scritto da francesca il 18 04 2016
Croazia,_Faro

LE LUCI DEL FARO

Organo di informazione gestito e scritto da diversamente giovani.

       

Se potesse esistere una testata per anziani come si potrebbe chiamare ? Forse “le luci del faro”. Con qualche pretesa nel considerarci “luci”… di saggezza ? Di chiarezza? Di obbiettività ? No di certo , semplicemente luci di un vecchio faro posto sulle scogliere della vita che rimandano nel mondo un po’ del loro vissuto, luci di grosse candele che sfarfallano ancora per un poco nella confusione dei sentimenti,  per cercare di capire qualcosa  di un mondo che sempre meno ci appartiene.

 

 

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images”Passata è la tempesta”……scrive  Leopardi  e guarda caso è bastata l’apparizione di Enrico perché….”ecco il sereno”……”e ogni cor si rallegra”. Basta proprio poco per noi anzianotti e tutto diventa rosa, in fondo vogliamo solo essere tranquilli , fare due chiacchiere in santa pace (si fa per dire) e scrivere qualche cosa per sentirci ancora legati alla realtà.

     

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        trivellazioni-mare

 E’ terminato il referendum sulle trivelle , inutile stare a disquisire nel merito perché ogni TG, giornale ,talkshow ne sta parlando, noi come “luci di un faro”, vorremmo solo ricordare che l’Italia è il più bel paese del mondo, cerchiamo di mantenerlo tale ,pur sfruttando le energie che abbiamo nel sottosuolo e che servono per creare lavoro e ricchezza.

     

Franco

   
scritto da francesca il 16 04 2016

A richiesta di alcuni utenti, ripropongo questo post (che è nato un pò sfortunato).

   

Buona Domenica a tutti!!

      Domenica      

Nasce da un suggerimento di un'amica di Eldy.

   

A dire la verità questo esperimento lo avevamo già iniziato in questo blog pubblicando, a puntate, un libro scritto da Franco Muzzioli. La cosa ebbe, a suo tempo, un buon successo e così, su intelligente proposta di Alba, ho deciso di proseguire in questa interessante esperienza.

   

Con una differenza, però. Pubblicherò, di volta in volta, alcuni passi di libri noti, di autori contemporanei o meno, e il sunto del libro.

 

Pubblicarlo per intero richiederebbe troppo spazio e tempo annoiando probabilmente il lettore.

 

Insieme ne commenteremo il contenuto, i concetti, la morale, il pensiero dell'autore, l'argomento e quant'altro può suggerirci la lettura.

 

Spero di fare cosa gradita e aspetto, non solo di leggervi ma anche vostri consigli e suggerimenti sui prossimi libri che vi piacerebbe vedere pubblicati.

       

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Inizio con una frase contenuta in questo libro che, sono certa, tutti conoscete:

   

"L'essenziale è invisibile agli occhi"

   

Avete capito vero? Si tratta de

   

"IL PICCOLO PRINCIPE"

      copertina

   

Contrariamente a quanto si può pensare, non è un libro solo per bambini ma è adatto (e soprattutto, direi), anche agli adulti. Io personalmente, che l'ho letto almeno cinque o sei volte, trovo che le realistiche metafore dell'autore affrontino un tema attualissimo creando immagini di forte carica espressiva. Inoltre  trasmettono concetti umani e fondati che fanno parte del nostro essere e della nostra quotidianità.

   

Ed ora un breve riassunto per chi non conosce la storia.

   

Premetto che si tratta di un racconto autobiografico. Anzi, doppiamente autobiografico perchè l'autore, Antoine De Saint-Exupèry,  racconta un pò la sua storia, doppiandosi in un'altra parte di sè, il Piccolo Principe appunto.

   

Antoine all'età di sei anni perde il padre, e diventa malinconico coltivando il gusto della solitudine.

   

Così, nella sua immaginazione, diventa un pilota (cosa che realmente gli è accaduta in quanto lui era anche pilota di professione).

   

La storia inizia quando lui ha un incidente col suo aereo, finendo nel deserto del Sahara. E qui fa la conoscenza con un bambino che non parla, o almeno, dice cose strane non rispondendo alle domande. Ma il nostro pilota, che  non ha dimenticato la sua infanzia di un tempo, è l’unico che riesce a capirlo. Così i due diventano amici. E il protagonista, che chiameremo Voce Narrante,  non sapendo che nome abbia,  lo chiama Piccolo Principe.

   

E da qui iniziano le loro avventure.

   

Il Piccolo Principe percorre il mondo alla ricerca di amici, incontra l’autore-narratore e gli racconta il suo itinerario in cui ogni tappa assume il valore simbolico di una lezione di vita.

   

Aveva lasciato la sua stella per prendere a poco a poco conoscenza di tutti gli altri pianeti che esistevano, olre al suo. Difficili da capire poichè sui pianeti gli adulti, dimentichi per la maggior parte del piccolo mondo della loro infanzia, avevano adottato un ragionamento a circolo vizioso.

     

L'ubriacone, per esempio, sul suo pianeta beveva per dimenticare che si vergognava. "Vergogna di che?" gli domanda il Piccolo Principe. "Vergogna di bere" gli aveva risposto prima di cadere in un silenzio definitivo.

   

Tutti altrettanto bizzarri gli altri pianeti:

  • quello del re che per esistere aveva bisogno di comandare anche se nel suo pianeta c'era solo lui;

  • quello del vanitoso che si accorgeva degli altri soltanto se si dichiaravano suoi ammiratori;

  • quello dell'uomo d'affari che passava il suo tempo a contare le stelle perchè credeva che contandole gli sarebbero appartenute e siccome erano gialle come l'oro credeva che possederne tante significasse essere ricco;

  • quello del geografo che basava le sue ricerche sugli esploratori, ma che non avendo nessun esploratore sotto mano, si crogiolava nell'ignoranza.

    Durante il suo lungo viaggio incontra vari «adulti» che hanno perso il candore e il buon senso dell’infanzia. Nel deserto una volpe gli insegna che amicizia significa «essere addomesticati», rivelandogli anche che «l’essenziale è invisibile agli occhi».

    "Non si  vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi"

    "Non si vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi"

    Tutti questi «adulti» sono «strani», hanno tutti dimenticato ciò che conta nella vita e si agitano senza sapere perché.

    Pagina dopo pagina il racconto del Piccolo Principe ci insegna a vivere, amare, a capire il mondo che ci circonda: si vive bene solo se si fanno prevalere i sentimenti; conoscere significa addomesticare, addomesticare ci fa diventare responsabili per sempre di ciò che si e'addomesticato. Ogni uomo è responsabile della sorte degli altri, e tutti assieme siamo responsabili del nostro pianeta.

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