scritto da francesca il 14 07 2015
Ora che un'altra cara amica di Eldy ci ha lasciato, mi ritornano i pensieri. Si, quegli stessi pensieri che mi hanno perseguitata quando è venuta a mancare Rosaria, la cara e insostituibile compagna e amica di questo blog. Oppure quando se n'è andato Fernando, un caro amico la cui gentilezza, disponibilità e umiltà non aveva paragone e del quale conservo sulla mia scrivania, il libro di poesie (sue) che mi ha regalato pochi giorni prima di andarse (per chi non ha avuto il piacere di conoscerlo consiglio di andare nel blog "Poesie" e leggere le sue composizioni). Fernando e Rosaria li avevo conosciuti personalmente, percio' non erano solo amici virtuali, di chat. Erano persone che sentivo e frequentavo regolarmente.
Ma penso anche a tutti gli altri amici di Eldy che ci hanno lasciato, in primis Giovanna, collega di blog che se anche non ho conosciuto personalmente, sentendola al telefono o in Skype, mi ero creata un'immagine di persona molto colta, intelligente e autentica, oltre che capace e validissima. Poi ricordo Angelo, il marito di Lucia, che amalgamava nei suoi commenti arguzia e dolcezza, affabilità e ragionamento, ma sempre con la pacatezza e il dovuto rispetto nei confronti di tutti.
Ci sono anche altri amici di Eldy che ci hanno lasciato, ma in questo momento, perdonatemi, non ricordo i loro nomi, ma li ricordo come belle persone che hanno percorso un pezzo di strada insieme a noi.
E allora mi ritorna il pensiero del "mai più". La consapevolezza che nulla appartiene di più alla Vita come la Morte. E mi assale una profonda tristezza, un'inquetudine e confusione su ciò che è il nostro essere, l'anima vitale, la nostra energia. Tutto ciò che in un soffio sfugge e ci abbandona. Dove andrà?
Tutti noi abbiamo avuto a che fare con quel pensiero, che pare ancora tabù, della Morte di persone care, famigliari, parenti, amici.
Che fare allora? Sembra non trovare pace, difficile è rassegnarsi al pensiero, impossibile, a volte, non cadere nei sensi di colpa per non aver fatto di più, non aver dato abbastanza conforto, affetto, vicinanza.
Ma il dolore va metabolizzato e c’è un bisogno estremo di parole da dedicare a chi, per noi, non c’è più. A chi, varcando quella soglia, ha chiesto di “lasciarlo andare”, di “lasciarlo essere”. Ma per fare questo ci vuole una grande dose di coraggio e tanta, tanta fede. Cosa che io non ho...
Quanti interrogativi, quante domande restano senza risposta, un confine invisibile impossibile da pronunciare, perfino da pensare.

Cosa c’è oltre la vita?
Dove va l’anima quando si separa dal corpo?
Ma se la soglia che separa la vita dalla morte è un passaggio naturale (viene varcata milioni di volte al giorno), allora perché è così difficile da raccontare, da rappresentare?
E il "MAI PIU'" torna a sconvolgermi.
Qual’è allora lo scopo della nostra vita? Risposte non ne ho ancora trovate, probabilmente è la fede che mi manca. Posso solo pensare che lo scopo della vita è la vita stessa.
E’ difficile per noi, che crediamo di essere immortali, immaginare un termine alla nostra vita. Noi che viviamo in una specie di illusione eterna abbiamo un concetto del fattore tempo come di qualcosa di infinito. E’ il nostro vissuto storico che dovrebbe darci la consapevolezza di non essere immortali, ma noi non abbiamo mai il tempo per questi confronti, abbiamo sempre ancora qualcosa da fare.
Avrò ancora abbastanza tempo per abbracciare chi non ho ancora abbracciato? Per realizzare ciò che non ho ancora realizzato? Per conoscere chi non ho ancora conosciuto? Per dire tutto ciò che non ho ancora detto?
Soprattutto dire "ti voglio bene" mille e mille volte ancora..!!
Meglio cominciare da adesso.
Chi di voi può dirmi dove sta il segreto?