scritto da francesca il 16 01 2021
Non sono mai stato un dormiglione, neanche quando ero giovane. Mi addentravo nel bosco anche se era appena giorno e salivo verso la vetta del monte o di un colle. Percorro quei sentieri appena accennati che conosco da una vita. Quando conosci il bosco, non hai bisogno di studiare da dove passare. Proprio io, che ho sempre definito questi percorsi: “Le autostrade della montagna- E proprio con queste definizioni, ho sempre sostenuto la loro importanza, questi sono i solchi tracciati dai nostri nonni. E’ una preziosa eredità che ci hanno lasciato. Prima di varcare l’uscio di casa ho lasciato un biglietto sul tavolo di cucina, il solito: Tranquilli, Vado E Vengo. Anche se ormai sanno che passeranno ore. Ho raggiunto il Canale delle Fontanelle e sono già salito a metà costa, i primi raggi di sole scaldano il monte. E’ lassù che stamani voglio andare col mio amico inseparabile Roki. Un canetto bianco e nero e intelligente. Ci fermiamo un attimo per prendere fiato, mi guarda e capisco che ha sete. Prendo la borraccia e gli verso un po’ d’acqua nel palmo della mano. Si riparte. Si attraversano selve di castagni centenari, poi faggi, corbezzoli, ginepri; la vegetazione incomincia ad essere scarsa, siamo sulla vetta. Il sole ormai riscalda e illumina anche gli anfratti nascosti. Ecco che le vette delle Apuane fanno il girotondo: Il Monte Altissimo tanto caro a Michelangelo, il Corchia, la Pania della Croce e lungo sarebbe l’elenco. Ora anche il mio paese è illuminato dal sole. Le case si rincorrono in un girotondo e si intravvedono vicoli e piazzette. Fanno da cornice i campi e le piante. Il campanile fa sentire la sua voce, Il suono non trova barriere arriva nitido quasi volerti invitare alla preghiera, ma non c’è bisogno perché l’hai già fatto, ringraziando Colui di tanta bellezza che ti circonda. Bellezze che non costano niente. Roki mi guarda come dire: ho fame e sete e dividiamo i biscotti. Salgo ancora sul pizzo più alto e giro lo sguardo verso l’altra parte. La Versilia si allunga e si allarga fino al mare. Stamani c’è foschia e non si vedono le isole. Ma se arrivi sulla vetta che ​ l’orizzonte è terso, l’isole di Tino e Tinetto sono lì vicino al Golfo de’ poeti. Con un buon binocolo vedi anche la Corsica. Cerco di evitare la scabrosa discesa e allungo il percorso un po’ verso un rigagnolo per dissetare Roki e rinfrescarmi. Il gorgogliare dell’acqua che scende saltellando di grotta in grotta, rigenera l’animo. E’ ora di andare a casa. Spero di averVi fatto compagnia e allontanare un po’ i pensieracci. Alla Prossima passeggiata. Avanti Tutta. --------------------------------------------- Giulio Salvatori
scritto da admin il 14 01 2021
Gli anni ,tanti, non sono gocce di pioggia , gli anni passati assieme, gli anni che hanno visto scomparire amici, gli anni che ci hanno accumunato negli intenti, nell’amicizia , nella costruzione di tante iniziative anche importanti, gli anni che hanno allietato, che hanno fatto cultura , che hanno alleviato solitudini e malattie , non possono disperdersi per incomprensioni e piccole o grandi offese. E’ per questo che alcuni di noi hanno scritto a Francesca di tornare , di dimenticare , di essere forte e superiore alle piccole beghe quotidiane. Francesca è troppo importante per noi , per l’esistenza di una Eldy libera da schemi . Abbiamo chiesto a Francesca di pubblicare queste poche righe perché abbiamo il diritto di vedere ancora “incontriamoci” e “poesia” accese, vive , per l’interesse e la gioia di tutti. Non firmiamo questa lettera perché è scritta a nome di tanti quindi è solo un accorato , grazie Francesca !