Avevo concluso il brano precedente con un finale amaro ma che voleva una
risposta. Concludevo così:
A mezzogiorno le sirene urlano l'ora del pasto.Non ho mai sopportato il
grido delle sirene, mi danno un senso di angoscia. Il breve riposo fu
interrotto da un enorme boato: le brutte notizie camminano in fretta. Il
boato veniva dalle cave vicine.e confermarono che un giovane cavatore
era morto. Era il mio amico Carlo, questa l'amara risposta. Il deposito
della dinamite era saltato in aria, le cause? Mistero. Questa volta, la
Madonna non lo aveva preso fra le braccia e protetto.
Il giorno del funerale parlando col prete, gli chiesi perchè Dio
permette queste cose. Con voce calma e sicura rispose: " Se uno di noi va in un giardino, rimane attratto dal fiore più bello, lo raccoglie e lo porta in casa. Lo mette
in un vaso e la stanza appare più bella. Così ha fatto Dio con Carlo, l'ha raccolto da questa vita terrena e la sua anima, ora, è nel giardino del Signore".
Scossi il capo piangendo, non accettavo questa conclusione. Lo guardai
con rabbia dicendogli: "Mah, sarà così". Mi liberai del suo abbraccio
e corsi a casa, mia madre mi aspettava.
Nei giorni a seguire, non avevo il coraggio di incontrare il babbo di
Carlo. Sapeva della nostra amicizia . Quando lo vedevo in lontananza,
cambiavo direzione. Un giorno l'incontro fu inevitabile, rimasi di
fronte a lui immobile, muto. Non so quanto rimasi così, e le lacrime
scendevano sul viso. Quando riapersi gli occhi, sentii i passi di lui
che si allontanavano e una voce tremolante spezzata dal dolore, vibrava
nell'aria come una preghiera: "E' inutile piangere bimbo, si vede che il Signore ha voluto così".
Non è fantasia amici, tutta verità. ------------------------------------------------------------
Giulio Salvatori
Sono giorni che cerco di dare ordine al mio "Studio, ricovero oggetti
smarriti, fascicoli di scartoffie, spartiti, lettore cd, casse,
amplificatori, tastiera, chitarre..." Ho fatto una mucchio di cose da
buttare, ma poi, a sera, ho rimesso tutto al suo posto. Troppi ricordi.
Il sorriso compiaciuto delle donne di casa si è trasformato in un
concerto di brontolii. Ma io sono abituato ai concerti. Hanno capito che
era inutile insistere: sono attaccato alle mie cose. Un giorno ci
faranno un falò. Mi è capitato fra le mani il dattiloscritto di un
racconto, vero, che fa parte del mio primo libro: Un paese nei racconti.
Il titolo del racconto è : I Tre Artificieri.
Erano ore che si picchiava in un ferraccio a forma di grossa pera
allungata, più o meno come una bottiglia, alla cui base aveva delle
alette che volevamo staccare. Ci avrebbe fatto comodo per la nostra
teleferica: Si! Noi facevamo anche le teleferiche per avvicinare il
legname al paese. Eravamo i soliti tre discoli: Carlo, Giorgio e io.
Questo ferraccio, si era fermato in un piccolo spiazzo proprio sotto il
sentiero. Mentre gli amici lo tenevano fermo con le mani, l'altro con
martello e scalpello rubato di nascosto ai genitori, picchiava forte
all'inizio di queste alette. Nel frattempo passò il "re" , era un
soprannome che la gente dava a Ranieri, un uomo tutto curvo con una
gobbetta. Sempre curioso. Sentendo i colpi si fermò e chiese cosa si
facesse. Non si rispose e scese a vedere il perchè di tante martellate.
Appena vide l'aggeggio, gridò forte di smetterla subito e, ci prese di
peso portandoci sul sentiero. Tutto sudato ci spiegò che si trattava di
una bomba anticarro inesplosa.
Sapete bene che le notizie camminano in fretta. Dall'unico telefono del
paese chiamarono i Carabinieri e arrivarono con l'artificiere. Si formò
una colonna di persone come se ci fosse stata la processione del Santo
Patrono. Chi ci accarezzava, chi ci rifilò qualche sberla, le mamme che
piangevano, il prete che le confortava. Insomma, mancava la banda
paesana. Si seppe poi, che la bomba fu fatta brillare giù nel greto del
fiume. Non vi racconto quante raccomandazioni ci fecero nei giorni a
seguire. Una domenica che i "tre Moschettieri" erano in chiesa a servire
la messa, durante la consueta predica del Vangelo, il prete disse
puntando l'indice verso di noi gridando: Vi ha preso in braccio la Madonna.
La notizia arrivò anche ai paesi vicini e, quando ci vedevano dicevano:
I Tre della Madonna.Dopo qualche mese, Carlo, iniziò il lavoro nella
cava e morì per l'esplosione di una mina. Ma questa è un'altra storia
che vi racconterò-------------------------------------------------------------
Ottobre 2020 Giulio Salvatori



