scritto da francesca il 11 03 2017

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Oggi, più che mai, pesa sulle mie spalle il sentimento del “NON GIUDICARE”.

Tutto nasce da un mio errore.

5 marzo 1939. Sono passati 78 anni da quel giorno, ed oggi ricorre l’ennesimo mio compleanno. Sono in quella fase della vita nella quale una persona fa un bilancio, di sé stessa, di ciò che ha avuto e di ciò che ha dato: quale dei due sarà maggiore?

Ho un passato che non si può cancellare, anche se a volte lo vorrei fare perché di errori ne ho commessi. Ma gli errori sono incancellabili, indelebili e ce li portiamo fino alla fine dei nostri giorni.

Però oggi è il mio giorno speciale! Eppure anche oggi, inconsapevolmente, ho commesso un grave errore pensando male di mia figlia. Lei vive con la sua famiglia e tre belle ragazzine a Milano, ma non mi chiama, neanche oggi che è il mio compleanno. La chiamo io, non risponde al telefono. Ecco perché nutro questa diffidenza nei suoi confronti. Penso che è un’ingrata, con tutto quello che ho fatto per lei. La mia mente vola a 25 anni fa quando io, da sola e con tre figli piccoli da tirar su, mi sono dannata impegnandomi al massimo per mantenerla in una scuola privata affinché potesse diventare modellista.

Era una ragazza con grandi capacità ed ecco che arriva il risultato più atteso: trova lavoro da Prada. Ma oggi lei non si ricorda di me.

Io mezza incavolata vado dall'altra figlia che non abita lontano da me, e brontolando, sbuffando, col viso scuro e i nervi a fior di pelle, dico: gli amici di Eldy si sono ricordati di me, ma i figli che ho messo al mondo e cresciuti con tanti sacrifici sono svaniti.

Apro una parentesi per dirvi: credetemi amici, anche se è solo uno scritto virtuale il nostro, non potete immaginare quanto mi hanno fatto bene i vostri auguri. La vostra presenza, al di là dello schermo, era per me palpabile, la percepivo e mi ha aiutato in quei momenti. Ve ne sarò sempre grata!

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Ma, MAI giudicare prima di sapere, ecco qual è stato il mio errore oggi.

Ignara di tutto, non sapevo che mia figlia quella mattina si era alzata alle 6 per andare in stazione a Milano, prendere un treno coi suoi figli e, d'accordo con la sorella, farmi una festa a sorpresa.

Ma la Alba brontolona continua a rimuginare tra sè e sè “ecco qua, sono sola anche oggi, ma dove sono tutti i miei figli?”.

elderly-woman-by-window-001-460x250 Sbagliavo e come sbagliavo! Suona il campanello, vado ad aprire e….me li sono trovati di fronte: NONNA AUGURI!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Poco c’è mancato che mi venisse un colpo apoplettico. Non riuscivo a parlare, avevo gli occhi sgranati e pieni di lacrime, la bocca aperta senza riuscire a proferir parola. Hanno dovuto farmi sedere perché mi sentivo mancare. Poi, finalmente, un pianto liberatorio, la mia salvezza. E’ bello piangere di gioia, dopo ti senti leggera come una piuma e felice.

Qui è iniziata la giornata che avevo sognato ed il sogno è diventato realtà. Mi son sentita amata, ho ricevuto la gratitudine e l'amore dei miei figli che, essendo a loro volta genitori, conoscono l'amore incondizionato che diamo e non si sono scordati di essere anche figli.

Oggi ho imparato una lezione che ha una morale, questa: MAI GIUDICARE SENZA CONOSCERE!.

Se tutti imparassimo a riflettere prima di giudicare o parlare, forse avremmo un mondo migliore.

BUONA DOMENICA A TUTTI!

 

Alba

 

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Abbiamo già parlato della carenza di linguaggio degli italiani , sembra che il 70 % si trovi sotto il livello minimo di comprensione nella lettura di testi di media difficoltà.

Solo il 25% della popolazione legge abitualmente , ma il dato tragico è che interessati a questa involuzione sono soprattutto i giovani in età scolare. Le statistiche dicono che sono carenti nella grammatica, nella sintassi e nel lessico.

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Umberto Galimberti citando Tullio De Mauro dice che il linguista " aveva fatto una ricerca nel 1976 per vedere quante parole conosceva un ginnasiale , il risultato fu circa 1600 parole . Ripetuto il sondaggio vent'anni dopo , il risultato fu che i ginnasiali del 1996 conoscevano dalle 600 alle 700 parole. Oggi, io penso , che se la cavino con 300 parole se non meno. Come ha evidenziato Heidegger , riusciamo a pensare limitatamente alle parole di cui disponiamo , perché non riusciamo ad avere pensieri a cui corrisponde una parola ".

Siamo nell'epoca dell'immagine e quel po' di "cultura" che ci facciamo è tramite la TV , il cinema e lo schermo del computer.

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Galimberti continua " se leggo cane , la forma grafica della parola e quella fonica non hanno niente a che vedere con il cane , la visione dei codici alfabetici comporta un esercizio della mente , che la visione per immagini non richiede ". Sabatini scrive "Ci sarebbe voluto un grande investimento nella scuola e nell'università , ma pedagogia e linguistica sono state tenute ai margini e i risultati si vedono . Anche a livello universitario si tende alla semplificazione ,depurando i testi di ogni complessità , ma questo porta ad acuire ancor più il problema ".

Personalmente ritengo che la colpa sia anche di una certa comunicazione a mezzo smartphone e simili (vedi precedente articolo di Alba) ,dove la trasmissione dei messaggi è ridotta al minimo, spesso con assurde semplificazioni che diventano poi parte del linguaggio comune. Devo dire che anche le chat portano a contrazioni , soprattutto legate alla difficoltà insita nella tastiera che non è la voce o uno scritto ponderato e corretto.

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Credo che dovremmo ritornare a provare un piacere fisico nel toccare e leggere un libro , riscoprire tra le righe le parole che non conosciamo , assaporare concetti e descrizioni .

E' certo che i giovani non hanno più il "colloquio genitoriale" ,perché manca il tempo e perché è più semplice buttarsi su di un telecomando o in un frenetico touch-screen.

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La scuola ,come si è detto, è carente si sono perse le vecchie poesie a memoria , i temi e i dettati, che spesso vengono sostituiti dalle ormai onnipresenti schede.

E' raro sentire un giovane parlare con un linguaggio corretto e maturo e non con slang dove la parola c... declinata in tutte le tonalità e con mimiche diverse , arriva a dire un po' tutto.

 

Franco