I Della Robbia appartengono alla famiglia di scultori fiorentini dei XV-XVI Secoli.

Ritratto da giovanetto di Luca della Robbia
Il capostipite della famiglia fu Luca. Pur avendo operato con le tecniche tradizionali, ai suoi inizi, legò indissolubilmente il suo nome a quella particolare tecnica artigianale della terracotta “invetriata”.
Col termine “invetriatura” si definisce un rivestimento ottenuto dalla miscela di varie sostanze che, sparso sul corpo ceramico, vetrifica in cottura.
Riportiamo di seguito le parole di Giorgio Vasari, a proposito dell’artista:
“Et avendo una meravigliosa pratica nella terra, nella quale diligentissimamente lavorava, trovò il modo di invetriare essa terra co’l fuoco, in una maniera che è non la potesse offendere né acqua né vento. Et riuscitogli tale invenzione, lasciò dopo sé eredi i figliuoli di tal secreto”.
Il colore è già circoscritto alla funzione cui Luca intese destinarlo: l’azzurro del fondo su cui si staglia la figura, bianca per il bianco marmo o per l’invetriatura e la policromia dei festoni che fungono da cornice. Luca, cioè, non usa in modo naturalistico il colore ma si serve del fondo azzurro per far emergere più decisamente la composta naturalezza della figura.
E’ il caso di tante Madonne: “la Madonna della Mela e del Roseto” etc.”.
La Cantoria. Cos’è una cantoria? E’ un balcone marmoreo su cui stavano i coristi, i cui canti nelle chiese avvolgevano la massa dei fedeli, scendendo da differenti direzioni o, come diremmo oggi, stereofonicamente.
Descrizione della Cantoria di Luca della Robbia

la Cantoria del duomo di Firenze
Dopo sette anni di lavoro quasi ininterrotto lo scultore consegnò la cantoria, che è considerata la sua produzione più celebre e di maggiore impegno. In essa si collocano dieci altorilievi racchiusi in una cornice quadrata. Essi raffigurano gruppi di giovani, fanciulle e putti che suonano, cantano in coro e danzano, illustrando versi di un salmo di David.
Vi proponiamo nel video sottostante alcune delle sue opere più significative tra cui "La Madonna della Mela", "La Madonna delle Cappuccine", "La Madonna del Roseto" e “La Madonna con Bambino”, ecc. Potrete ammirare anche “Il Tabernacolo del Sacramento”, “la Natività” e “lo Stemma dell’arte dei mestieri”.
Infine, a dimostrazione della continuità dell’opera di Luca, vi presentiamo anche alcune opere del nipote Andrea Della Robbia fra cui un “Tondo“, ”l’Annunciazione” e “l’Adorazione del Bambino” e “l’Ascensione di Cristo”.

Pubblicato il 6 aprile 2010 alle ora 21,00

Ritratto da giovanetto di Luca della Robbia

la Cantoria del duomo di Firenze




