scritto da francesca il 5 11 2016
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Ho voluto affrontare questo argomento anche se non è di facile gestione.

Da dove veniamo? A questa domanda la scienza ha dato una risposta. Bisogna, però, risalire a 13 miliardi di anni fa per cercare di capirne qualcosa. Cioè al Big Ben.  Alcuni secondi dopo questo evento, miliardi di miliardi di miliardi di onde, dette stringhe, incominciarono a spargersi nel vuoto. Le stringhe, a seconda della loro frequenza, diedero inizio alla materia e si formarono gli atomi che a loro volta si unirono formando le stelle (i soli) e i pianeti. I pianeti, a loro volta, formarono le galassie. In una di queste galassie, la Via Lattea, si trova una piccola stella: il Sole con i suoi satelliti. In uno di questi satelliti (la Terra) si formò la vita popolandosi di miliardi di specie animali e vegetali.

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Alla luce di queste scoperte possiamo affermare che noi veniamo dalle stelle. Ma la cosa fantastica è che circa 20.000 anni fa una specie animale terrestre si guardò intorno e iniziò così l'evoluzione dell'uomo, cosa molto complessa perchè l'uomo è dotato di libero arbitrio e non sempre fa le scelte giuste.

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Dopo migliaia di anni di evoluzione arriviamo all'uomo moderno e la scienza apre nuovi scenari con la meccanica quantistica. Questa è una teoria fisica che studia i misteri dell'infinitamente piccolo e porta a nuove conoscenze dell'Universo del quale lo stesso fa parte.

Le leggi che governano il macrocosmo non sono valide per il microcosmo. E mentre alcuni studiano il macrocosmo, altri studiano il microcosmo. I primi mandano le sonde verso altri pianeti, i secondi, attraverso acceleratori di particelle, cercano di esplorare l'infinitamente piccolo che non è meno affascinante dell'altro.

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Cosa ci riserva il futuro? Quale sarà la prossima evoluzione?

 

Mario

 bar sport

Mi chiederete ,che cosa c'entra questa mia domanda con la "letteratura" richiesta da Francesca ?

don gallo

Da poco ho sfogliato un libretto dell'amato don Gallo intitolato "Non uccidete il futuro dei giovani " Come si fa a non distruggerlo se non hanno lavoro ? Se comunque devono in qualche modo pagare le nostre pensioni ?

       

Ma usciamo dal sociale ed entriamo nella letteratura sfiorando sempre l'argomento.

Consideriamo l'ultima strofa del "Sabato del villaggio " di Giacomo Leopardi :

   

"Giovincello scherzoso

codesta età fiorita

è come un giorno d'allegrezza pieno

giorno caro e sereno

che precorre alla festa di tua vita .

Godi fanciullo mio, stato soave

e stagion lieta e cotesta .

Altro dirti non so , ma la tua festa

ch'anco tardi a venir non ti sia grave" .

   

Vaticinio di una "festa" che sarà solo portatrice di problemi ? Una maturità che si dovrà scontare con pessimistica prospettiva?

Qualche secolo prima Lorenzo il Magnifico scriveva :

   

"Quanto è bella giovinezza

che sen fugge tuttavia

chi vuol esser lieto sia

del doman non v'è certezza".

   

Quel "del doman non v'è certezza " potrebbe essere stato scritto ieri !

giovani

Quindi è sui giovani che vorrei aprire il "discorso letterario", dai tanti romanzi che sono stati premonitori di una situazione giovanile a dir poco, problematica.

Ogni epoca ha avuto romanzi di formazione , demolendo a volte tabù patriarcali, sociali, sessuali .

C'è spazio per tutti i suggerimenti possibili, io cito solo Salinger e Kerouac che hanno portato avanti la "beat generation" e tutte le problematiche che si riferiscono ad essa . Ma anche la nullità dei "bar sport" per citare Brizzi e le nevrosi di Giordano nella "solitudine dei numeri primi", con le frustrazioni, la mancanza di ideali , la scomparsa della famiglia che avvilisce il nostro tempo.

beat genation

Noi (vecchi) bene o male sopravviviamo , regalando ai giovani incertezze, un mondo e una società malati e dissestati....e tanti mugugni.

 

Franco