Les repasseus (le lavandaie) Edgar Degas 1884-1886

Due donne del popolo,colte di sorpresa in un aspetto apparentemente sguaiato, mentre a braccia nude svolgono il loro lavoro di lavandaie, nel XIX secolo fecero scandalo. Sono "Les Repasseus", ovvero le lavandaie di Edgar Degas.

E anche questo "sbadiglio" fece scandalo attirando molte critiche contro l'artista.. All'epoca vi si volle leggere pigrizia, volgarità e un affronto alle buone maniere. 

La critica di George Moore si esprimerà così: "Una cosa è dipingere delle lavandaie, un'altra raffigurarle mentre sbadigliano".

Tecnico esperto, Degas faceva spesso delle prove tanto del colore che dei supporti. Qui, per dare una visione ancora più realistica a queste donne al lavoro, dipinse direttamente su una tela grossolana, non preparata, cosa che conferisce al dipinto una tonalità incredibilmente rude.

Nota curiosa: nel 1891 questa tela venne venduta per 4000 franchi. Se oggi dovesse essere presentata ad un'asta, il suo prezzo potrebbe raggiungere decine di milioni di euro.

E' conservata al Musèe d'Orsay di Parigi.

Edgar Degas

14 Commenti a “UN PO’ D’ARTE? SI, GRAZIE!…..di Franci”

  1. francesca (franci) ha detto:

    Grazie Giulio e grazie a tutti gli amici che hanno commentato. Vedo con immenso piacere, che l’Arte piace a molti. Continueremo di certo.

  2. Giulio Salvatori ha detto:

    Evviva la semplicità! Gesti quotidiani spontanei . Bellissimo.

  3. francesca (franci) ha detto:

    E hai ragione Alba. Si tratta di “stiratrici” ma vedi il fatto è questo: Degas, in quegli anni, coglieva nella realtà l’arte del popolo che lavorava e la riportava fedelmente sulla tela. Succede così che alcuni testi di Storia dell’Arte riportano questo dipinto come “Le lavandaie”, altri come “Le stiratrici”. In effetti se traduciamo “les repasseus” dal francese troviamo in italiano letteralmente “le ripassatrici” ed è più vicino alle stiratrici. Ma non è la prima volta che nella Storia dell’Arte si attribuiscano due titoli alla stessa opera.
    Ciao.

  4. albamorsilli ha detto:

    ho guardato e riguardato la foto ho ingrandito l’immagine perchè non ero convinta che fossero delle lavandaie , si dopo tanti riguardi quell’oggetto che tiene premuto con le due mani non è altro che un ferro da stiro, perciò non due lavandaie ma due stiratrici, la bottiglia serviva pre prendere l’acqua e la ciottola dove contenere l’acqua per bagnare i tessuti.
    Che poi hanno fatto scandalo ogni epoca aveva i suoi scandali, ma son sicura che quella poverina con la bocca aperta manda maledizione ai suoi padroni per il tanto faticoso lavoro

  5. Francesca ha detto:

    Nessuna perfezione, Carlina, la mia. Solo passione, pura passione per l’Arte che mi porta a spaziare all’interno di emozioni. Ti ringrazio comunque e ti abbraccio.

  6. carlina ha detto:

    sempre perfetta nella diagnosi che dai ai dipinti che hai sotto gli occhi, io non aggiungo nulla, rovinerei la tua perfezione e quella del grande Degas ciao

  7. Francesca ha detto:

    Si Gianna, più ;realista” che “impressionista” fu Degas. Ma non per questo meno allegro, ripensiamo alle sue “Ballerine”, opere gioiose, trascinatrici del suo mondo.

  8. gianna ha detto:

    Francesca, oggi si parla d’arte finalmente, anche se è un argomento molto difficile per parecchie persone, ma molto interessante ,questo post del grande Pittore “EDGAR DEGAS”. (Le lavandaie) penso che questo Pittore e diverso da altri, con i suoi quadri fa capire come si svolge la vita quotidiana ,con lavori duri nella società, questo dipinto ritrae la pura realta’ di un durissimo lavoro. Il Pittore ha voluto far capire un lavoro manuale e molto umile nel mondo del lavoro.Il suo dipinto su tela è conservata al Musèe d’Orsay di Parigi. Un saluto

  9. Francesca ha detto:

    E magari, Franco era proprio così, forse lei cantava…chi può dirlo? Sicuramente i nostri “cugini” francesi ci hanno letto un messaggio diverso, proibitivo. Ma si sa, loro mancano di senso dell’ umorismo.

  10. franco ha detto:

    Molto bello come tutti i capolavori di Degas…mi sono sempre chiesto però se quella lavandaia sbadigliasse o lanciasse un grido o cantasse ,con la mano che copre l’orecchio per meglio sentire il tono. Si sa che le lavandaie spesso cantavano per scandire la monotonia del lavoro ….” Amor dammi quel fazzolettino , vado alla fonte e lo vado a lavar …”

  11. Francesca ha detto:

    Concordo con te Nembo. Degas ritraeva il mondo del lavoro ma attraverso una realtà che a quei tempi non era ammessa perché considerata scandalosa….

  12. Nembo ha detto:

    Credo che questo pittore si differenzia degli altri,perchè con i suoi quadri vuole far capire come si svolge la vita quotidiana nella società.Con questo quadro raffigurato nel Post ritrae la realtà di quel duro lavoro di lavandaia,un’attenzione che il pittore ha voluto dare per far capire forse cosa è un lavoro manuale e umile nel mondo del lavoro.

  13. Francesca ha detto:

    Grazie Lorenzo. Qualche particolarità su Degas: il nonno e il padre vissero per molto tempo a Napoli diventando personaggi illustri e ricchissimi al punto di acquustare una Banca partenopea e, per quanto riguarda il nonno, sposare una donna di Napoli. Edgar fece molti viaggi in Italia e tra i suoi maestri ispiratori, pur essendo impressionista, vi fu anche il nostro Mantegna.

  14. lorenzo12.rm ha detto:

    Grande Degas. Grande Francesca.

Scrivi un commento