Un castello nasconde un inestimabile tesoro,ma per entrare c’è solo un portone custodito da una guardia,la quale lascia passare soltanto chi risponderà in maniera corretta ad una sua domanda.Un ladro,accecato dall’enorme tesoro,si apparta vicino all’ingresso ed osserva cosa accade. Ad un certo punto arriva un cavaliere. La guardia gli dice "SEI",ed il cavaliere risponde “TRE”.La guardia apre il portone e lo lascia passare. Arriva un secondo cavaliere: "OTTO" dice la guardia, "QUATTRO" replica il cavaliere,lasciato quindi passare dalla guardia. Poi è il turno di un aristocratico "DIECI", "CINQUE" e l’aristocratico entra. Un vescovo: "DODICI", "SEI" ed entra anch’egli.
Il ladro, ormai sicuro dei propri mezzi, si fa avanti convinto di sè. La guardia lo ferma e gli dice: "QUATTORDICI", ed il ladro fiero, risponde: "SETTE". Improvvisamente la guardia estrae la spada e lo trafigge uccidendolo.---------------------------------------------------------------------------
Cosa avreste risposto voi,nei panni del ladro,alla domanda "QUATTORDICI" della guardia?
Più volte ho scritto che sono figlio di un Cavatore. E lo scriverò
sempre maiuscolo perchè, è il Cavatore che ha donato agli artisti la
materia prima: il marmo per le loro sculture. E voglio ricordare un
Poeta Cavatore che scriveva : "E vanno per l'impervio monte fino a
toccar le stelle" Purtroppo morì giovane, ma ha lasciato tante
testimonianze. Una fra queste è -Il Raffreddore- che mi ha sempre
colpito. La cava era un luogo di fatica, e lo è tutt'oggi. Sudore
d'estate e freddo pungente nelle giornate d'inverno.
Un forte raffreddore impediva notevolmente la respirazione, e lavorare
dalla mattina alla sera era una sofferenza.I compagni di lavoro gli
dicevano di andare dal dottore e prendere almeno sette giorni di
certificato. Fra l'altro era giovane e era prossima anche la festa del
paese. Anche la fidanzata lo convinse. Un mattino si presentò nello
studio del medico. C'era tanta gente. Si sedette nell'angolo della
stanza e attese il suo turno. Entrò nell'ambulatorio, si sedette e disse
al dottore che voleva un certificato di almeno sette giorni, perchè
aveva il raffreddore. " E non ti vergogni a chiedermi un certificato per
un raffreddore?" Un attimo di silenzio e rispose: " Ma il mio è un
raffreddore diverso". Il dottore si alzò e si mise a ridere dicendo che
non esistevano raffreddori diversi, che era meglio che tornasse in cava.
Una rabbia invase il giovane, guardò fisso negli occhi il medico e con
voce sicura gli disse: " Si! Il mio raffreddore è diverso! Perchè quando
sei in cava col freddo che ti penetra nelle ossa, che non riesci a
respirare, che ti gira la testa e sei costretto a sederti sul blocco di
marmo. Lassù, non ci sono ripari ma sei esposto alle intemperie. Ecco
perchè il mio raffreddore è diverso". Si alzò e si avviò verso l'uscita
dell'ambulatorio.
Il medico lo chiamò : "Aspetta che ti faccio il certificato". Lorenzo,
questo era il suo nome, scosse la testa e fissando negli occhi l'uomo
dal camice bianco gli disse : "No! Non lo voglio. Spero che abbia capito
perchè il mio è un raffreddore diverso. Almeno se viene qualche compagno
di lavoro, saprà come comportarsi".------------------------------------------------------------------------Giulio Salvatori (Il Maledetto Toscano)



