Un pittore che amo molto è Antonio Donghi. Ammirare i suoi dipinti è come entrare in un mondo sospeso, fuori dal tempo e dallo spazio. Donghi é tra i maggiori esponenti di quello che è definito Realismo Magico, una tendenza artistica che proietta la realtà in una dimensione onirica, del tutto inaspettata e che lascia lo spettatore quasi piacevolmente “stordito” da questa visione di un reale che diventa appunto “magico”. In questa pillola di oggi ho deciso di parlarvi e osservare con voi un dipinto molto interessante che, tra l’altro, è anche attinente alla bella stagione che stiamo vivendo e si intitola "Le villeggianti". In quest'opera Donghi raffigura due longilinee e delicate figure femminili in un esterno. Una delle due donne è seduta su di un muretto e regge in mano un libro, l’altra è in piedi e si ripara con un ombrellino da sole. Alle loro spalle, un paesaggio naturale con alcuni brani di architettura in lontananza. Da questa descrizione sembrerebbe una scena semplice, essenziale e assai quotidiana, ma l’artista riesce a renderla diversa, inaspettata. La pittura di Donghi è pulita, il tratto preciso, netto. Il colore è pieno, luminoso, intenso. Si crea subito un’atmosfera assolutamente inedita che trasforma questa scena apparentemente banale in qualcosa di unico, che resta impresso negli occhi dell’osservatore che ne ripassa mentalmente i dettagli. Gli abiti, le acconciature, le caratteristiche del paesaggio fatto di una serie di particolari che coesistono tra loro per un equilibrio di incastri di forme precise e definite e pochi colori. Anche qui tutto sembra immobile in un tempo indefinito di luce e colore. Semplicemente meraviglioso.
“La mente è come una valigia che andrebbe svuotata di tutti quei pensieri inutili che la appesantiscono soltanto.”
Buona domenica a tutti!
Non basta visitare un luogo per capirlo, per dire che è bello. Bisogna interpretarne il carattere, spiegarne il fascino.
E c'è un posto, in Liguria, dove il tempo si è fermato. Un borgo marinaro che sembra quasi finto, uscito dal pennello di un pittore innamorato della natura.
L'emozione che trasmette è forte, bisogna andarci per capire. Perchè quando sei lì ti coglie un senso di impotenza che ti trascina in un'ondata emotiva che fatica ad esprimersi senza essere banale.
E' un piccolo angolo di felicità della vecchia Genova, fatto di crêuze, spiagge, mare, salsedine…
STO PARLANDO DI BOCCADASSE!
Ci sono capitata per puro caso, qualche tempo fa, quando col trenino di Casella (del quale ho scritto in un recente passato in questo blog), ho percorso i crinali sulle alture di Genova sui quali si alternano le antiche fortificazioni erette a difesa della città, dal Seicento in poi.
Così, dopo essere scesa dal treno alla Stazione di Genova-Brignole, camminando senza una precisa meta, mi ritrovo senza quasi rendermene conto, circondata dalla quiete di questo piccolo e suggestivo borgo arroccato tra la dura costa e il dolce mare ligure.
Poche case colorate raccolte in una baia erosa e addolcita dai millenni. Mi siedo sulla piccola spiaggia e respiro, a pieni polmoni, la tranquillità, la pace, il silenzio. Non c'è nessuno a quell'ora, forse troppo presto perchè la gente scenda in spiaggia, mi dico.
Estraggo dalla borsa il mio inseparabile libro, lo apro e tento di leggere. No, non posso sprecare questi attimi per fare ciò che posso fare ovunque e allora inizio a passeggiare su e giù per i caruggi di questo paradiso.
E sono spiragli di felicità: i colori delle case, i piccoli scorci panoramici, il profumo del mare che si insinua ovunque, mi regalano estasianti emozioni.
C'è anche il pescatore intento a rammendare le reti da pesca. Credo di essere tornata indietro nel tempo. Si, è proprio così. Mi siedo su un muretto e guardo, curiosa le sue mani muoversi velocemente dentro e fuori la tela. Forse sto aspettando che qualcosa di misterioso e magico si compia.
Ma sta già succedendo.
Torno sulla spiaggetta a godermi la meravigliosa pace. Il mare è tranquillo e quieto. L'acqua, nel suo lento e infinito andare e tornare, lambisce i sassi e luccica di riflessi.
Ma anche in questo luogo, dove il tempo pare non scorra, si fa sera.
A malincuore me ne vado, non prima però di aver goduto del magnifico spettacolo crepuscolare guardando il sole che, virando all'orizzonte lascia la sua carezza sulle case di Boccadasse.
Francesca



