COMUNICATO 
IL PRIMO ESPERIMENTO "LETTERARIO" NAZIONALE
Su segnalazione di Emma (brescianella) sottopongo alla vostra attenzione questo interessantissimo esperimento ''letterario'' che si svolgerà in tutte le grandi città d'Italia.
Anche a Vicenza accadrà questo evento e in merito nutro solo un dubbio: ci sarà qualcuno che riuscirà a separarsi da un solo libro per regalarlo a qualcuno? Penso a questo in quanto, chi legge, legge, legge, soffre di una particolare gelosia nei confronti dei propri libri e difficilmente se ne separa. Nonostante ciò, spero con tutto il cuore che tutti insieme riusciamo a guardare avanti e...........REGALARE e farci REGALARE un libro. Io assicuro che il passo lo farò e voi?
Leggere, leggere, leggere! Si tratta di un esperimento. Non c'è dietro una casa editrice e nemmeno una grossa catena di distribuzione di libri. E' un'iniziativa nata dall'idea di un programmatore fiorentino di 21 anni, che fa il pendolare fin dalle scuole medie. Per lui, come succede a molti, la stessa strada tutti i giorni e ogni giorno qualcosa da leggere in mano.
Quei volti che vedi tutti i giorni e con cui non si riesce mai a dire una parola, a fare un sorriso...ognuno immerso nei propri pensieri!
Allora da qui la splendida idea di Alberto Schiariti.
Un'idea che serve per rompere il ghiaccio con quelle persone che viaggiano con te e per incrementare la lettura che, purtroppo, è diminuita non di poco. Ormai, i lettori, sono una minoranza.
Regaliamo un libro ad uno sconosciuto!
Andrea, comincia a diffondere la sua idea, prima nel suo blog e poi apre un gruppo su Facebook.
Così, con il passaparola, riesce ad avere molte adesioni e lancia l'idea di stabilire una data precisa e un orario prestabilito per far sì che si possa sensibilizzare a livello nazionale.
La data stabilita è il 26 Marzo e il passaparola, sta andando oltre ogni aspettativa tant’è che le adesioni su Facebook sono arrivate a 230.000, con discussioni attive, circoli di attivisti che si dedicano a far conoscere l'iniziativa in ogni città d'Italia.
Sono già state fatte alcune prove a cominciare da fine febbraio da Roma e via via a Palermo e Torino, Pavia, Firenze, Verbania e ancora altre decine di comuni. Difficile dire se queste preview attirino l'attenzione sul momento cruciale del 26 Marzo o se rischino, invece, di distoglierla. L'appuntamento, però, è molto diverso da quello che dovrebbe pubblicizzare quel ''Leggere, leggere, leggere''! Diversamente da quello che è stato fatto finora, cioè trovarsi per strada per un'oretta e leggere tutti insieme un libro, l'intento è quello, appunto, di regalare un libro ad uno sconosciuto. Un modo per suggerire il proprio romanzo preferito, far circolare un po' di cultura.
''Sarà bello vedere le reazioni della gente. Tempo fa abbiamo fatto un esperimento simile con un TG regionale che parlava della mia iniziativa'' racconta Alberto. ''La prima persona che abbiamo omaggiato di un libro l'aveva già letto e l'ha rifiutato. Poi è arrivata una coppia e non ne voleva sapere di accettare qualcosa da uno sconosciuto, tanto che alla fine sono scappati. Al terzo tentativo abbiamo trovato una coppia disposta a fermarsi, accettare il libro e scambiare quattro chiacchiere. E' uscita fuori tutta la diffidenza delle persone, quell'atteggiamento che ti fa dire di no a prescindere. Eppure spero che il 26 Marzo la mia idea penetri e ne venga fuori qualcosa di carino''.
Ulteriori notizie su questo “evento”, si possono trovare sul sito del proprio comune.
Laddove, sul sito , non si dovessero trovare comunicazioni di luoghi deputati a questo scopo, si può contattare il proprio comune telefonicamente oppure organizzarsi privatamente, previa diffusione preventiva del progetto, con un semplice avviso recante il giorno e il luogo dello scambio (anche i giardini pubblici).
Pubblicato il 15 Marzo alle ore 18,30
E per fortuna che sul caso Morgan doveva calare il silenzio!
Il cantante non è andato a Sanremo,
ma la cosa anziché da silenziatore pare abbia funzionato da amplificatore.
Un paradosso dei circuiti della comunicazione di oggi: dei cantanti vincitori dell’Ariston.
Ci siamo dimenticati, del cantante punito, siamo qui tutti ancora a discutere.
E’ una dinamica normale, un film già visto.
Ma una volta tanto dovremmo iniziare a chiederci se questa normalità dei mass media ci va bene, se dobbiamo davvero subirla e, soprattutto, se non ci sia dietro una regia non dichiarata e quasi automatica che porta in primo piano quello che la coscienza comune d’istinto ritiene sbagliato e inaccettabile.
Perché sul caso Morgan, prima ancora che l’oggetto, deve interrogarci il metodo. Sul fatto che il consumo di droga venga considerato, dalla maggioranza degli italiani sbagliato e da condannare, non ci piove.
Eppure, nonostante questo, il nostro immaginario è continuamente sottoposto a una persona comunicativa che alla fine fa diventare la droga un oggetto, per quanto indesiderato o non richiesto, del nostro quotidiano. Su strumento psicologico già formato o solido questo resta un fatto marginale; le strutture psicologiche in formazione o più fragili le conseguenze non sono invece mai preventivabili. Per quanto pesanti suonino le parole di condanna, casi come quelli di Morgan, solo per il fatto di conquistare spazio, producono danno. E’ la cosa che lo sguardo tipico di tanti intellettuali non vuole accettare, o finge di non capire. Così in nome di una presunta libertà si lascia che questioni gravi s’insinuino subdolamente nella vita di tanti. E’un gioco delle parti in cui cadono anche gli apocalittici, che anziché cercare il silenzio accedendo polemiche, magari legittime, finiscono proprio con il rimettere al centro ciò che invece dovrebbe essere trattato con circospezione e senza sensazionalisti. Anche loro diventano funzionali alla logica dell’audience e dell’esasperazione. Invece per una volta, dovremmo porre sul tappeto la questione vera che è quella di quale sia la responsabilità dei media; la loro neutralità infatti non esiste. E il solo mettere in agenda in termini così spettacolari una questione come quella dell’uso, anzi dell’abuso della droga, è una scelta che non è affatto dovuta da conseguenze.
I media infatti sempre più, invece che informare, lavorano alla costruzione di mitologie.
Poco cambia che siano positive o negative. Per fatto stesso di essere mitologie entrano nella vita delle persone determinandone scelte e comportamenti. Capirete bene quando sia fuori luogo parlare di libertà …….. Oggi l’informazione continuamente costruisce e si nutre di queste mitologie. E in particolare questo accade quando l’informazione si deve occupare degli stili di vita, quando mette la quotidianità sotto i riflettori. Non capita solo per la droga, ma ,come siamo stati testimoni ,anche con tutte le vicende a sfondo sessuale che hanno caratterizzato la vita pubblica italiana negli ultimi mesi. Comportamenti privati ,spesso imbarazzanti, hanno ossessivamente conquistato le prime pagine e le prime serate.
Il caso Morgan, come costruzione non dichiarata di una mitologia di vista, è un proposito, conta che ci costringono insistentemente a paragonarci con il suo caso.
Invece sarebbe meglio il silenzio, anche a costo di qualche punto di audience in meno.
Anzi sarebbe meglio parlare d’altro. E non ci dicano che la realtà non fornisce ogni giorno un palinsesto di notizie umanamente più dignitose e più utili alla vita di ciascuno.
Secondo è una questione di scelte, di una convivenza che lascia solo spazio alle cose meno importanti privi di valori di vita.
BUONA LETTURA








