scritto da francesca il 20 04 2016
"Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna".
Così recita una canzone del mio concittadino Paolo Conte.

Ma questa volta a "bagnare" Genova non è la pioggia ma uno sversamento di petrolio nei torrenti.
Domenica sera un'esplosione alle condutture della raffineria Iplom ha causato uno sversamento di petrolio nel torrente Polcevera. È subito scattato l'allarme e sono state avviate le procedure di bonifica ma a farne le spese finora sono stati gli animali.
Ma non solo...
Per evitare la catastrofe, cioè che il liquame raggiungesse il mare, sono stati innalzati sbarramenti a circa 100 metri dalla foce. Ma malgrado ciò, alcune piccole chiazze di greggio, sospinte dal vento e dalle correnti, sono sfuggite alle panne e si stanno indirizzando verso il largo.
Decine di esemplari di anatre, aironi, papere, germani e oche intossicati, intrisi di petrolio vengono soccorsi dai volontari dell'Enpa che sono intervenuti per pulire le piume dei poveri animali dal pericoloso liquame. Loro stessi però spiegano, con grande preoccupazione che non è soltanto la fase strettamente emergenziale ma anche e soprattutto il ‘dopo’, poiché i danni causati dallo sversamento sembrano destinati a produrre conseguenze durature sull'ecosistema e la biodiversità , gravemente colpiti dal disastro. Non resta altro che incrociare le dita, sperando che i livelli di intossicazione non siano letali.
E per l'uomo..???