200px-patch_adams_at_sarvodaya   Quando mi è venuta l'idea di scrivere questo articolo non avevo bene le idee chiare di cosa trattare. Medicina?...solitudine?..disabilità?.....depressione?...volontariato? alla fine ho deciso.....Adams Patch. Con questo nome, riassumo tutti gli argomenti.

In questi giorni ho avuto modo di verificare di persona che, come dice Patch, la cosiddetta depressione, non è altro che SOLITUDINE. Ne avevo già avuto sentore ma mi è stato riconfermato.

 

Il sentimento più triste è la solitudine. Non c'è sentimento più profondo che la mancanza d'amore, il sentirsi abbandonato, scollegato dal mondo che ti circonda.

Se decidete di spegnere il televisore e di leggere la letteratura del 20° secolo, vi renderete conto che questi saggi di letteratura celebrano l' alienazione.

Sfortunatamente c'è più solitudine di quante persone ci possano essere a fermare questa solitudine.

La depressione è stata definita come una epidemia di portata mondiale. L'Organizzazione Mondiale della Sanità, nella sue stime, prevede che per l'anno 2020 la depressione sarà infatti un'epidemia di portata catastrofica.

Personalmente ritengo che molte forme di depressione trovino origine nella solitudine, ma la professione medica preferisce etichettarla come depressione piuttosto che parlare di solitudine.

Chiaramente è più semplice per noi diagnosticare una condizione di depressione, quando in realtà è solitudine, farsi prescrivere una cura e prendere una pillola.

Se le diamo il nome d solitudine, tutti sappiamo che non ci sono rimedi per la solitudine dal punto di vista farmacologico. Non ci sarebbe modo per le aziende farmaceutiche di trarre profitto dalla solitudine.

Soltanto l'amore degli esseri umani può fermare la solitudine e la cosa fantastica è che richiede pochissima formazione e addestramento e richiede soltanto la decisione di dare il proprio amore agli altri, bisogna essere servizievoli verso gli altri e chiunque può prendere una decisione di questo tipo. Potete decide di farlo una volta la settimana, o tutti i giorni tutto il giorno.

Si, interpretatelo come un dono della vostra vita al servizio del mondo. La vita di un clown è la stessa di un medico, entrambi abbiamo preso la decisione di camminare verso la sofferenza. Vogliamo rendere più dolce la sofferenza.

La clowneria è un trucchetto, è uno strumento, una chiave d'accesso, è qualcosa che consente di

invadere, di entrare nella vita di un'altra persona.

Il mondo non insegna, non educa all'amore e all'amare.

Da qualche anno esistono dei corsi per genitori ed è nel loro programma ''educare all'amore''.

Ma questo è un'altro argomento ed è molto ampio e molto difficile da trattare.

 

Patch Adams dice:

Se pensiamo alla storia dell'essere umano emerge un modello chiave del volontariato che è la madre.

La madre è la prima volontaria, quella persona che lavora tutto il giorno, guidata dalla spinta dell'amore. Mi ricordo che quando crescevo e facevo attenzione al linguaggio utilizzato dagli uomini, quello che sentivo ripetere è che notoriamente l'umo lavorava e la madre era una casalinga.

Quando ero bambino mi resi conto che in realtà non era così, era la madre a lavorare tutto il giorno, notte e giorno. Quello che sentivo dire era che notoriamente l'uomo lavorava mentre quando ci si riferiva alla figura della donna si utilizzava sempre questa particella, questo avverbio, solo, soltanto, solamente, che era una connotazione umiliante. E forse nella società moderna, il modo con cui si guarda il volontariato, porta con se la stessa forma di trascura rivolta alla figura della donna anni fa.

 

Quando ogni qualvolta dite :''ah sono un volontario'', e la controparte vi dice: ''si, ma cosa fai per vivere?''.

Io sono chi sono, grazie alla figura di mia madre e mi piace aver trascorso la mia vita nel tentativo di imitare, di emulare mia mamma, e quando sono diventato adulto ho cercato di formulare il mio pensiero e mi sono chiesto più volte: cosa significa essere volontari?

Volontari è un'altra forma di espressione e, appunto, modulando il verbo fare volontariato.

Essere volontariato potrebbe essere dare azione al nostro essere amorevole, come quando un amico vi chiama e vi dice che è in difficoltà e appena ricevete quella telefonata, la prima cosa che fate è di smettere ciò che state facendo per passare la serata con lui o lei.

In altre parole che state facendo? State mettendo in atto il vostro essere volontari. E quando una persona decide di fare il volontario e dona quindi il proprio amore, viene accolto dell'effetto benefico che scelta gli regala. Tutto ciò non ha prezzo. Quando si parla di volontariato gli si associano parole tipo sacrificio o rinuncia, come se il volontariato implicasse una rinuncia, alle cose piacevoli della vita, una privazione.

In realtà il messaggio che vorrei condividere con voi oggi, è che nell'essere volontario non c'è nessun sacrificio. Il volontariato è una scelta per sperimentare l'amore in modo meraviglioso. Sono cosciente che il mio benessere e la mia vitalità sono un dono del mio essere volontario. L'esperienza del donarsi è la ricompensa e se do uno sguardo ai problemi del mondo, mi viene da pensare che le nostre risposte ai nostri bisogni, dovranno venire dal volontariato, dal momento che, né il settore aziendale, né i governi sono stati in grado di dare risposta alle nostre domande e alle nostre necessità e una buona parte delle associazioni di volontariato trovano grandissimi ostacoli perchè devono cercare risorse finanziarie e questo non è semplice. E' bizzarro se ci pensiamo perchè non soltanto un'associazione di volontariato si fa a carico di un problema enorme, in più deve andare ad implorare per avere dei fondi. Sono stao volontario e continuo a esserlo. Lo sono stato per tutta la vita e in 40 anni di pratica medica non ho mai guadagnato un centesimo. Lo faccio prima di tutto perchè mi fa sentire immenso e perchè politicamente non posso ritenermi un cittadino se non dedicassi la mia vita per la pace e la giustizia. Nel nostro caso, in 38 anni dal progetto dell'ospedale gratuito negli Stati Uniti, non abbiamo ricevuto nessuna donazione. Il novanta per cento del denaro arriva dai miei lavori e non mi serve altro che tornare indietro con la memoria a queste bellissime esperienze, come stamattina in ospedale. Non è che tutte le cose che facciamo siano pianificate, però non avrei pensato di dedicarmi alla costruzione dell'ospedale e lavorarci dentro. La ricerca dei fondi per l'ospedale si unisce alle nostre attività in quaranta paesi. Non avrei mai pensato che dalla mia passione per la clowneria, durata molti anni, potesse far nascere un movimento di clown negli ospedali di 110 paesi del mondo. Soltanto in Brasile ci sono 200 gruppi di clown. Qualche anno fa ci siamo recati nella regione amazzonica del Perù e sfortunatamente abbiamo riscontrato che c'erano moltissimi bambini di 5 anni affetti da gonorrea e abbiamo deciso di portare avanti un progetto di sviluppo al quale stiamo ancora lavorando. Quattro anni fa abbiamo iniziato a costruire cliniche, ospedali e scuole nei paesi poveri perchè l'istinto naturale di un volontariato o di chi dona amore è proprio quello di dire: ''che cosa posso fare?''...''come posso spendermi?''....e non è competizione, per me ogni atto di volontariato è uguale. Quando ti mostri amichevole con un passante sei un volontario. Quando vedi qualcuno con una gomma a terra e ti fermi per aiutarlo, sei un volontario.

 

BREVE PRESENTAZIONE DI PATCH ADAMS

 

Hunter ''Patch'' Adams è nato a Washington il 28 maggio del 1945. E' un medico statinitense, generalmente riconosciuto come l'ideatore di una terapia molto particolare.

Terapia olistica, cioè quella del sorriso anche nota come clowterapia.

 

Trasferitosi con la famiglia nella Virginia del nord, frequenta la George WashingtonUniverity, dove consegue la laurea in medicina nel 1973.

E' divenuto famoso grazie ad un film interpretato da un brillante Robin Williams, ''Patch Adams'' appunto, che ne romanza la vita pur rispettando in buona parte episodi realmente accaduti.

Secondo Adams, il vero scopo del medico non è curare le malattie ma prendersi cura del malato. Tale concezione stravolge alcuni dei concetti cardine della medicina occidentale moderna, rendendo Patch un personaggio scomodo e rivoluzionario che si contrappone in maniera forte alla medicina delle case farmaceutiche.

 

Ha fondato e diretto il Gesundheit! Institute e ha fornito medicine gratuitamente a migliaia di pazienti sin dal 1971.

Una piccola nota che riguardano i corsi di clowterapia che si tengono in vari paesi del mondo.

Negli Stati Uniti, i corsi sono completamente gratis, in Italia, da un po' di anni, sono a pagamento. Questo, ovviamente, frena molte persone che vorrebbero avvicinarsi a questo tipo di volontariato. Lo dice lo stesso Adams durante un'intervista.

NADIA

 

 

10 Commenti a “Il grande cuore di Patch Adams…..elaborato da Nadia”

  1. matilde ha detto:

    io ho visto il film e credo che patch sia davvero una pesona speciale……. e sensibile poi robin williwms l’hw interpretato beniiiiiiiiiiixximo

  2. antonio.li ha detto:

    scusate non ho messo la traduzione .
    Bola roja = pallina rossa. Quella che si mettono sul naso

  3. antonio.li ha detto:

    In Perù questa istituzione si chiama Bola roja.Il mese scorso mio figlio è andato a Belem un quartiere povero di Iquitoscon un gruppo di questi medici che vaccinavano i bambini a fare un servizio fotografico con loro era un folto gruppo di volontari che hanno dipinto tutte le case a colori vivaci.Ha pure fatto un filmato che si può vedere sul sito nunaitalia
    Grazie per l’ospitalita.

  4. Giulio Salvatori ha detto:

    Nadia, usi il bisturi della saggezza facendoci entrare nell’IO dell’essere umano.Credo che la persona umana, sia in continuo equilibrio, basta un soffio di vento per farla cadere.A volte si ha la convinzione di essere forti, rocce granitiche, statuarie,stupidamente tronfie …finchè arriva inesorabile la mazzata e ti ritrovi una larva.Grazie Nadia, ogni tanto ci fai: aprire gli occhi. Dice un vecchio saggio che:-Siamo tutti sotto lo stesso stendardo.Il-Maledetto toscano-

  5. tittati ha detto:

    La depressione è un gran brutto male! Per un lungo, infelice anno ha rovinato le nostre vite, quella di mia figlia in primis e poi di noi genitori e del marito. Posso assicurare che è stata un’esperienza che mi abbatte solo a ricordarla; è un male verso il quale si è impotenti, nei momenti di forte crisi non c’è aiuto o buona volontà che tengano, c’è solo la disperazione!!! Qundo poi si comincia ad intravedere l’uscita dal tunnel, non bisogna ancora abbassare la guardia, perchè le ricadute sono sempre lì in agguato, pronte ad aggredire. Solo ora, dopo 6 anni, con gli aiuti adeguati e con tanto buon “volontariato” familiare, possiamo dire che ce l’abbiamo fatta, ma quanta fatica e quanto dolore ci è costata!!! Chiedo scusa a tutti x questo mio sfogo, parlarne forse serve a dare speranza a chi si trova o si è trovato nella mia stessa situazione. Grazie a Nadia che con l’articolo su Patch Adams ha dato l’avvio alla discussione.

  6. albamorsilli ha detto:

    molto profondo il tema ci sarebbe da fare un dibattito su questo argomento
    la solitudine ha delle origine profonde dentro di noi, ti senti solo anche in famiglia non ti capiscono, sei solo in mezzo alla gente, sei solo per una vedovanza,da anziani sei solo perchè non servi più, eccecc……
    La depressione è come il lupo pronta a mangiarti sta a noi combatterla ed oggi come oggi si può.In primis l’auto stima di noi stessi,uscire fuori casa,impegnarsi in attività, io aggiungo nei tempi moderni una chat come la nostra serve come una pillola. donare per ricevere è il senso del volontariato
    èin grazia di Dio la persona che sa saper dare senza chiere nulla in cambio.

  7. rosaria3.na ha detto:

    La solitudine è, sì, un primo passo verso la depressione, ma non necessariamente costituisce un passaggio obbligato. Se essa non viene vissuta bene (con cognizione, con rispetto verso se stessi) può portare allora alla depressione. Certe volte si può essere soli è sfruttare questa situazione per accrescere il proprio bagaglio emozionale, per diventare più forti, e per capire tante cose (che se fossi attorniato da gente non riusciresti mai a capire). Certo non è sempre facile sfruttare questa occasione per imparare la vita..anzi il piu’ delle volte si rischia di cadere in depressione…ma dipende anche dal carattere, credo. Comunque ben venga ogni forma di aiuto/solidarietà da parte di volontari che possano tendere una mano a chi ne ha bisogno. Fra queste anche la “clowneria”.
    Grazie, Nadia, x averci fatto soffermare a riflettere su questa “piaga” dei nostri tempi che man mano si va estendendo, purtroppo.

  8. luciano3rm ha detto:

    Nadia mi vengono i brividi, il tuo scritto conferma una verità di mia conoscenza, la depressione, un male inesorabile difficile da curare, porta a volte a tragiche conclusioni, che stravolgono la vita di chi è affetto e anche ai propri cari che le stanno vicino, ben vengono queste cure, non conosco centri riabilitativi o corsi per genitori, qui a Roma mai sentito parlare, solo case di cura, se hai notizie, sono interessato grazie.

  9. lorenzo.rm ha detto:

    Nadia, che dire? Il solito commento ammirato e affettuoso. Ci informi discretamente e stai sullo sfondo a vedere. Brava.

  10. liola ha detto:

    trovi sempre temi molto belli neve ciao

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