMONTESE, ovvero IL FORTE DI FENESTRELLE.   “Uno dei più straordinari edifizi che possa aver mai immaginato un pittore di paesaggi fantastici: una sorta di gradinata titanica che dalla cima di un monte alto quasi duemila metri vien giù fin nella valle… Una cosa strana, grande, bella davvero”.   Così ne parlava, con intensa emozione, il De Amicis nel 1883 e vi posso assicurare che la stessa emozione si prova ancor oggi salendo da Pinerolo verso Sestriere, sulla Statale 23 della Val Chisone in prossimità di Fenestrelle. Alzando lo sguardo sulle pendici del monte Orsiera, i miei occhi hanno incontrato la fortificazione alpina più grande d’Europa. Si tratta di un colpo d’occhio davvero impressionante offerto da questa grandiosa opera difensiva che i Re di Sardegna costruirono nel XVIII secolo verso la Francia. Un breve cenno storico è d’obbligo. Si tratta di un pezzo di storia, non solo militare, dell’Italia tra il 1700 ed il 1800. A volerlo fu Vittorio Amedeo II di Savoia, re di Sardegna. I contrasti tra il ducato di Savoia e la confinante regione francese arrivarono al culmine e nel 1728 si rese perciò necessaria la progettazione di un monumentale apparato di difesa da costruirsi proprio nel punto più stretto e più difendibile della Val Chisone. Il progetto fu affidato agli architetti militari Bertola, padre e figlio ai quali servirono ben 70 anni per completare questo gigante di pietra, 1.300.000 metri quadrati di superficie, 3 kilometri di fortificazioni, il tutto atto ad assolvere al compito di baluardo di difesa contro i  minacciosi francesi di Luigi XIV. Ma il Forte assolse perfettamente a tale compito al  punto tale che non venne mai coinvolto direttamente in battaglia. A scoraggiare gli invasori bastavano le impossibili condizioni d’assalto e i potenti cannoni delle casematte. Purtroppo, nel 1860 questa roccaforte è stata anche testimone di tragici episodi divenendo campo di concentramento a danno dei soldati papalini e dei prigionieri borbonici. A ricordo di quest'ultimi è stata eretta questa lapide.   Ma andiamo con ordine. Partiamo da casa la mattina molto presto. Zaino in spalla con pranzo a sacco, scarponcini e abbigliamento da montagna, una torcia elettrica e il galvanizzante entusiasmo della scoperta che contagiava tutta la compagnia. Arriviamo ai piedi del Forte intorno alle 9, ci accodiamo ai turisti-camminatori già presenti. Arriva la nostra guida e si parte. La nostra passeggiata, si fa per dire, è la PASSEGGIATA REALE, durata 7 ore. Superato il ponte levatoio, attraversiamo il Bastione di S. Carlo, le casematte, la Tenaglia S. Ignazio e arriviamo, attraverso la Piazza d’Armi al Forte S. Carlo. Devo precisare che il Forte di Fenestrelle non è un’unica fortificazione, bensì un insieme di più forti: Forte Carlo Alberto, San Carlo, Tre Denti e Delle Valli. Nei vari padiglioni che incontriamo visitiamo polveriere, magazzini, ridotte  e possenti cannoniere unite da quella mirabile opera che rende il Forte di Fenestrelle ancora più unico e suggestivo: la Scala Reale (che non è un gioco a carte..), con i suoi 4000 gradini che salgono sul crinale della montagna, parte in galleria artificiale e parte a cielo aperto. Ed è appunto questa la scalata che ci accingiamo ad effettuare e vi assicuro che, anche se la fatica ad un certo punto si fa sentire, la vista panoramica che si gode da lassù, man mano che si sale, non ha eguali e fa dimenticare anche il lieve indolenzimento a gambe e giunture. Aveva ragione lo scrittore ligure a definire questo posto un paesaggio fantastico, un misto tra sacro e barbarico, una rocca mostruosa, guardiano immobile e supremo della nostra indipendenza e del nostro onore.  Superiamo la Garitta del Diavolo ed è mezzogiorno suonato quando arriviamo alla punta estrema, il Forte delle Valli dopo aver percorso  circa 3 kilometri su un dislivello di circa 635 metri. Ci fermiamo per un frugale pranzo godendoci l’impareggiabile panorama che domina la Val Chisone e il pianoro di Pra Catinat, la Val di Susa e la Val Sangone. Ristorati, ripartiamo per la discesa lungo l’antica mulattiera, denominata “dei cannoni”, situata all’interno del Parco Regionale Naturale dell’Orsiera Rocciavrè. E’ un parco di superba bellezza e straordinaria ricchezza, uno splendido angolo di montagne italiane, ricoperto di boschi fino a bassa quota ricchi di lariceti, pinete e pascoli alpini. Ricco di fauna ungulata (camosci, caprioli, cervi, cinghiali, mufloni, stambecchi) annovera tra i suoi ospiti anche il lupo e una piccola fauna rara e preziosa costituita da marmotte e da più di 100 specie censite di uccelli. Arriviamo finalmente a valle, abbiamo camminato tra salita e discesa circa 6 ore, le nostre articolazioni scricchiolano un po’ e la stanchezza si fa sentire. Volgo lo sguardo a questa imponente e mastodontica costruzione e penso che forse, solo ora, questo monumento alla stupidità guerrafondaia degli uomini di ogni epoca, sta riconquistando dignità e si sta imponendo come sito di notevole interesse storico-culturale. Ne è valsa la pena visitarlo. Arrivederci a tutti (quella sono io...).    

10 Commenti a “GIOIELLI FUORI PORTA….di Franci”

  1. rikievans ha detto:

    Che bello Franci, quando potevo fare belle camminate, ho vistato anche io la fortezza di Fenestrelle, che come tutto il resto del nostro bistrattato paese, è un gioiello fuori porta, ma se guardiamo,anche nelle citta troviamo gioielli dentro le mura.
    spero che molti altri di eldy ti inviino, resoconti del nostro bel paese da pubblicare, con tante belle fotografie.
    ciao bella Astigiana, un abbraccio stritoloso da rikievans

  2. albamorsilli ha detto:

    pensavo che solo Genova avesse forti che circondano la città
    ma quando ho visto la fortezza che ci hai presentato sono rimasta a bocca aperta, stupenda e ben conservata sono andata a leggere tutta la sua storia e ne sono rimasta affascinata.
    La foto con l’asino mi è servita ho preso nota del rifugio Toesca lo propongo al mio gruppo di camminatori ove noi dormiamo nei rifugi
    leggendo la recenzione del rifugio edel luogo è stupendo sempre grazie per quello che ci proponi

  3. nikodireggio ha detto:

    AMO IL PIEMONTE ANCHE PER ME …………….CHE HO ABITATO 25 ANNI GRAZIE

  4. lieta ha detto:

    giulà le lapidi commemorative devon lascià insegnamenti de vera fratellanza no de supremazie verbali e se non abiti qua e non vedi come si vive in loco cerca di giudicare meno, fatti non parole senza infingimenti, io non ho mani co unghie smaltate come mia cognata brasiliana ke ha donna de servizio italiana, ragazzo in affido di donna italiana plurimalata, i furbi arrivan da daperutto e se installan dove pensan de sta ben ma quando la falsità è lampante se dice basta mo smamma altro ke diritti sempre… e se non accetti dialogo diretto questo è quanto ciao

  5. sandra vi ha detto:

    Come sempre ti devo ringrziare Franci ne hai fatto una stupenda descrizione nnn conoscevo niente di quei luoghi e ho camminato con te ,mi hai lasciato la voglia di documentarmi .

  6. giulian.rm ha detto:

    Sempre interessanti e belle le tue descrizioni,Franci,mi hai fatto ricordare la Fortezza di Fenestrelle e la sua storia sono andato a rileggere chi vi era stato imprigionato.
    Scusa se approfitto dello spazio per una richiesta:
    Consiglio a una cara amica di leggere la storia di questa fortezza e le parole impresse in quella lapide!

  7. nadia (neve) ha detto:

    Quando ti ho incontrata la prima volta Franci, ho avuto la sensazione di averti già incontrata….forse è stato quando andai ad Aosta, passando per il Piemonte.
    Perchè credi che ti porto con me nei viaggi?….solo per la tua capacità di raccontare i giorni, i luoghi e l’arte!

  8. Lorenzo.rm ha detto:

    Stupenda la fortezza e magistrale il tuo resoconto, Franci. Grazie.

  9. lieta ha detto:

    ciao franci e’ fantasiosa questa fortezza muraglia invita a sogni a okki aperti. mio papà ha fatto pre-militare richiamato, in quelle zone e ne diceva ke mi è rimasto impresso. ne parlava specie quando ero piccola e cmq ho n’impronta indelebile di quanto lui ha amato i posti e me l’ha po’ trasmessa. ke bella foto hai hahahaah pure la sella tanto pe mettere in groppa po’ de prblm generali ciao franci bravississima

  10. fernando. Garda ha detto:

    Grazie FRANCI, è molto che seguo le cronache della nostra “Muraglia Cinese” , ma tu finalmente ! mi hai illuminato sul motivo della costruzione e il periodo storico!
    Come sempre oltre a rinfraziarti, devo riconoscere la tua copacità riassuntiva.
    SEI BRAVISSIMA ciaoooooooooo

Scrivi un commento