scritto da francesca il 19 01 2024

Qualche tempo fa una persona mi ha ripreso chiedendomi, con fare quasi disperato: " perchè non commenti il mio post?”. Prima di rispondere tra la gamma infinita di risposte possibili che avrei potuto dargli, mi sono interrogata e ho capito che, al di là di tutto ciò che si pubblica, esiste una disperata solitudine da web.

So che non è una novità, che probabilmente ci sono arrivata anche per ultima, ma toccare con mano la disperazione di chi contempla il proprio isolamento sul display di un personal computer, è una cosa che può certo dare una vertigine. Quell’isolamento è scandito dalla mancanza di commenti o di like. SE TI COMMENTANO IL POST, ALLORA TU ESISTI!!mi-piaceC’è una solitudine da computer e un’angoscia da p.c. che può togliere persino il respiro e creare ansia e inquietudine. Addirittura depressione, nei casi più gravi. E il pc, invece di unire più rapidamente e creare comunità solidali con contatti rapidi e veloci, è diventato un mondo virtuale popolato da una comunità digitale impalpabile e amorfa. Di fatto, un mondo parallelo che non ha alcun contatto con la realtà della vita vera. Ci si può perdere nel web e come nel labirinto di Shining ci si può annullare. Il fenomeno è così’ dilagante e diffuso su scala planetaria che ormai molti, attorniati da una folla di fantasmi, sotto stress, soli come cani, stanno lì nel bel mezzo dell’oceano del web convinti di avere intorno centinaia di amici. E'  come se si fosse tutto rovesciato: il mezzo è diventato il fine; il contenitore, ha avuto la meglio sul contenuto. 
 Come si guarisce? Secondo gli esperti, stabilendo regole condivise con i membri della comunità. Dopo una certa ora, niente post, niente like, niente mail ma una telefonata, oppure ci sentiamo domani. Si chiude Pc, tablet, computer e si legge, si esce, ci si incontra o si sta in compagnia di sé stessi. Ma perché comunichiamo sempre meno guardandoci negli occhi? Qualcuno di voi ha la risposta? Io posso suggerire: scriviamoci di meno e incontriamoci di più. Francescagif

scritto da francesca il 12 01 2024
Questa volta esco dai confini della Versilia Storica: Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza e Stazzema, e mi avvicino ad una frazione famosissima, Torre del Lago. Definita anche Torre del Lago Puccini. Non voglio essere il professorino sapiente, né lo storico conoscitore delle opere pucciniane. Ma solamente per far conoscere un frammento di una frazione del Comune di Viareggio molto nota. Oggi conta quasi 12.000 abitanti.
Quando il Maestro si trasferì nel lontano 1891 da Lucca dove era nato a Torre del Lago con la famiglia: la moglie Elvira e il figlio Antonio, l’artista scriveva che vi erano 120 abitanti e 12 case...Luogo perfetto per la caccia e la composizione. Immaginiamoci la pace e il silenzio che vi regnava. Qui stava componendo la sua terza opera : La Manon Lescaut.
Ma a Puccini piaceva la bella vita, le belle donne e le macchine. Si legge che in venti anni cambia ben tredici macchine paragonabili alle Lamborghini e Ferrari di oggi.
In Puccini esce chiara la melodia che arriva al cuore. Anche chi non è amante dell’opera, canticchia qualcosa: “Un bel dì vedremo...”oppure: “ E lucevan le stelle...” Tanto per fare un brevissimo cenno.
Vicino al Lago c’è ancora la sua villa circondata da un giardino. Le sue spoglie riposano nella villa di Torre del Lago.
Nel periodo estivo, si svolgono a Torre del Lago i Festival Pucciniani.
Ecco! Ho scritto queste brevissime note per invogliarVi a fare un salto e, se venite, avvisatemi che abito vicino.
Giulio Salvatori