giornaleConfesso che da qualche tempo ho limitato le mie letture di routine. Certo, quando un argomento mi interessa mi informo. Ma, quanto ai giornali, ne scorro tre correntemente, di prima mattina: la Repubblica, Il Giornale e Corriere della sera. E mi piace toccare la carta e sfogliare. Perciò li compro e non li vedo in internet. piccoli geniIl 14 ottobre 2009, su Il Giornale, a pag. 20, mi è capitato di leggere, maani_einstein l’ho fatto, confesso, non molto accuratamente, un articolo di Claudio Risé  riguardante un bimbo inglese di due anni che, prova fatta, risulta avere lo stesso quoziente di intelligenza di Einstein (Qi 160). L’autore ne trae alti lamenti sulla vittima innocente, “sottratto al mondo fatato e misterioso dell’infanzia, e gettato in quello delle misurazioni, dei calcoli sull’intelligenza e delle speranze di grandezza su di essa spericolatamente costruite”. Di primo acchitto sarei d’accordo, ma poi rifletto e mi dico, e vi dico, e vi domando: che si dovrebbe fare? Nascondere? Aspettare? Ma non  sarebbe un sottrarre all’umanità intera una persona che può dare, offrire più di altri secondo la sua natura?   
Mozart bambino

Mozart bambino

Io non lo so. Ma si può piangere sull’infanzia violata in questo caso? Capisco nel caso dei minicantanti, dei miniattori, che scimmiottano i grandi e compaiono spesso in TV, facendomi personalmente arrabbiare molto. Lo vedete voi un piccolino che fa gli occhi languidi e canta “Che gelida manina”?
      Ma nel caso del genio riconosciuto? E’ lo stesso? Io il problema lo pongo. Ne vogliamo parlare? lorenzo-15  

13 Commenti a ““PICCOLI GENI E GRANDI STUPIDI” scritto da Lorenzo.Rm (inserito da Rosaria)”

  1. lorenzo.rm ha detto:

    Lieve, grazie delle informazioni e delle riflessioni. Certo, c’è anche un problema di strutture e non di semplici proponimenti, tanto più se solo familiari. Strutture, tecniche, capacità di gestire i “piccoli geni”. Si tratta di piantine molto delicate che possono seccare prima del tempo o che, anche non seccando, possono essere fuorviate. Il genio deve non solo essere riconosciuto e “misurato” ma anche coltivato e fatto crescere. Non può essere compito dei soli genitori, anche di quelli più disinteressati. Avete presente la polemica sulle intelligenze che se ne vanno? In fondo anche questo episodio, e questa categoria, rientrano. E non è questione di semplice egoismo: i geni, grandi e piccoli, son miei e me li tengo. A me questo problema di tenerseli non mi tocca più di tanto. Ma quello di renderli felici, come tutta l’umanità, e di porre il frutto del loro ingegno a disposizione di tutti, sì.

  2. lorenzo.rm ha detto:

    Condivido il tuo parere, Franci. Questi dei genitori sono gli atteggiamenti giusti da usare. E non dovrebbe essere difficile visto l’amore che certamente hanno per il loro bambino o per la loro bambina. Gli altri adulti non so. Non è detto che scelgano le vie migliori. Ed è proprio dell’esterno che occorrerà diffidare perché può nascere, e spesso nasce, un più o meno inconscio desiderio di sfruttare la gallina dalle uova d’oro. Questo è il vero problema: indirizzare il piccolo essere verso i suoi veri interessi e verso gli interessi dei contesti più grandi cui le potenzialità possono tendere.
    Posso dire che il vero nemico è il soldo? Come sempre del resto.

  3. lieve ha detto:

    lorenzo,come sempre , riesci a stimolarmi alla riflessione…. e ti ringrazio.Il mio primo pensiero è andato al piccolo/a? inglese, col suo q.i 160. “Povera creatura,- ho pensato-come vivra’ la sua infanzia?” Un genitore dovrebbe averne timore, perche’ nn si sa come genstire un q.i. 160, immancabilmente si riverserebbero su di lui le proprie ambizioni fallite…. Gia’ è molto difficile quando si hanno figli troppo intelligenti, e oggi ce ne sono molti, essendo i bimbi piu’ stimolati sul piano cognitivo, rispetto alle generazioni passate.Le nostre scuole nn si sono adeguate a questa “precocita’ sociale”, per cui quelli piu’ dotati sentono la loro diversita’come un disagio, non avendo gli stessi interessi dei loro coetanei:immagino cosa potrebbe succedere ad un genio…Per fortuna il bimbo/a in questione vive in inghilterra , dove certamente ci saranno luoghi dove insegnare a questi bambini a gestire le proprie capacita’ed usarle al meglio.( In italia, c’era a milano, ma hanno dovuto chiudere per mancanza di fondi…)In queste scuole, dove tutti sono geni,si da ampio spazio anche alla nioia, che è il momento piu’ creativo per questi bambini geniali. Viva la noia , dunque….

  4. franci ha detto:

    Lorenzo ho letto anch’io quell’articolo che, peraltro mi sembra si riferisse ad una bimba e non un bimbo (mah..ego femminile..concedimelo e perdonami). Mi sembra esagerato il commento del giornalista Rise’ nei confronti della “vittima innocente”. Non è una disgrazia nascere con una corteccia cerebrale piu’ sviluppata. Non è una malattia avere un q.i. piu’ elevato della norma sin da piccoli, ma saranno gli adulti che dovranno invece avere l’intelligenza e la maturità necessarie per far sì che il “piccolo genio” non diventi un “fenomeno da baraccone” tantomeno inmbrigliarlo in strutture che impediscano i suoi legittimi desideri di infanzia normale.
    Seguirlo come un figlio normale ma con la consapevolezza che potrà, un giorno, grazie alle sue potenziali capacità, produrre qualcosa di importante per l’umanità.

  5. lorenzo.rm ha detto:

    Amici miei, devo dire che il dibattito lascia più di un dubbio, e lo immaginavo. Sono portato a ritenere che da parte dei grandi, come dice Nadia, occorre stare molto vicini ai piccoli geni, non per farli rimanere bambini come gli altri, ma per non farli diventare piccoli stupidi. I piccoli geni devono, infatti, naturalmente, diventare grandi geni. Mah. Che devo dire io grande stupido?
    Chiedo venia, intanto, e mi scuso con Rosaria, di non averla ringraziata delle belle illustrazioni e animazioni.

  6. giampietro6.ve ha detto:

    scusatemi per le parole di-sanno-sappiamo

  7. giampietro6.ve ha detto:

    ciao Lorenzo,interessante il tuo articolo! come sempre! aggiungo un piccolissimo commento:ogni bambino “normale” ha il suo sviluppo fisiologico/cognitivo seguendone la relativa età.
    Ieri, e oggi: ancor d più si sente dire che i bambini, sono dei “geni” perchè sano adoperare il pc, con un intuizione che noi adulti non lo spiamo fare! sono geni questi o geni incompresi gli altri? ho le mie riserve. Ciao Lorenzo con affetto e stima giampietro

  8. nadia ha detto:

    Sono d’accordo con te Rosaria. Ho avuto modo modo di conoscere questi bambini che potenzialmente erano dei piccoli geni ma, come dici tu, poi, non lasciarli liberi di seguire la loro strada, si annoiano. Secondo me il piccolo genio, se non curato a dovere, diventa un ”piccolo stupido”. Dipende molto dal suo vissuto, un vissuto, certo, non voluto da lui. Resta comunque il dilemma…..farlo RESTARE un piccolo genio o farlo DIVENTARE un piccolo stupido!!! Spero di non essere interpretata male per la definizione di ”stupido”……qui è difficile spiegare il concetto del perchè lo definisco tale.

  9. giovanna3.rm ha detto:

    Me lo pongo anch’io Lorenzo il quesito: distrarre il bimbo così dotato o assecondare le sue capacità eccezionali? E’ venuto in meno anche a me Mozart, che già a tre anni componeva dei brani. Sono perplessa, infatti. E chi ci dice che la creatura essendo così dotata non abbia esigenze diverse da quelle dei bimbi cosìddetti “normali” e possa soffrirne qualora lo si frenasse dall’esprimere le sue qualità straordinarie? Mi domando che cosa ne pensi uno psicologo vceramente illuminato.
    Ti abbraccio.

  10. lUCIANO.3 RM ha detto:

    Lorenzo. Credo che l’infanzia di questi bambini (piccoli geni) abbia un grosso debito da pagare, mi domando con chi possono giocare questi bambini. Il prezzo della genialità, è spesso solitudine estrema, a me personalmente questo fa tristezza e forze un giorno rimpiangeranno di non aver avuto un’infanzia da bambini normali. Un saluto.

  11. lorenzo.rm ha detto:

    Giulio,pensi come me. Il fatto è che il genio ha una personalità dirompente. Si parla di geni, naturalmente, e non di bambini che l’egoismo o l’interesse dei genitori indirizzano verso una strada da grandi mentre sono piccoli. Mozart ad esempio che vita da bambino ha vissuto? Mah, continuo ad essere con te, nel mio intimo. Ma il problema del genio continuo a pormelo. Un abbraccio affettuoso, Benedetto Toscano.

  12. Giulio Salvatori ha detto:

    Amico Lorenzo.Mi ero alzato presto col proposito i farmi un bel caffè,ma istintivamente ho acceso il pc e mi hai mandato in tilt
    Io non ho avuto un percorso normale della mia vita e, mi sono ritrovato “UOMO” ancora ragazzo…Prò non scordo quei giochi alpestri che facevo da bambino assieme i miei compagni:caccia al ghiro, le teleferiche, lunghi percorsi di ingegneria idrauli
    ca fatti con le scorze di castagno…e lungo sarebbe l’elenco.
    Avevamo tanta, ma tanta creatività.Oggi con tutte le diavolerie
    elettroniche che i nostri nipoti si trovano fra le mani,non han
    no più, a mio avviso, quella voglia di giocare con la fantasia.
    Sono del parere che il bambino deve giocare, deve sognare, deve
    divertirsi con la sua ingenuità, e i genitori, riscoprire le favole come:Biancaneve, la piccola fiammiferaia, pinocchio, etc
    Poi, se crescendo avranno il dono di essere “superiori” agli altri , i frutti si vedranno in seguito.

    Lorenzo, ho scritto di getto questo commento senza stare a pensare tanto, ma, quello che veniva spontaneo nella mente di un nonno, quale io sono.Il -Maledetto Toscano-

  13. rosaria3,na ha detto:

    Lorenzo, già ieri sera in chat, ho espresso la mia idea, anche se, mentre scrivevo, mi assalivano dei dubbi. Così di primo acchito sono portata a dire che i bambini devono vivere “a piene mani” la loro infanzia costellata di giochi, spensieratezza e quanto altro è proprio della loro eta’. Ma se ci rifletto un attimo mi chiedo: “Ma non si annoieranno poi questi bambini a fare “cose normali” tipiche della loro eta’? Comunque secondo me andrebbe lasciato un tempo minimo per capire le reali prospettive del futuro e…poi, semmai, “coltivare” queste genialità. E’ un grosso enigma che, secondo me, andrebbe affrontato a seconda dei casi e con la guida di persone esperte.

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