Non sono fatalista ma sostengo che c’è un motivo per tutto, niente succede per caso; così quella sera del 4 Agosto mentre me ne stavo a “godermi” una calda serata in quel di Milano mi squilla il telefono. La voce canterina della Marcella-farfallina mi chiede a bruciapelo…”franci, andiamo a trovare Nadia a Vicenza domattina?”. Lì per lì resto sorpresa, ma non piu’ di due secondi, e immediatamente rispondo con un gioioso “si”.
Concordiamo di incontrarci il mattino successivo alle 7,30 – casello Autostrada.
Non dimenticherò l’espressione di Nadia nel vedermi (non se l’aspettava).
A Vicenza siamo in quattro: io, Nadia, Marcella e suo marito Bruno.
La prima sosta è a casa di Nadia per dissetarci e rifocillarci; ci vengono offerti caffè, bibite e quant’altro desideriamo. Quasi all’unisono io e lei pensiamo: perché non chiamare anche gli amici di Bassano, Ezio e Luisa per completare questo incontro a sorpresa? E così facciamo, inutile dire la gioia di “campione” e sua moglie; decidiamo di incontrarci a Bassano dopo aver visitato un po’ di Vicenza a beneficio di Marcella e Bruno che non avevano avuto modo di ammirarne le bellezze nel precedente incontro del 28 Marzo.
Una puntata al Lago di Fimon che con le sue ninfee mi ricorda tanto i dipinti di Monet. Si tratta di un lago post-glaciale, sito nel comune di Arcugnano, i cui dintorni sono anche un sito archeologico dove sono stati ritrovati resti di insediamenti risalenti al neolitico ed all’età del bronzo. Poi saliamo, attraverso uno scorcio di Colli Berici fino al Santuario di Monte Berico dalla cui meravigliosa ed enorme balaustrata si gode una vista mozzafiato sulla città di Vicenza e sul quadrante panoramico delle Prealpi Venete, dai Lessini alla Laguna, dal Pasubio al Piave (foto…..foto….foto…).
Riprendiamo l’itinerario del nostro percorso con destinazione BASSANO DEL GRAPPA. Ma voi sapete
che la nostra “accompagnatrice” una ne pensa e cento ne fa….e così, strada facendo ci porta dritti dritti in “bocca al lupo”…(leggi Eldy-camper). E’ stata una gradita sorpresa.
Finalmente arriviamo a Bassano e qui, sul Ponte Vecchio, proprio dove transitarono le truppe italiane del Generale Cadorna incontriamo i nostri amici, Ezio e Luisa.
Devo dirvi amici che con le nostre esclamazioni gioiose, i nostri calorosi saluti, baci e abbracci abbiamo attirato l’attenzione dei passanti che ci guardavano divertiti e, forse un tantino gelosi del nostro affettuoso cameratismo.
I bassanesi con il grande senso dell’ospitalità che li contraddistingue, ci invitano subito a pranzo a casa loro (e non ammettono rifiuti).
Prima però vogliono farci da guida in un tour della città descrivendocene le bellezze.
L’orario è quello giusto, sono circa le 13,30 e c’è pochissima gente in città, quasi nessuno (complice il caldo torrido).
Bassano del Grappa è una bellissima cittadina ricca di storia (oltre che di quel prodotto speciale del quale porta il nome…la grappa….assaggiare per credere..!!).
Partiamo subito dal luogo dell’incontro: PONTE VECCHIO o Ponte degli Alpini.
Si poteva immaginare che anche in questo progetto non ci fosse lo zampino del Palladio? Assolutamente no. Si tratta di un ponte sul fiume Brenta, progettato dallo stesso Palladio nel 1569 su struttura in legno con arcate in pietra e colonne tuscaniche (qui ci sarebbe da descriverne la storia in abbondanza ma sarebbe un riportare notizie reperibili da chiunque di voi).
Ci spostiamo all’interno della città recandoci in Piazza Garibaldi dove è possibile ammirare la Torre Civica (42 mt. di altezza) e la Chiesa in stile romanico-gotico di S. Francesco (1300 ca.) nel cui interno sono custodite innumerevoli bellezze artistiche che purtroppo, data l’ora, non ci è possibile ammirare.
Proseguendo la passeggiata arriviamo in Piazza della Libertà dove c’è la Chiesa di S. Giovanni Battista fondata nel 1308 ma ristrutturata completamente tra il 1747 e il 1788. La chiesa di stile neoclassico esternamente è di notevoli dimensioni; al proposito, mi racconta Luisa che, al contrario di ciò che si immagina guardando l’imponente facciata esterna, l’interno è molto modesto nelle dimensioni e per questo motivo gli anziani del luogo la chiamano la “buzia” (bugia); purtroppo ciò è dovuto allo scarso spazio messo a disposizione dell’architetto che ha dovuto altresì posizionare l’altare maggiore sul lato sinistro anziché di fronte.
All’interno del giro turistico di Bassano ci sediamo al tavolo di un caratteristico bar-caffè per un aperitivo, ma l’immediato successivo languorino che ci trasmette il nostro stomaco ci fa capire che è ora di pranzare e ci ritroviamo tutti intorno al tavolo a casa di Ezio e Luisa, pronti a divorare tutto quel bendiddio che i nostri ospiti hanno messo in tavola.
Saziati e riposati ci dirigiamo alla volta di MAROSTICA e anche qui approfittiamo delle nostre speciali guide.
Marostica è la città degli scacchi, della cultura e delle ciliegie.
La partita a scacchi, interpretata da personaggi viventi, si svolge ogni due anni su un’enorme scacchiera dipinta sul selciato della piazza del paese; narra l’avvincente storia di due nobili che nel 1454 si innamorarono entrambi di una fanciulla, la bella Lionora.
Saliamo al Castello Superiore dalle cui terrazze possiamo ammirare gli scorci piu’ caratteristici della città. Dalla cinta muraria medievale si godono panorami di grande suggestione compresa la sottostante Piazza degli Scacchi.
Purtroppo il tempo, quando si è in ottima e piacevole compagnia scorre inesorabilmente veloce e presto è sera, quindi ora di ritornare a casa, per noi.
Anche questa volta ci lasciamo a malincuore ma ormai sappiamo che le promesse di rivederci presto non saranno disilluse.
Un’altra bellissima giornata si conclude.
FRANCI






