bottaio

Argomento già trattato altre volte ,ma consequenziale agli ultimi articoli pubblicati. Penso non faccia mai male ricordare come eravamo e come si lavorava quando le tastiere erano solo quelle del pianoforte e della macchina da scrivere.

Nei ricordi della mia infanzia ci sono "gli antichi mestieri !" Abitavo allora nel centro di Modena e alla mattina mi svegliava il trambusto del carbonaio che poco distante dalla mia casa , iniziava il lavoro.

Aprivo le persiane e vedevo Giuseppe il calzolaio che tirava sotto il portico il suo banchetto e con un grembiule sporco di tinte e di pece , cominciava a riparare scarpe andando di ago e di refe.

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La merciaia stendeva in bella mostra merletti e ricami e il rilegatore di libri ,disponeva davanti alla vetrina , le sue opere meglio riuscite.

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Nella tarda mattinata con la sua bicicletta con mola incorporata arrivava gridando l'arrotino , col camioncino sgangherato era la volta del venditore di blocchi di ghiaccio con il telo sulle spalle grondante acqua.

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Sembra di parlare di epoche passare ...era il 1950 o giù di lì . Come non ricordare gli impagliatori di sedie , quelli che riparavano gli ombrelli o le penne stilografiche , il cravattaro sotto i portici , il fotografo ambulante nel parco cittadino assieme alla baracchina per le granite o per i gelati. Se poi ci si inoltrava nelle strade di campagna si poteva incontrare la bottega del fabbro ferraio o del maniscalco , dello scalpellino o del ceramista.

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La nostra società dei consumi ci ha abituati a comperare e a gettare , non solo per la qualità sempre più scadente dei prodotti , ma per la veloce obsolescenza voluta dal mercato.

Cominciano ad esserci lavori ancora esistenti che in breve verranno sostituiti dalle alte tecnologie o dai robot come i lettori di contatori o gli operatori di macchine utensili. Stiamo andando verso un mondo robotizzato dove le macchine sostituiranno sempre più l'opera dell'uomo , dove le tecnologie e il consumo renderanno non economici i "vecchi mestieri".

 

 robot

 Io che sono vecchio sento un po' di nostalgia per la scomparsa di questi artigiani , quando vi era un mondo più semplice e meno scandito dalla nevrotica necessità di guadagnare tempo , quando le capacità intrinseche del singolo davano un senso ad una società , fatta a mio parere , più a dimensione di uomo.

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Franco

20 Commenti a “ANTICHI MESTIERI…….di Franco Muzzioli”

  1. paul candiago ha detto:

    Gentili Signori,
    a chi si educa,
    o intende l’educazione delle persone, per una tradizione sbagliata italiana e di altre nazioni, con il fine che l’istruzione e’ perseguita per un beneficio econonico deprava l’educazione=apertura mentale, a qualsiasi livello, per uscire dall’ignoranza in cui si nasce,a semplice prostituzione intellettuale. Se per il “sapere” di una persona questa beneficia di vantaggi sia sempre applaudito ed esaltato che abbiamo sempre bisogno di gente “sapiente”. Detto questo non sia mai che l’educazione sia correlata a tenore di vita. Chi pensa cosi’ mostra un grande errore e depriva l’educazione di tutti i suoi Valori. Paul

  2. francesca (franci) ha detto:

    Alba, e il profumo della pasta per lucidare i mobili d’allora? Cera d’api, olio di glicerina e tanto, ma tanto olio di gomito! Oggi non lo fanno più…

  3. franco ha detto:

    Sono felice della “purezza” di Paul ,che è uno dei pochi che crede ancora al Paradiso Terrestre (neanche Papa Francesco ci crede più e dice che è una metafora della creazione),sono d’accordo con girasole che l’acculturamento ha allontanato dagli antichi mestieri, ma c’è un’onda di ritorno dovuta anche agli immigrati. Il ragazzo che viene a volte a farmi del giardinaggio è un laureato in agraria pakistano !!!!La cameriera della pizzeria dove abitualmente andiamo è laureata.

  4. alba morsilli ha detto:

    Mio padre faceva 8il lucidatore di mobili dentro al grande stabilimento riparazioni navali Ansaldo,
    lui saliva sulle motonavi per lucidare il legno di ogni genere, allora si usava molto legno nelle navi ed erano di lusso. Io ho avuto la fortuna di visitare quelle navi anche se ora non ricordo più il nome, ma la loro maestria di lucidatori facevano brillare anche un pezzo di legno non preggiato, perciò vedere il loro lavoro finito era una grande sodisfazione,se chiudo gli occhi vedo grandi saloni e salotti lucidati con le fatiche degli operai

  5. Giulio Salvatori ha detto:

    La colpa è una bella signora ma nessuno la vuole.Rivedere certi mestieri è un piacere, e quelli come me , cresciuti sotto i castagni, ancora oggi certe cose le sanno fare.Perchè era una necessità, era doveroso conoscere determinate piante per utilizzarle, piegarle e farne cesti, canestri ecc. Oggi, lo vedo in casa mia dove vi sono nipoti grandicelli, non distinguono un castagno da un abete…Come fanno ad “avvicinarsi” a quella CULTURA? Comunque grazie Franco, una ripassatina fa sempre bene al cuore e alla memoria

  6. girasole rm ha detto:

    il principale motivo che ha segnato la fine dell’artigiano è il volere i figli laureati una volta l’istruzion si fermava alla terza media l’artigianato si TrAmandava da padre in figlio Ora tutti vogliono figli laureati. Lo vedete un laureato con le mani sporche? Poi c’è stata l’evoluzione tecnologica a dare il colpo di grazia perciò è rimasta la nostalgia di una volta Ma il mondo và avanti . una canzone napoletana dice “MEGLIO SI TE FACEVO ZAPPATORE PERCHè O’ ZAPPATORE NON SI SCORDA A MAMMA” ALTRI TEMPI

  7. paul candiago ha detto:

    Signor Franco,
    non sono Parole mie sono Parole del Creatore.
    A noi usare tutto al massimo,senza mai sporcare o deturpare nessuna Bellezza del Giardino Terrestre. Questo secondo aspetto del nostro egoismo non l’ho ancora trovato nelle Sacre Sritture, per chi ci crede.
    Delle nostre malefatte prima o poi le pagheremo: nell’astronave di Noe’ si salvarono solo otto persone….esiste anche la Giustizia e il Creatore non e’ soggetto al tempo.
    Cordiali saluti, Paul.

  8. franco ha detto:

    Caro Paul , scusami è più forte di me , quando ti sento ringraziare il Signore per il “possesso della Terra” da parte dell’uomo. Lo stiamo uccidendo questo nostro pianeta , altro chè ringraziare.Proprio perchè abbiamo PERSO la dimensione umana del lavoro, del guadagno, del POSSESSO!!!!!!!!!!!!!!!!!! Del rispetto verso gli altri abitanti della Terra , delle piante, dei mari, dell’aria , siamo una malattia inesorabile che porterà tutto alla distruzione.

  9. paul candiago ha detto:

    Ti ringrazio o Signore che hai donato all’Uomo l’Intelletto e cosi’ possiamo progredire sempre piu’ al “possesso della Terra”.
    Fa che l’Uomo usi il progresso per il suo bene.
    Si serva di qualsiasi nuova meraviglia, quali questi giocattoli “magici”, frutto del suo ingegno, verso il miglioramento della societa’. Paul

  10. anna b. ha detto:

    A mio parere, una volta questi lavori esistevano perché c’era più umanità, più contatto umano. E’ vero che c’era molta povertà, ma è anche vero che si era meno egoisti. Oggi viviamo in un’era tecnologica, siamo nel futuro, lo viviamo quotidianamente; ed in questo tipo di società sembra che si sia sviluppato tanto egoismo.

  11. carlina ha detto:

    bcravo Franco, tanti mestieri del passato, che riportano alla mente tanti ricordi del passato – qui dove abiti io to passa acora l’arrotino col megafono in macchina ed invitA le persone a ppiortare forbici, coltelli e quant’altro x essere arrotato : bei tempoi o meno non saprei, xke i ricordi giocano anche brutti scherzi comunque bravi e Francesca

  12. franco ha detto:

    Sì Giuseppe c’è un ritorno a certi mestieri , come quello delle sartine (che accorciano e stringono i pantali , rifanno l’orlo delle gonne – orlo dei pantaloni 6 euro !!!) , dove andiano noi si chiama Licia , ma non scritto così , ma : LI- CIA
    (ovviamente è cinese e di queste piccole botteghine con i prezzi fissi uguali per tutte, ce ne sono un pò in tutta Modena) . I giardinieri pakistani, gli imbianchini (in regolarissimo nero ) marocchini ecc.

  13. Giuseppe3.ca ha detto:

    Si Franco, tanti antichi mestieri che oggi possono far parte di ricordi anche romantici, se vogliamo, ma posso dire una cosa: nella mia città è riapparsa, un po’ timidamente, qualche bottega di vecchi artigiani, calzolaio, sarto, orologiaio, ecc. che in conseguenza della crisi economica provano a rispolverare l’antica professione per raggranellare qualche €uro in più. Forse con scarsi risultati, ma ci provano. Lodevole iniziativa ma è un po’ triste solo a guardarli conoscendo il motivo per cui lo fanno. Oggi prevale il “fai da te” e la tecnologia ci ha portato in casa tanti attrezzi per cercare di arrangiarci da soli. Con un po’ di inventiva molti ci riescono, (io sono tra questi) almeno per piccoli lavori, ma alla fine prevalgono gli indirizzi della società consumistica: usa e getta. Quando un oggetto si guasta, lo butti via e compri il nuovo… anche perché la riparazione, quasi sempre, tra costo dell’intervento, pezzi di ricambio ecc., comporta una spesa non indifferente per cui, preferisci aggiungere la differenza e averlo nuovo, fai prima e guadagni tempo. Oggi è così che possiamo farci? Andiamo avanti con la nostalgia dei vecchi tempi.

  14. mario33.co ha detto:

    Antichi “sapori” oramai persi (come dice Franco). Mestieri che coinvolgevano determinate maestranze, persi con il cambiamento delle innovazioni, in tutti i campi. Da una società economicamente prettamente contadina (fine 800 inizio novecento). Passati , prima, ad una società industrialmente meccanica ( fine anni ‘80/90), ad una società tecnologica. Ricordiamo quanti mestieri persi della cultural-economia “antica.” Come il Banditore, aveva il compito di fare gli annunci pubblicitari, girando per le vie del paese, suonando prima la trombetta, poi… Ad alta voce informava la popolazione delle novità, degli avvenimenti importanti. Il Bottaio, costruiva ed aggiustava le botti ed i barili in una e con una economia contadina, in cui la produzione del vino era fiorente. Lo Stagnino, o calderaio andava in giro per i paesi a stagnare i recipienti di rame, molto in uso a quei tempi. Il Calzolaio, dei tempi antichi costruiva le scarpe per le persone più agiate. Gran parte della popolazione calzava scarpe di cuoio pesanti provviste di chiodi sotto le suole, per renderle più resistenti e adatte al lavoro nei campi. Il Bovaro, con la sua coppia di grossi buoi che attaccava al giogo che tirava un aratro di legno ed arava i campi. Il seggiolaio, di solito ambulante, impagliava le sedie usurate dal tempo. La Lavandaia, lavava i panni nell’acqua. del fiume o ai lavatoi pubblici, facendo la liscìvia (acqua mista a cenere), fungeva da sbiancante . Il Vasaio costruiva stoviglie e recipienti, giare per l’olio ed il vino, orciuoli per l’acqua in terracotta. Il Sellaio, era l’artigiano che costruiva la sella per montare a cavallo ed il basto per sistemare la soma. Oltre al basto fatto con assi di legno, imbottiti di paglia e modellati per la schiena dell’animale, preparava anche le briglie di cuoio, la cavezza ed il pettorale. La Filatrice o tessitrice sin da tempi antichissimi ha lavorato al telaio la lana, la seta e il cotone. Il Carrettiere, era il camionista dei tempi passati. Lo Zampognaro, quando non esistevano i dischi e la radio passava nei vicoli dei paesi, soprattutto sotto le feste.(con l’aiuto del web)
    Mestieri che oggi (alcuni esistono ancora) ma che, con la tecnologia si sono profondamente modificati, trasformati, prendiamo per esempio: La tessitrice, oggi con macchine tessili ad alta tecnologia si produce il un’ora quello che si produceva in un anno. I Trattori o macchine agricole che hanno sostituito il lavoro del bovaro con i suoi buoi. Mp3 per ascoltare musica anche per strada usato da molti giovani e non. E tanti altri ancora. Cambiamenti avvenuti per le nuove scoperte legate prettamente (da prima) ad un fattore sicuramente, economico. Che… Però, hanno aiutato la società contemporanea, a vivere di variegate comodità, sociali, economiche e personali.

  15. franco ha detto:

    Ci sono antichi mestieri che sono rimasti e come!Lungo i viali, nell’angolo di certe piazze, sotto un lampione , come mai il progresso non li ha cancellati ?

  16. mario33.co ha detto:

    I colori dei mestieri
    Io so i colori dei mestieri:
    sono bianchi i panettieri,
    s’alzan prima degli uccelli
    e han farina nei capelli;
    sono neri gli spazzacamini,
    di sette colori son gli imbianchini;
    gli operai dell’officina
    hanno una bella tuta azzurrina,
    hanno le mani sporche di grasso:
    i fannulloni vanno a spasso,
    non si sporcano nemmeno un dito,
    ma il loro mestiere non è pulito.
    (Gianni Rodari)

    Gli odori dei mestieri
    Io so gli odori dei mestieri:
    di noce moscata sanno i droghieri,
    sa d’olio la tuta dell’operaio,
    di farina sa il fornaio,
    sanno di terra i contadini,
    di vernice gli imbianchini,
    sul camice bianco del dottore
    di medicina c’è un buon odore.
    I fannulloni, strano però,
    non sanno di nulla e puzzano un po’.
    (Gianni Rodari)

  17. gianna ha detto:

    Franco molto bello questo post.scritto da Francesca sei tornato indietro nel tempo senti la nostalgia del passato, la macchina da scrivere oggi siamo al computer,la macchina da cucire a pedale ora elettrica per le sartorie ,ritornano molti ricordi i negozi o le bancarelle al mercatino con pizzi ricamati a mano favolosi erano tutti lavori importantissimi oggi è tutto cambiato il gelataio con il carettino sulle spiaggie prima era tutto piu’ semplice allora non cera la tecnologia,Internet che ti porta dove vuoi. anche con molti rischi il fotografo che poi se la foto riusciva bene la metteva esposta nella sua vetrina, ma ora certo ingiallita dal tempo.L’arrotino moltissimi piccoli lavori che ti portano al passato. Condivido i tuoi pensieri. Un saluto

  18. lorenzo12.rm ha detto:

    Un bel post il tuo, Franco. Oggi non si trovano più pezzi di ricambio. Cercavo l’altro giorno la batteria per il mio vecchio cellulare e mi volevano vendere l’intero telefonino nuovo. Non mi piace questo andazzo e, a forza di protestare, mi sembra di essere diventato isterico.

  19. gabriella.BZ ha detto:

    Ciao Franco, leggendo il tuo racconto mi sono ricordata di tanti particolari che forse non ricordavo più. Sono ritornata indietro di tanti anni, al tempo del carrettino fatto a gondola dei gelati, l’arrotino, il fotografo, ma forse il negozio che più mi piaceva la merceria, quante volte mi fermavo a guardare i pizzi e cercanvo di pensare, quando avrei potuto cominciare a lavorare dei pizzi! Quanti ricordi hai risvegliato. Un saluto ciao

  20. francesca (franci) ha detto:

    Bel post Franco, intercalato da indelebili ricordi che costituiscono un’amorosa ricerca del tempo perduto, o passato. Mestieri che ormai esistono solo nella memoria. I personaggi “mestieranti” che tu descrivi intenti alle proprie attività lavorative, è gente modesta, ma non per questo meno protagonista di un’esistenza comune fatta di tante piccole cose. Persone, anche sconosciute, ma che rimangono impresse sulle sbiadite e vecchie immagini fotografiche di un tempo passato, ricco di schietto calore umano che sembra scomparso dai ritmi logoranti delle città di oggi. Dolcemente nostalgico l’ultimo tuo pensiero. Come non condividerlo?

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