scritto da francesca il 26 01 2021
Credo che la memoria sia un grande magazzino dei ricordi belli e brutti. Un enorme armadio con tanti cassetti e secondo certi momenti, apri quello che pensi contenga un passato a te caro. Oggi ho aperto quello della voliera. I ragazzi di ieri, quelli della mia età, di otto, nove o dieci anni, avevano già appreso dai nonni o dai genitori, l’arte del fare con le proprie mani. Accette, martelli, pialle ecc, erano sempre a disposizione per qualunque lavoro. L’importante rimetterli a posto e se c’era bisogno di riaffilarli, non c’erano problemi: una passata di lima e pietra e la lama ritornava come nuova. Avevo la passione per gli uccelli e mi garbava allevarli. Non era difficile trovare i nidi. Inevitabili le brontolate della mamma. Quando erano grandicelli che beccavano da soli, li mettevo in una grande voliera che avevo costruito con le mie mani. Era talmente grande che dentro vi avevo sistemato dei ginepri e altre piccole piante. Abbeveratoi e mangiatoie nelle quali mettevo apposito mangime che raccoglievo nei campi. Semi di rapa, di grano, di orzo, panico... Non mancava mai la frutta, specialmente quella di stagione. Insomma ero un esperto anche se nessuno mi aveva insegnato. C’erano tanti uccelli in quella voliera: merli, fringuelli, verdoni, rapaini, cardellini. Avevo anche una coppia di ghiandaie, ma fui costretto a liberarle perché distruggevano i nidi e beccavano le uova. Il mattino presto, iniziavano a fischiare ed era veramente un’orchestra. A Primavera mettevo negli angoli, del fieno e del cotone perché iniziavano a fare i nidi. Avevo messo anche la vasca da bagno. Una piccola conca a filo terra e sopra delle assi dove si “pettinavano” e si asciugavano al sole. Tante persone venivano a vedere la mia opera. Un fischiettio insolito mi sveglia, non li avevo mai sentiti cantare così. Pensai che forse qualche gatto girava intorno alla voliera. Andai a vedere correndo. ​ Il cancellino era aperto e tutti, tutti gli uccelli erano sul pero. Possibile una tale dimenticanza? Fischiavano allegri da un ramo all’altro, qualcuno era già sul fico in fondo all’orto. Inutili i miei richiami. Un merlo svolazzò a pochi metri, poi si allontanò come se volesse salutarmi. Piansi a lungo. Una mano si posò sulla spalla, era il mio babbo che mi diceva: -Bravo! Hai fatto bene a liberarli. Ritornano al bosco con i loro amici – Non lo scorderò mai. ------------------------------------------------------------ Giulio Salvatori. ​
scritto da francesca il 23 01 2021
Mi domando spesso se il mare di notizie molte volte contraddittorie , inesatte , false, angoscianti, propinate continuamente dai media di tutti i tipi siano indice di libertà. Non siamo tutti uguali , ci sono anche i fragili , i deboli per età , per stato mentale, per malattia , per problemi famigliari e di sussistenza , che percepiscono questi messaggi con paura e con un’angoscia non controllabile. Non è possibile leggere che un adolescente su cinque si ferisce volontariamente per “darsi sollievo” . E’ assurdo pensare che la sofferenza psichica di un ragazzo sia tale da arrivare a questi estremi . Ma neppure l’assurdità della bambina di dieci anni , che nella sua noia quotidiana si suicida per l’eccesso di un gioco , una specie di sfida nata su “Tik Tok”. E non è solo questo caso , tra i tanti un bambino di dieci anni a Napoli che cade dal decimo piano per una competizione. Quanti colpevoli ! Anche gli smartphone e tutte le porcherie che viaggiano sul web che condizionano e ipnotizzano i più giovani che sono i più indifesi. Le situazioni perdono il senso logico , le notizie di morte , le corsie con i moribondi , i numeri della tragedia dati di continuo come bollettini di guerra sono il leitmotiv delle giornate. Nei talk show quotidiani (direi orari), c’è la costante carrellata dei politici, degli “esperti” che sparano le loro sentenze spesso errate o contraddittorie , senza pensare che dall’altra parte dello schermo ci può essere un vecchio solo e terrorizzato e il conduttore con il massimo cinismo ti dice “ non andate via, aspettate qualche minuto ora c’è la pubblicità poi torneremo con un documento che vi farà accapponare la pelle”. Ecco la parolina magica “pubblicità”! ​ Tutta questa massa di spazzatura , spesso ripetuta all’infinito senza un vaglio , senza un senso etico , senza considerare che chi ascolta non necessariamente è fatto di marmo , tutto questo solo per “ fare cassa “. La cosa mi scandalizza , il giornalismo dovrebbe avere un etica professionale e la medicina dovrebbe tener conto di “scienza e coscienza” e di un approccio psicologicamente ponderato. Ma c’è la libertà, siamo in democrazia e si può dire tutto , non importa se questo ferisce , angoscia e uccide, la notizie deve essere data ... “ è la stampa bellezza e tu non puoi farci niente. Niente !” come disse Bogart nel film 4°potere. Proprio perché siamo in democrazia dall’alto dei miei anni grido “difendiamoci dai venditori di angoscia , difendiamo i nostri nipoti dalla cattiva informazioni e dai mostri del web!” Che la libertà non si confonda con l’anarchia , ci sono delle regole soprattutto quella morale che ci impone di tutelare la sensibilità dei più fragili , quella regola deve essere la nostra guida.-------------------------------------------Franco