scritto da francesca il 24 10 2012
  Saranno in pochi quelli che lo ammetteranno, ma pare proprio che siamo sempre più dipendenti dal computer. Il dato preoccupante è che ci si avvicina sempre di più allo schermo e sempre meno ai rapporti sociali reali. Tutti i giorni siamo “collegati”ai computer, telefoni cellulari, tablet, portatili ecc… ci “immergiamo” in un oceano d’immagini, suoni e video e perdiamo la nostra identità e il nostro pensiero, ma soprattutto perdiamo sempre più la nostra libertà. Internet ci ha cambiato la vita, ormai è una realtà, nessuno avrebbe mai immaginato solo dieci anni fa che oggi sarebbe diventato il principale mezzo di comunicazione. Siamo in grado di ottenere informazioni su qualsiasi argomento con un solo clic del mouse. Per comunicare non serve muovere il fisico usiamo la “mobilità” virtuale. Comunichiamo da una parte all’altra del mondo in una realtà incredibile, coinvolgendoci anche emotivamente su ciò che accade in qualsiasi luogo a qualunque ora. Persone che vivono una situazione di vita reale complessa, perché non sentendosi compresi estendono questo loro sentimento dentro quel monitor. Quel mondo virtuale li accetta, li apprezza e li consiglia per quello che leggono ma non in realtà per ciò che sono. Con il  rischio di isolarsi completamente dagli affetti più cari. I bambini, che una volta andavano al parco giochi, ora preferiscono trascorrere la maggior parte del tempo in ambienti chiusi a giocare con il computer, o chiacchierare con gli amici online. Siamo al punto  che invece di chiedere ai nostri amici una qualsiasi informazione, usiamo…Google! Stiamo diventando veramente dipendenti dai computer, questa dipendenza è una cosa buona o dovremmo essere più sospettosi dei loro benefici?   (Traduzione: Computer dipendenza - Quando avvii un libro con un mouse)  

Credo che il consiglio sia uno solo, come per tutte le cose è bene cercare di usare il buon senso,  e di staccare, non metaforicamente, ma realmente la spina e dedicarsi alla vita reale, anche se a volte è tanto difficile, ma tanto bella.

Prevenire è meglio che curare? Allora chiudo qui e vado a farmi un bagno di folla, in sostanza un bel tuffo nella vita reale, approfittando di queste splendide giornate soleggiate d’autunno.   Quando riattaccate …la spina e volete vedere cosa c’è dietro il vostro, semplice, clic di ricerca su Google andate qui:                                                    Where the internet lives  Potrete ammirare le foto degli immensi edifici sparsi in tutto il mondo, che ospitano oltre 1 milione di server per il motore di ricerca, così importanti per la conservazione dei dati…compreso tutto quello che si scrive in Eldy!  Entrati nella pagina cliccate sulla scritta: See photos      

Qualche tempo fa avevo iniziato un percorso artistico parlandovi dei “Gioielli fuori porta”, quelle bellezze artistiche che,  senza fare lunghi spostamenti, posso ammirare perchè poco distanti dalla città in cui abito. Bellezze  straordinarie e infinite, come senza fine è l’Italia tutta e come senza fine è il mio desiderio di emozioni.

Nel mio vagabondare tra arte e storia inseguo le mie ossessioni, fermamente convinta che di arte si può parlare solo vedendola dal vero, ammirandola, di persona, in tutta la sua autenticità. Penso che la vita sia troppo corta, corta per tutto, per capire quello che avviene e per vedere tutto quello che è avvenuto. E allora ne approfitto per scoprire (e riscoprire) tutto ciò che di artistico mi provoca emozioni e per farlo, non occorre, sempre, percorrere grandi distanze.

E allora una bella mattina di questa stupenda estate ho deciso di farmi invitare a Corte. Ebbene si, prima a PALAZZO REALE di Torino e poi, dulcis in fundo, nientepopodimenochè alla straordinaria REGGIA DI VENARIA.

All’interno di Palazzo Reale a Torino ho potuto ammirare le grandi opere d’arte della Galleria Sabauda, I QUADRI DEL RE. Grandi capolavori delle collezioni dei Savoia. Tutti meravigliosi, difficile fare una scelta ma vorrei farvi la mia modesta descrizione di alcuni:

 PASSIONE – HANS MEMLING

Il pittore ci accompagna nei diversi momenti della Passione di Cristo attraverso il racconto che si sviluppa cronologicamente (partendo dall’alto a sinistra), in  tempi diversi ma con la visione d’insieme che lega tra loro le varie scene dell’opera. Colloca questi spazi tra le mura di Gerusalemme facendo provenire la luce da dietro le colline ma spegnendola nella parte inferiore quando gli episodi, ambientati di sera, traggono luce solo dalle torce accese.  

Le storie raffigurate iniziano con l’ “Entrata di Cristo in Gerusalemme”, proseguono con la “Cacciata dei mercanti dal Tempio”, l’ “Ultima Cena”, “Giuda che vende Gesù”,  e nella parte centrale ci sono le scene più importanti della Passione come “Il bacio di Giuda”, “Il rinnegamento di Pietro”,  “Pilato che si lava le mani”, “La Flagellazione” e “L’incoronazione di spine”, per terminare con “La morte in croce” e le successive “Deposizione “ e “Resurrezione”. Il dipinto sfuma poi nel paesaggio.

Si tratta di uno dei dipinti annoverati tra i più pregiati della collezione e credo proprio lo sia a tutta ragione, basta guardarne i particolari uno ad uno. E’ come leggere una storia scritta in un libro.  

 

RITRATTO EQUESTRE DEL PRINCIPE TOMMASO FRANCESCO SAVOIA – ANTONIE van DYCK

Il nobile Tommaso Francesco si fa ritrarre con un’armatura spagnola e in sella ad un cavallo di razza Andalusa. La sua posa,  enfatica e grandiosa  sottolinea il suo carattere eroico. Lo sguardo denota la vera natura del condottiero, uomo più ambizioso che valente la cui carriera militare fu costellata da più fortuna che successi. Il bastone allude alla carica di comandante militare e il cavallo impennato intende celebrare la forza di carattere dell’effigiato alludendo alla capacità di condurre un esercito allo stesso modo in cui è in grado di controllare l’animale imbizzarrito.

 

Ed ora trasferiamoci alla REGGIA DI VENARIA a passeggio tra storia, bellezza e piaceri regali.

Oggi la Reggia è tutta da ammirare, così ricca di affreschi, stucchi, visioni e sorprese straordinarie.

Fu costruita nella metà del Seicento e fa parte anch’essa dei capricci e degli sfarzi principeschi atti a stupire, incantare e divertire la Corte dell’epoca e i suoi innumerevoli ospiti.

Entriamo attraverso gli spazi sotterranei per scoprire la dinastia che regnò la Venaria Reale.

Ammiriamo la Sala di Diana che si affaccia verso il Giardino a fiori e la Corte d’onore. La Reggia di Diana ci fa rivivere atmosfere seicentesche con i preziosi affreschi dedicati alla caccia e alle virtù della dea.

 

Ci disponiamo in “parata” come i sovrani di allora nel percorso del Palazzo dei Re ma poi ci viene voglia di curiosare negli Appartamenti privati dei sovrani ammirandone gli arredi.

Restiamo incantati dalla luce e dalla bellezza della Galleria Grande.

E a questo punto ci serve un piccolo ristoro. Non c’è di meglio che goderselo comodamente seduti al Caffè degli Argenti ammirando il Gran Parterre incorniciato dall’arco delle Alpi.

Riposati e più curiosi che mai proseguiamo il nostro percorso regale e scendiamo nella Cappella di Sant’Uberto, splendido capolavoro del barocco europeo. Protagonista assoluto è l’altare maggiore che fa da sfondo al tabernacolo retto dagli angeli marmorei. Grazie ad un restauro esemplare si può ammirare la Chiesa nel gioco di luci e colori voluti dall’architetto siciliano Filippo Juvarra.

E poi via, all’esterno per farci sedurre dal Giardino a fiori stagliato contro il Gran Paradiso, dissetarci all’ombra delle pergole del Giardino delle rose,  costeggiare il canale per avventurarci fino al Tempio di Diana, apprezzare le geometrie  degli orti e dei frutteti, riposarci al Patio dei Giardini, osservarci magicamente riflessi nell’acqua della Peschiera e

                                  infine 

tirare tardi la notte per congedarci dalla Reggia ammirando il fantasmagorico spettacolo di acqua, colori e musiche della Fontana del Cervo nella Corte d’onore. Un incantevole e suggestivo spettacolo  sotto le stelle.

 

Si, perché non basta la fantasia per fare un incantesimo e creare emozioni, ci vuole la condivisione con chi  ama l’arte, almeno quanto me,  raddoppiando, così,  appassionanti sensazioni di bellezza, svago, cultura dove nulla è lasciato al caso ma tutto si rinnova, si trasforma e rinasce insieme ai personaggi vissuti all’epoca.