scritto da francesca il 28 09 2015
L'amico Nembo col suo post pubblicato ieri in Bosco dal titolo "Come eravamo" mi ha fatto fare alcune riflessioni sull'assenza di contatto umano nell'era digitale.
Da tempo ormai mi sto rendendo conto di come l'aumento dell’uso di cellulari e smartphone influenzi negativamente il nostro modo di connettere ed interagire con gli altri.
Vedo scene quotidiane, per strada, nella metro e bus, nei negozi, nelle sale d'aspetto, negli uffici, nei parchi-giochi, addirittura al volante, un mondo di persone attaccate ai telefoni cellulari come se da quel display dipendesse la loro stessa vita.
Tanti zombie che camminano, comprano, viaggiano e danno informazioni (..chissà come..) sorridendo, in modo ebete, ad uno schermo senza rendersi minimamente conto di chi hanno di fronte, anzi ignorandolo completamente.
Persone che camminano scontrandosi l'un l'altro sui marciapiedi pur di non perdersi neppure un secondo di ciò che succede nei social network.
E' un mondo virtuale in perenne competizione con quello reale. Un mondo di "drogati" da cellulare.
Ma perchè invece di interagire con altre persone, preferiamo guardare un piccolo schermo mobile che ci rende assenti, pur lasciandoci presenti, facendoci sfuggire la vita reale che scorre intorno a noi?
In quei momenti non ci preoccupiamo di essere, perchè siamo da qualche parte "nel mezzo". E scegliamo la mancanza di partecipazione. Ma è davvero molto più interessante questa attività virtuale di quella reale?
A me pare che ci nascondiamo dietro schermi mobili.

Modalità zombie
L'alienazione, la dipendenza da dispositivi mobili ( smartphone, tablet ecc..) e la mania dei selfie sono solo alcuni degli effetti negativi che la tecnologia e gli smartphone hanno sui rapporti umani.
Pericoli che dovrebbero farci riflettere sulla "morte della conversazione" incoraggiandoci a mettere via i nostri cellulari quando parliamo alle persone, non fosse altro che per educazione e rispetto.
Ho letto che in Belgio hanno creato addirittura una corsia pedonale per gli “smartphone dipendenti” .
Queste illustrazioni, brutalmente oneste, che ho preso dal web, mostrano la nostra dipendenza dai social network e dalla rete in generale.
Ma siamo veramente "connessi"...??