scritto da francesca il 20 12 2023

Quando si avvicinano le festività natalizie, il pensiero va a coloro che "sono all'altro lato della strada" come recita un famoso scritto. E sento risuonare nella testa la frase del mi' babbo, o come si dice noi: di mi' pa': <Finchè mi vedete non tremate > Mia madre annuiva in silenzio con la testa. Quel "non tremate", lo risento spesso. Vengo da una famiglia povera, anzi: poverissima. Ma questo, mi riempie di orgoglio perchè non ci siamo mai, mai fermati davanti al più piccolo imprevisto.
All'età di 14 anni, ho iniziato a lavorare, anzi tredici e mezzo. Le scuole superiori erano un miraggio, vi erano le scuole serali e riuscii a prendere il diploma. La mia ambizione, come giovane, era quella di frequentare il conservatorio musicale. Avevo avuto le prime nozioni da un componente la banda: Adriano Giannarelli. Ma anche lì, mi si chiusero le porte. Superai l'esame di ammissione con un clarinetto della Filarmonica del paese, vecchio, brutto, alcune chiavine legate con l'elastico e con una custodia di legno nero bucata dalle tarme, che quando gli altri ragazzi la videro, si misero a ridere. Ma funzionava e quando iniziai a fare gli esercizi dettati dal professore, un silenzio greve calò nella sala. Gli studenti ben vestiti ed eleganti si avvicinarono complimentandosi col figlio del cavatore. Fui ammesso, forse per pietà, al terzo anno come privatista. Ma la gioia durò poco, le condizioni di salute del babbo peggiorarono e mi ritrovai di nuovo in un laboratorio di marmo. In casa mancava il pane e, tutto.
La mia scuola è stata il bosco, il lavoro, le privazioni. Ma ho sempre studiato da solo, sia lettere che la musica. Tante volte mi sono trovato a fianco di laureati o musicisti, e quando alla mia tenera età mi chiedono: < Dove ti sei diplomato ?>. Rispondo: ad una scuola della vita, dove ci sono tanti volumi, tanti metodi, basta saperli sfogliare.
I colori e la melodia non mancano. E ho sempre sentito quella Voce dire: < Non tremate >.
Giulio