quotidianiLeggo un articolo di Javier Marìas apparso sul Corriere della Sera dell’11 ottobre 2009 a pag. 8. L’articolo è stato tradotto dallo spagnolo da Teresa Buffo. Ne riporto ampi stralci perché mi sembra molto lucido e “vero”.

 

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Ecco quello che scrive Marìas:

 Sembra che ogni nuova generazione di giovani sia sempre più suscettibile e sempre più pusillanime e ogni nuova generazione di genitori sempre più disposta a proteggerla e a incoraggiare questa pusillanimità, in un crescendo senza fine. Gli adulti, poi, si allarmano di fronte ai risultati, quando è 2007-06-n2-giovaniormai troppo tardi: si ritrovano in casa adolescenti tirannici che non tollerano il minimo contrattempo o frustrazione; che a volte usano le mani (soprattutto contro le madri, che sono le più deboli); che aggrediscono la polizia, danno fuocor_01-noglobal-violenti01 alle auto e cercano di assaltare le questure (che spasso! perché è stato impedito loro di protrarre un rumoroso festino, un “botellòn”,  fino alle tre di mattina, come è successo  pochi giorni fa nella facoltosa Pozuelo de Alarcòn, appena fuori Madrid; giovani che, nel peggiore e nel più estremo dei casi, violentano in gruppo una ragazza della loro età o anche più giovane, come è avvenuto in un paio di occasioni in Andalusia qualche mese fa; e che naturalmente abbandonano prematuramente gli studi, quando non hanno ancora le competenze per svolgere qualsiasi lavoro. Questi adolescenti pusillanimi e dispotici non provengono in genere da famiglie emarginate o povere (sebbene, come in ogni cosa, esistano delle eccezioni) ma dalle classi medie e benestanti. Sono quei giovani che si è potuto e voluto viziare; se non dal punto di vista affettivo, certamente da quello economico.

Gli studenti dell’Università inglese di Cambridge appartengono ancora, per la maggior parte, a queste classi più o meno agiate e insolenti e sono molto “sensibili” a giudicare da quello che hanno chiesto e ottenuto. Hanno deciso che pubblicare i tabelloni con la lista dei risultati finali degli esami (esami pubblici, così si chiamano) è troppo “stressante”, poiché provoca loro “un’ansia eccessiva e non necessaria” e presuppone un’”umiliazione”, visto che permette ad altre persone di sapere se si è stati promossi o bocciati. Il corpo docente protettore ha accolto la loro richiesta, così ora riceveranno i loro voti via e-mail o potranno consultarli online 48 ore prima che vengano esposti. Non è difficile prevedere che alla prossima generazione questo sembrerà insufficiente, e si pretenderà che le liste non vengano nemmeno esposte. Gli adulti, andando di questo passo, non oseranno contrariarli e così si perderà un’altra delle motivazioni degli studenti ad applicarsi, ossia: la vergogna di apparire davanti ai compagni come degli asini, dei pigri o degli incompetenti.”.

 

La finisco qui la citazione. Ma l’articolo continua e ne consiglio vivamente la lettura. Io non so se basterebbe qualche schiaffone, come dice l’autore, dato al momento giusto, per cambiare una situazione ormai deteriorata. Quando si è già arrivati alla violenza conclamata non puoi certo tornare indietro dando solo schiaffoni,. Ma affido a voi l’argomento. Mi sembra un tema su cui si possa chiacchierare.

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11 Commenti a ““Ragazzi fragili e genitori protettivi” proposto da Lorenzo.rm ed inserito da Rosaria”

  1. giampietro ha detto:

    Lorenzo, come il solito, hai toccato un argomento penoso e che fa rabbrividire.Non ripeto ciò che ho già scritto a tale proposito!Lorenzo fai bene! scrivi, scrivi sempre: non vanno al macero le tue parole: lo scritto rimane, il verbo può anche non essere volutamente sentito.

  2. lorenzo.rm ha detto:

    Nadia, genitori, grandi o meglio piccoli assenti.

  3. nadia ha detto:

    Mi sento di dire solo una cosa per non esere ripetitiva…..”Ma i genitori dove sono?”.
    Bell’articolo lorenzo, interessante!

  4. lorenzo.rm ha detto:

    Ma quanto sono contento del dibattito che avete avviato. Così si fa. Vi ringrazio e vi abbraccio tutti.

  5. Giulio Salvatori ha detto:

    Lorenzo. Per generalizare si dice che : è la società in cui viviamo.No! L’educazione, il rispetto, i buoni propositi, la non violenza, etc. etc. sono tutte cose che fanno grande l’essere umano e di conseguenza la società con la quale si fanno i conti giorno per giorno.I figli di oggi, sono i nostri gioielli, mi ci metto anch’io. Anche se le mie figlie si sono mantenute agli studi LAVORANDO.Mi ero già espresso in proposito in un commento precedente, dove dicevo che gli insegnanti, se alzano la voce, rischiano di essere denunciati, dai genitori di questi bambolotti.La stessa legge, gli mette agli arresti domiciliari, se hanno combinato qualcosa.Oppure, gli affiancano un educatore per “recuperarli ” per rieducarli.Magari hanno violentato la loro compagna di banco.In ghalera per tutto il tempo della pena, e al mattino , piccone, zappa, rastrelli etc a bonificare e pulire il territorio.Questa , secondo me, è la miglior cura. Il sudore e i calli nelle mani, fanno crescere.

  6. rosaria3.na ha detto:

    Premesso che oggi come oggi è quasi una necessità lavorare in due. I genitori di oggi, è vero, sono meno presenti nel rapporto con i figli e cercano di proteggerli in ogni caso(fatta eccezione x alcuni, ovviamente). Dipenderà, forse, dal fatto che cercano di sopperire alla loro mancanza con la protezione in tutto e x tutto, ma ciò crea poi dei giovani che nella vita, nella migliore delle ipotesi, non si staccano mai dalle loro famiglie, e nella peggiore, invece, si sentono autorizzati a fare di tutto, anche contravvenendo alle regole che purtoppo molto spesso vengono ignorate dagli stessi genitori. Ho già avuto modo, in altro commento di parlare di ciò: quando insegnavo molto spesso i genitori, nel momento in cui si riferiva loro di comportamenti poco ortodossi avuti a scuola dai loro figli, erano sempre lì pronti a difenderli. Si sta creando, con questi atteggiamenti da parte dei genitori, una generazione di “persone fragili” da un lato, ma aggressivi dall’altro. Non sarà forse questa aggressività, un modo x richiedere + attenzione e + dialogo in famiglia?

  7. lieve ha detto:

    da immancabilmente manca la frase di mia madre :chissa’ xche nn c’è?? è un incubo ancora oggi… Comunque , lei mi rispondeva:E tu cosa gli hai fatto?, perche’ si è comportato cosi’? questo mi rispondeva…

  8. lieve ha detto:

    …. E mi tremano i polsi, mentre mi accingo a commentare , lore’.Il mio primo pensiero è un ricordo che mi addolora ancora…Ero una ragazzina piccola e indifesa:se qualcuno mi faceva una sgarbo, cercavo conforto da mia madre, la quale mi rispondeva immancabilmenteCio’ mi mandava “in bestia”, lasciandomi esterefatta…Anche allora c’era quello che oggi chiamano “bullismo”,ed io ragazzina seria e studiosa, ne ero vittima. Ho imparato ben presto a difendermi da sola, e i miei calci , sono ancora famosi….Sono diventata leader delle mie compagne, che venivano da me per essere protette…Questo mi è costata anche una sospensione…(i bulli erano protetti dalle loro madri) id io no.Nessuno me ne vorra’ se ho difeso i miei figli a spada tratta. nonostante cio’ , sono fiera di loro!!!Sono ragazzi in gamba e se la cavano alla grande!!!

  9. lUCIANO.3 RM ha detto:

    Lorenzo il mio commento su i giovani fragili. Il grave malessere della società moderna, trova molte responsabilità nei comportamenti dei genitori che perdono di vista il patrimonio più grande i figli. Non li seguono, sono troppo impegnati a soddisfare le loro esigenze, il lori impegni di lavoro li costringono a delegare nonni o quantaltro a educare i propri figli, non sono seguiti come dovrebbero dai genitori che sono quelli preposti a questo delicatissimo servizio, loro in cambio pretendono tutto, la maggior parte non sanno che cosa vuol dire guadagnarselo, a volte le loro azioni criminali sono eseguite per noia e per passatempo.

  10. lorenzo.rm ha detto:

    L’argomento è uno di quelli da far tremare i polsi.

  11. lorenzo.rm ha detto:

    Forse ora, dopo il lungo sonno, possiamo chiacchierare un po’. Che ne dite?

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