Psicanalisi - funziona sempre molto più rapidamente su un uomo che su una donna, perchè bisogna regredire allo stato infantile....e l'uomo è già lì.
Valentino Rossi, immortalato su un mensile gay, alla domanda su cosa si prova ad essere desiderato dai gay ha risposto:"non mi preoccupo, ho una moto molto veloce e non porto nessuno sul sellino".
Mia nonna si è suicidata mangiando 40 pastiglie di lassativo. Le sue ultime parole sono state "Occupato!"
Mia moglie ha perso la carta di credito ma io non ho fatto la denuncia di smarrimento perchè mi sono accorto che il ladro spende di meno.
I dottori dicono che molti uomini sono allergici al lattice dei preservativi e che l'allergia può causare dei rigonfiamenti. E allora, qual è il problema?
Sono innamorata dello stesso uomo da 20 anni. Se mio marito lo scopre, m'ammazza.
Scusi lei fa l'amore con trasporto? Sì? Allora salga un attimo sul mio camper.
Che verbo è "non sarebbe dovuto nascere?” Preservativo imperfetto.
I cardinali sono gente triste, fanno festa ogni morte di Papa.
"Quando si tossisce si deve mettere la mano davanti alla bocca". "Lo so, ho provato ma tossisco lo stesso".
Buona domenica a tutti.

Questa sera, mentre ero a cena con mio figlio, dopo una giornata estenuante piena di impegni, affrontati quasi tutti correndo, e ancora un po’ sotto stress per il ritmo frenetico che da un po’ di tempo mi accompagna, mi sono sentita rivolgere questa domanda: “Mamma, ma tu lo sai che cosa stai mangiando?” Sorpresa lo guardai e alla mia muta domanda mi rispose: “non credo, perché sicuramente stai pensando alla giornata trascorsa, a ciò che hai fatto e a ciò che non sei riuscita a fare, e ancora starai pensando a domani, a tutto quello che ti aspetta, al modo migliore per programmarlo senza dimenticare nulla o lasciare niente di inevaso, assolvendo a tutti i tuoi doveri e compiti e anche molto di più ma sempre vivendo una vita incompatibile con gli affetti, con la felicità che può darti un tranquillo sorseggiare con calma un buon caffè, il piacere di una lunga telefonata ad un’amica senza doverle dire …scusa ma devo scappare.., la gioia di mezzora senza far niente se non esclusivamente quello che ti va di fare, magari leggendo quel libro d’arte che hai comprato e la cui lettura rimandi sempre alle ore tarde della notte quando sei più o meno sfinita e non riesci a goderne appieno del contenuto”.
Così è nato un dialogo tra di noi che, alla fine, mi ha fatto molto riflettere su ciò che costituisce la nostra esistenza che coinvolge anche il relazionarci con gli altri all’interno di rapporti affettivi, sentimentali, d’amicizia e quant’altro.
L’esistenza è fatta di tempo e ne ha bisogno per rispondere alle esigenze più profonde: gli affetti che richiedono di essere coltivati; l’intesa da costruire col partner giorno dopo giorno, il dialogo, che si regge sulla reciproca disponibilità.
I ritmi quotidiani e innaturali che scandiscono la nostra cosiddetta normalità sono determinati da bisogni, impegni e talvolta imprevisti che noi non riusciamo a considerare secondari. Ma se l’impegno supera il livello di tollerabilità del carico che possiamo sopportare, il costo che paghiamo sul piano personale e famigliare può diventare pesantemente insostenibile.
Gli effetti dell’accelerazione si avvertono anche nel corpo e nella psiche che registra fedelmente i tumulti trasferendoli ovunque, anche nella nostra vita intima sempre più turbata e carente di tenerezze da farla somigliare ad un lampo privo di emozioni. Per amarsi bisogna condividere il tempo e le passioni, occorre stare vicini.
Correre ci logora più di quanto possiamo sopportare, moltiplica lo stress, cioè la fatica che il nostro organismo deve compiere per ristabilire l’equilibrio, per riadattarsi ogni qualvolta è interessato da uno stimolo. Molte cose da fare, tanti pensieri in testa significano molto stress, dunque maggiore abbuffate di ansia. Il modo di vivere può ammalare. La velocità può ammalare. E ammalano senza farci sconti.
Ma c’è anche chi, in tutto questo trova un paravento, cioè un buon pretesto per evitare fastidiose riflessioni su se stessi e sulle proprie relazioni. E la velocità diventa un ottimo alleato per chi non ama complicarsi l’esistenza.
“..Non ho tempo per pensare, per parlare, dunque non so, Ma forse va bene così, in fondo cos’avrei da dire?”
Io invece proporrei di lasciarci catturare, ogni tanto, dalla lentezza del “dolce far niente”, gettando un pensiero a quando, rientrando per forza di cose nella normalità, ci dovesse capitare di funzionare troppo velocemente. Non crediamo, presuntuosamente, che il mondo, senza la nostra preziosa collaborazione, possa andare in malora, ma se scoprissimo che ci siamo infilati di nuovo nella strada sbagliata, consideriamo che forse è saggio fermarsi e tornare indietro.
Smorzare il ritmo, perciò non è un lusso ma una necessità.



