scritto da francesca il 26 01 2015

"Una volta nella Appellplatz, i prigionieri venivano fatti spogliare, messi in fila e costretti a sfilare, nudi, davanti ai dottori. Dopodichè ricominciava quella pietosa via crucis, sotto gli occhi indagatori dei medici. Uomini con le schiene lussate, donne con la diarrea cronica, che si erano strofinate del cavolo rosso sulle guance per non sembrare troppo pallide, tutti sottoposti allo stesso umiliante esercizio: correre per sopravvivere.
Era questa la vera competizione. Con lo stomaco in subbuglio ed il fiato corto, frastornati da quella musica menzognera, si correva per un premio chiamato VITA.
Mentre si leggevano i nomi, e gli scarti della Azione Salute venivano dirottati verso l'estremità orientale della piazza, si levavano grida di gente oltraggiata e smarrita.
Nell'ispezione della domenica precedente erano stati scoperti quasi trecento bambini e, mentre venivano trascinati via, le proteste e le grida dei genitori erano talmente forti da richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, che sarebbero state impegnate per ore a contenere le ondate di madri e padri impazziti e a raccontare le solite bugie a quelli che avevano dei parenti tra gli scartati.
Non era stata data nessuna comunicazione, ma tutti sapevano che quelli laggiù avevano fallito la prova e non avevano un futuro.
Al termine dell'operazione, millequattrocento adulti e duecentosessantotto bambini sostavano, con le armi puntate contro, lungo l'estremità orientale dell'Appellplatz, pronti per l'ultimo viaggio alla volta di Auschwitz".
Ho voluto iniziare questo post estrapolando alcuni brani dal libro "La lista di Schindler" di Thomas Keneally dal quale è stato tratto l'omonimo film "Schindlerlist". Sono certa che molti di voi lo conoscono. E' una storia vera, un libro che, per l'ennesima volta, adesso è sulla mia scrivania. Ricostruisce la straordinaria esistenza di un uomo, Oskar Schindler che sottrasse uomini, donne, bambini allo sterminio hitleriano, trasferendoli dai campi di concentramento ai suoi campi di lavoro in Polonia e in Cecoslovacchia. Schindler intraprese una personale lotta al nazismo diventando l'eroico salvatore di tanti ebrei.
Ma per migliaia di vite salvate, milioni di altre vite sono state vittima dell'Olocausto. Ma non solo uomini e donne appartenenti a comunità ebraiche.
Tra i gruppi assassinati e perseguitati dai nazisti e dai loro collaboratori, vi erano: membri dell’intellighenzia polacca, oppositori della resistenza di tutte le nazionalità, tedeschi oppositori del nazismo, omosessuali, testimoni di Geova, delinquenti abituali, zingari, serbi, slavi, malati di mente, disabili, mendicanti, vagabondi e venditori ambulanti.
Credo non siano necessarie altre parole per esprimere l'orrore della Shoah, l'atrocità del genocidio nazista.
E' impensabile che oggi nessuno di noi si fermi, anche solo per qualche minuto, a pensare e riflettere su ciò che è stato, allo strazio di chi si trovava al di là di quel filo spinato.
E concludo con un altro grande scrittore, innanzitutto uomo, Primo Levi. Cito una frase determinante, tratta dal suo libro "Se questo è un uomo":
“voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no.”.
Non ho voluto, deliberatamente, proporre le solite immagini di quei poveri resti umani.
Solo una rosa......Per non dimenticare...!!!
