Giuditta che decapita Oloferne - Artemisia Gentileschi
In questi giorni sono stata a Genova a vedere la Mostra "Artemisia Gentileschi. Coraggio e passione" a Palazzo Ducale. E' una mostra che scuote e stravolge.
ARTEMISIA, una donna capace di auto-ritrarsi e affermarsi come artista già nel XVII secolo, mettendone a frutto vibrazioni e tumulti, tra violenze e pregiudizi di allora e di oggi, alla base di 400 anni di oblio. Ricordiamo lo stupro che dovette subire per opera del collega del padre, Agostino Tassi.
Il temperamento artistico di Artemisia Gentileschi, continua a rivolgere lo sguardo acuto, ai moti dell’animo umano e della sua storia dell’arte, padroneggiandone i chiaroscuri di emozioni e identità, con riletture bibliche e mitologiche che investono Susanna, Giuditta, Cleopatra, Minerva, Maddalena e se stessa.
Artemisia, acclamata come una delle artiste più ammirate di tutti i tempi, ha il privilegio di essere stata la prima donna a guadagnarsi il titolo di "artista" e ad essere accolta nella prestigiosa Accademia d'Arte. Una bambina prodigio, una donna di coraggio incommensurabile e ferma determinazione, Artemisia ha fatto della pittura la sua ragione di vita.
Ho fatto tutto il percorso con l’emozione che mi bloccava il respiro, in estasiato religioso silenzio. Non ho altro da aggiungere se non suggerirvi questo straordinario itinerario dove la passione e il coraggio di una donna d’altri tempi ha sfidato le convenzioni sociali raggiungendo una parità di spirito tra i due sessi.
Francesca



