Se Dante avesse saputo che stava facendo lo storytelling dell'inferno , probabilmente avrebbe smesso di scrivere la Divina Commedia. Il linguista Arrigo Castellari negli anni 80 profetizzò l'avvento del "morbus anglicum " ... ci prese e come ! Mi alzo è morning (mattino) , vado in banca per controllare il mio bank account (conto corrente) , sapendo che quello che spendo è all inclusive (tutto compreso) dato che siamo in un periodo di austerity (austerità ) , ma qualche business (affare) bisogna pur farlo. Vado poi al bar per un breakfast (colazione) , per poi recarmi a portare mio nipote al baby parking (asilo ), lo andrà a prendere la baby sitter (bambinaia) all'ora del lunch (pranzo) . Mi aggiro un po per negozi guardando la fashion (moda) dell'autunno , sinceramente non mi interessano i brand (marchi) preferisco l'informal suits (moda informale) . Potrei andare avanti con questa orrenda contaminazione della sacra lingua italiana per ore , ad esempio con l'anti-aging (anti invecchiamento), l'autority (autorità) , il body guard (la guarda del corpo ) , il feeling (sentimento), il full-time (tempo pieno) , il gossip ( pettegolezzo) , il merketing (mercato) ,il party (festa) ,il debordante talk show (conversazione televisiva) e l'attualissimo look down , dall'improponibile traduzione "guarda giù" per (isolamento) ma capite che andare avanti ancora può far venire uno shock. Ma l'orrore più inaccettabile è l'angloitalianizzazione come taggiare, cliccare, chattare brandizzare , performatizzare ecc. A questo punto ci vorrebbe un brain-storming ( tempesta di cervelli !!! ovvero riunione) di anziani parlatori di italiano e al massimo del dialetto di provenienza per evitare il default (bancarotta) della nostra grande lingua e mandare fuck off (traducete voi) tutti i linguaggi di oltre Manica. -----------------------------------------------------------------------Franco Muzzioli

8 Commenti a “DANTE SI RIVOLTA NELLA TOMBA….di Franco Muzzioli”

  1. paul candiago ha detto:

    Signor Lorenzo romano de Roma, con un pizzico di sale e pepe, che ne dice, pensa del Signor Vittorio Sgarbi, da se stesso proclamatosi persona acculturata, di essere eiettato dal Parlamento per scurrilita’ linguistica? Non penso sia di esempio alle nuove generazioni, alle quali auguro di conoscere a fondo la bellezza della Lingua Madre e di espandere le loro conoscenze e cultura verso altri idiomi e constatare che sono tutti belli ed esprimono anche loro in forma sublime ogni pensiero, sentimento e vibrazione dell’animo umano. Solo differnti suoni della meraviglia della voce, cosi’ come avviene per il bel canto.

  2. lorenzo12.rm ha detto:

    E’ davvero una schfezza. Salviamo la nostra lingua, almeno difendiamola se non sappiamo fare altro. Avrebbe ragione il Padre Dante di mandarci a ramengo.Grazie Franco ed un caro abbraccio epistolare.

  3. franco ha detto:

    Caro Giuseppe con il nostro raglio, il nostro muggito è stata scritta la Divina Commedia , l’infinito di Leopardi , le commedie e i drammi di Pirandello ,tanto per citare capolavori immortali. No non è evolversi il farsi contaminare da altre lingue ,è ricadere in quel pasticcio di idiomi che si usava nel medioevo , un pò di latino, un pò di celtico, un pò dei vari dialetti spesso contaminati da lingue barbare , poi è venuto il “volgare” ,la lingua giustamente cara a Guglielmo, la lingua di Dante , dove tutti i grandi sono venuti a sciaquar i panni in Arno. L’italiano è l’italiano e continuiamolo a difendere, così com’è.

  4. Giuseppe3.ca ha detto:

    Cosa vuoi farci Franco, è l’evoluzione degli idiomi con la globalizzazione, la migrazione delle razze, gli scambi culturali ecc. Aspetta che inizino ad integrarsi i linguaggi africani e dovrai rimetterti a studiare per cercare di capire qualcosa. Non vorrai fare come le bestie, hai notato che cavalli, asini, buoi, ovini, suini, pollame e animali vari di ogni specie, domestici e selvatici, comunicano tra loro sempre con lo stesso dialetto animalesco e non lo hanno mai cambiato, non si sono evoluti e rimagono bestie. Ne vedremo ancora delle belle, chissà come andremo a finire, ma bisogna adeguarsi. Ciao, non ti allarmare, c’est la vie.

  5. franco ha detto:

    Caro Paul , quello che dici ha senso , i bambini, soprattutto quelli piccoli ,tendono ad essere plurilingue soprattutto in un mondo globalizzato dove nello stesso asilo si possono trovare bambini di varie provenienze , anzi spesso si cerca di insegnare subito l’inglese che è la lingua ufficiale del mondo politico e commerciale. Ma un’altra cosa è violentare una lingua bella come l’italiano. Quando parli , scrivi, leggi l’italiano lo devi fare con quella lingua , poi parlerai alla perfezione l’inglese , il francese , lo spagnolo, il cinese, quello che vuoi. Prova a immaginarti i “promessi sposi ” violentati come ho fatto io in questo articoletto stupidotto….”Or bene ” gli disse il body guard all’orecchio e in tono di solenne comando “questo marriage non sà da fare neither tomorrow nor ever ! “

  6. francesca ha detto:

    Caro Franco io mi limito al “fuck off” e ce ne mando tanti, anche perchè detto in inglese è più elegante…!!Ahahahahah..ciaooo

  7. Paul Candiago ha detto:

    Quanto chiasso per nulla. Fatti veri ed attuali dei Bambini delle Ambasciate: Giocano, si divertono e parlano diverse lingue. Non sanno ne leggere ne scrivere e non hanno “conoscenza” di cosa siano le lingue o cosa significhino. Quello che sanno e che non hanno problemi di capirsi fra di loro, e cosi’ giocano assieme, si divertono e passano piacevoli ore di ricreazione con altri bambini di diverse nazionalita’. Non hanno problemi di comunicazione o sapere cosa sia la Torre di Babele. Con la stessa fanciullesca apertura mentale possiamo copiare da loro, senza dar peso o valori a codici linguistici, basta che si allarghi l’orizzonte di parlare con altre persone di differenti idiomi. Penso che questo esempio sia valido, nella sua essenza, e abbia aiutato molto anche Marco Polo in China.

  8. Giulio Salvatori ha detto:

    Detto alla versiliese si potrebbe dire così :” Accidenti al tu’ trisnonno e a tutte le boiate ch’hai misso” Caro franco, tempo adietro per l’alta conoscenza della lingua inglese, in orchestra durante le prove, sul leggio avevo uno spartito …quasi uguale…Ultimamente mi hanno detto che sono ignorante perchè non capivo certe definizioni.Dove sta’ la verità? Come dobbiamo parlare specialmente noi “Ragazzi di ieri?” In casa mia con due nipoti, è un rimbalzare di queste orribili definizioni. A nulla servono i miei richiami. Mi meto in un angolo e ascolto con la mia bandiera bianca in segno di resa. Io, continua a scrivere con il dizionario sulla scrivania. Avanti Tutta.

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