scritto da francesca il 8 12 2021
   E visto che oggi nevica, vi propongo questo dipinto che interpreta bene il suggestivo paesaggio dentro al quale sto camminando.  Buona Festa dell'Immacolata a tutti!      Francesca

Claude Monet - Neve ad Argenteuil                                                                                                                                                                                                                              Il quadro, del 1875 che si trova alla National Gallery di Londra, è davvero molto suggestivo, e date le sue dimensioni (71 x 91), senza dubbio è quello più grande che ci è giunto delle opere che hanno come soggetto la località di Argenteuil. Molto interessante, poiché, paradossalmente, in questo quadro più grande, l’artista riesce a dare ancor maggior interesse e dettaglio ai piccoli oggetti che vengono rappresentati all’interno della tela (basti guardare le persone sullo sfondo o anche gli edifici sempre sullo sfondo, completamente riconoscibili).
I colori dominanti all’interno di neve ad Argenteuil sono il blu e il grigio, che ovviamente sono i colori tipici dell’inverno, ma anche alcune piccole “macchie” di giallo, rosso e qualche altro colore, i quali si possono vedere sia sugli edifici, ma anche nella fitta vegetazione ricoperta di neve.
Il punto di vista del pittore, ovvero il luogo utilizzato per dipingere la scena che potete vedere nel quadro, è nelle vicinanze della casa dello stesso pittore, e purtroppo, non è visibile neanche il fiume Senna che si troverebbe fuori dall’area dipinta.
Lo stile tipico di Monet dà alla neve un tocco ancor più movimentato e “pastoso”, rendendo quest’ultima davvero molto realistica.

scritto da francesca il 27 11 2021
Sette opere di misericordia di Caravaggio L’enigmatico dipinto, tra i più importanti del turbolento pittore, in fuga da Roma dopo la condanna per omicidio, raffigura con grande realismo, in un intreccio di personaggi presi dalla strada, le attività di beneficenza dell’Ente, ispirate alle Opere di Misericordia corporale. 
Siamo nel 1606 a Napoli.
Sette gentiluomini, uno per ogni opera di carità, decidono di creare un’associazione, il Pio Monte della Misericordia, per aiutare i bisognosi.
Chiedono allora al Caravaggio, che è in città, di dipingere nella sede dell’associazione un’opera che rappresenti significato e temi delle loro attività assistenziali, le 7 Opere di Carità appunto.
Caravaggio non si spaventa minimamente anzi, prendendo spunto dalla realtà delle strade di Napoli, in cui sono mescolati nobili e mendicanti, persone benestanti e tanta varia umanità sofferente rovescia il tutto nel dipinto con la forza, l’intensità e le suggestioni senza fronzoli o tabù.
A quanto appena detto Caravaggio aggiunge anche riferimenti antichi e religiosi, secondo lo stile dell’epoca, come possiamo notare esaminando, una per una le 7 opere:

– Cimone e Pero*:  La donna che allatta il vecchio attraverso la grata del carcere. 1 (Dar da mangiare agli affamati) e 2 (Visitare i carcerati) - La virtuosa Pero, poiché il padre Cimone è in carcere e condannato a morire per fame, va di nascosto nella prigione per nutrirlo con l’unico mezzo possibile, il latte del proprio seno. 

– San Martino: Un gentiluomo con la spada divide il mantello per donarlo al mendicante 3 (Vestire gli ignudi)
– Lo stesso cavaliere opera nei confronti dello storpio raffigurato a sinistra in basso. 4 (Curare gli infermi)
– Sansone: l’assetato si serve della mascella d’asino. 5 (Dar da bere agli assetati)
A questi classici riferimenti il nostro aggiunge riferimenti reali.
– A sinistra, un uomo indica un riparo ad un pellegrino. 6 (Ospitare i pellegrini)
– A destra alcune persone trasportano un cadavere di cui si vedono solo i piedi. 7 (Seppellire i morti)

A prima vista notiamo subito l’intreccio di scene e personaggi, il forte contrasto tra luci ed ombre, una evidente esaltazione simbolica delle azioni dei personaggi ed un estremo realismo dei tanti particolari.

L’intento dell’artista è quello di evidenziare il reale contesto umano in cui si mescolano agiatezza e miseria, malattia e cure, peccato e perdono, etc.

Su questo coacervo contrastante la Madonna apre il suo mantello per non lasciar nessuno fuori dalla sua protezione… e dal suo amore.
Anche questo suo dipinto è assolutamente sorprendente in quanto presenta in primo piano la realtà umana e solo come complemento appare la religione, benché posta in alto.
Buona domenica a tutti!
Francesca