scritto da francesca il 20 10 2014

25 Novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Un bel riconoscimento ma probabilmente le donne ne farebbero volentieri a meno.
Una data come tante altre, una data che non dovrebbe essere e che spero diventi
solo un ricordo, una buia parte della nostra storia.
La donna, soggetto attivo nella nostra società; capace di generare una vita, di sopportare sofferenze ben più grandi di sé, che non rifiuta, ma se ne fa carico, con coscienza, anche quando il gioco è più difficile.
Una donna è sintesi di tante cose, racchiude in se un mondo, molto più di quanto si possa immaginare, ed è fonte inesauribile per tutto quello che riesce a dare ma spesso non tutti (i maschietti) sono in grado di cogliere
il significato di tutto ciò.
Non esistono donne cattive, o aride, o ancora donne incapaci di provare amore: esistono donne calpestate, donne sole, abbandonate, donne che sono state rese cattive dal male che hanno ricevuto.
Quindi la donna si trasforma da soggetto pieno di valori in oggetto, o meglio viene trasformata.
Viene trasformata in strumento di gratificazione, ne viene calpestata la dignità, degradandola nel suo essere, sminuendo le sue virtù, da qui la logica del tutto è dovuto, trasformando la persona dipendente dai propri istinti e meno padrona di se stessa, quindi meno libera.
Da dove nasce tutto questo ?
Sembra che l'uomo sia divenuto un essere che vive di “istinto” non riuscendo, in certi casi, a gestire e controllare i propri impulsi.
Frustrazioni portano a non sentire realizzata la propria esistenza e per riempire questa mancanza si mettono in essere una serie di comportamenti per sentirsi potenti e “capaci”.
Pertanto ogni impulso si trasforma in un bisogno da soddisfare ad ogni costo, perdendo di vista il rispetto della dignità dell'altro.
Occorre quindi trovare il giusto modo di relazionarsi con se stessi e con gli altri, specialmente nel rapporto con le donne.
Quindi non sono le donne il male, certi loro comportamenti derivano solo dai tanti maltrattamenti, dalle discriminazioni, dall'essere considerate spesso oggetto, un essere inferiore che deve essere sempre pronto ad appagare i desideri dell'uomo, anche i più bassi, sempre pronto all'obbedienza.
Tutto questo per evitare violenze, nel migliore dei casi, o di lasciarci la vita.
Spero che il parlamento riesca presto e bene a mettere fine alle continue violenze, ai femminicidi, che sempre più spesso insanguinano il nostro paese, con leggi veramente adeguate.
Sinceramente confesso che sono davvero stanco di date da ricordare, "giornate" per questo o per quel motivo, vorrei poter parlare di una più "umana" normalità.
Antonino