Quello che sto per presentarvi è un modo molto "originale" di creare e di lavorare di fantasia…... è un altro modo di fare Arte che viene, più propriamente, chiamata "BRICOLAGE". Presenteremo più in avanti anche altri tipi di bricolage, ma per ora soffermiamoci su questo.
L’artefice di ciò che vado a mostrarvi in questo video è Michele26.mi (meglio conosciuto come Miky, il poeta). Ma vediamo di cosa si tratta.
Michele crea fiori con calze. Sì, avete capito bene….con calze…quelle da donna (già colorate o non).
Questo accanto, nella foto, è solo un esempio scaricato da internet, giusto per farvi comprendere di cosa stiamo parlando. Quelli del video sono, invece, interamente realizzati da Michele26.mi.
I fiori sono sempre stati un grande elemento di decorazione per la casa, si inseriscono perfettamente in qualsiasi stile, freschi o finti che siano, e danno sempre calore e colore ad ogni ambiente.
La tecnica, a sentire l’artefice di questi piccoli capolavori, è abbastanza semplice ed anche piuttosto veloce. Si realizzano leggeri e delicati fiori partendo da un filo d’argento o di ferro zincato e le calze di nylon colorate.
Con questa tecnica è possibile realizzare fiori anche di grandi dimensioni per creare, oltre a piccole composizioni da bouquet o per bomboniera, anche composizioni da vaso.
I materiali che usa sono: calze, fil di ferro, nastro verde per ricoprire lo stelo e coloranti (che si acquistano nei colorifici) per dare colore ai petali dei fiori e alle foglie. Per creare invece le "striature" alle foglie (una volta che sono state tinte di verde) basta passarle con un pennellino imbevuto nelle candeggina pura….e il gioco è fatto.
Ovviamente per creare questi magnifici fiori che tra poco ammirerete nel video ci vuole una buona dose di fantasia, di creatività, di manualità e, credo, anche tanta... tanta....tanta pazienza.
P.S. Coloro che volessero informazioni più dettagliate potranno contattare direttamente l'autore con una mail a questo indirizzo: mikefab1949@libero.it
Riporto qui una Lettera al Direttore, pubblicata sul "GIORNALE DI VICENZA" di oggi 10 giugno, di un partecipante alla "Cena al buio" che si è tenuta la sera del 18 Maggio a Vicenza.
DISABILITÀ
«Cena al buio esperienza da rifare»
Giovedì 10 Giugno 2010
LETTERE,
pagina 54
Ho partecipato ad una cena al buio.
Quando mi è stata proposta pensavo che sarebbe stata una esperienza curiosa.
Volevo provare, da fortunato vedente, una situazione che per altri invece è una amara costrizione. Dal parcheggio, al ristorante , siamo stati accompagnati bendati.
Ci siamo resi conto subito della difficoltà, ma la fiducia nei nostri accompagnatori ci ha aiutato moltissimo.
Al ristorante siamo stati accolti in una saletta dove in un buio non ancora totale ci è stato proposto l’aperitivo.
Questo per abituarci con gradualità. Poi nella sala, completamente oscurata, è iniziato lo stimolante percorso alla scoperta del cibo, dei sapori, e di noi stessi.
Siamo stati molto rumorosi, in alcuni momenti certe risate sono sembrate un po’ fuori luogo. Ripensandoci era sicuramente un modo per esorcizzare il disagio .
È veramente brutto non vedere. Noi sapevamo che, finita la serata, sarebbe tutto tornato come prima, ma che per chi ci ha servito in tavola (i camerieri erano ciechi) le cose non sarebbero cambiate.
Beh, sicuramente una esperienza da fare.
Rienzo Carraro
Ho trovato questa frase in Internet che pare venga usata quasi come motto per queste cene che si tengono un po' anche altrove; mi è piaciuta e la riporto qui:
IL SAPORE DEL BUIO
L'emozione di assaporare il buio per scoprirela forza dei sensi...