scritto da francesca il 7 05 2014

E ora vi consiglio di distendervi in poltrona, chudere gli occhi ed ascoltare questa fantastica musica suonata da quell'incorreggibile ragazzaccio che fa vibrare il suo sax strappandogli note che toccano ed emozionano alla grande!

 

Grazie Giulio Salvatori!

 

A Whiter Shade of Pale (...e fu così...)

 

In seguito ad esplicite richieste formulatemi da alcuni di voi, e agganciandomi al mio precedente scritto, ripropongo un pezzo che avevo postato oltre un anno fa e che riguarda il problema dei padri separati.

Vogliamo discuterne?

padri-separati1                       L’attuale crisi economica ha aumentato il fenomeno delle separazioni incrementando il disagio, spesso al limite della disperazione, dei padri separati. A Milano esiste una grande struttura che interviene  per far fronte a questa terribile realtà. Ho avuto occasione, in questi giorni, di parlare con una persona che  opera, come volontario, all’interno di questa struttura e il panorama che mi ha descritto è, più o meno, questo. La struttura accoglie circa 300 uomini e non si tratta di soli padri separati ma anche di persone che, per disavventure e disagi vari, non hanno una casa dove vivere. Negli ultimi anni, dal 2009, c’è stata una forte incidenza di padri che, a causa proprio della separazione, non hanno più uno stipendio adeguato per far fronte a tutti i nuovi impegni, come l’affitto di un nuovo appartamento, alimenti alla ex-moglie e figli, e quant’altro inerente al problema. Sono persone che, prima di chiedere un aiuto vero e proprio, gravitano al di fuori del normale vivere diventando, a volte, i nuovi “barboni”. Dormono in macchina finchè ce la fanno poi, arrivati al momento del crollo, entrano nella struttura e chiedono aiuto aprendo il loro cuore alle insostenibili difficoltà che stanno incontrando. Solitamente un giudice, in sede di separazione, assegna la casa di proprietà (anche se in comunione), alla madre e ai figli. Capita che il padre debba quindi cercarsi un nuovo alloggio e magari versare alla ex-moglie, oltre agli alimenti per lei e i figli, anche la quota-parte dell’eventuale mutuo contratto in ambito matrimoniale. Questa situazione crea un tracollo economico non indifferente per l’uomo che, pur avendo la fortuna di una normale busta-paga, spesso si vede costretto ad optare per situazioni di fortuna. Costretto a dormire in macchina e a fare la fila, ogni giorno, per un piatto caldo alla mensa della Caritas. Non parliamo poi di chi ha già perso il posto di lavoro.   Per descrivere questa realtà, ho voluto fare un breve identikit del padre separato. Premetto che mi riferisco ai padri seri, onesti e corretti. A quegli uomini che, loro malgrado, si trovano a vivere e a subire questa situazione. Escludo, in questo mio scritto, in modo totale e completo, quei padri che hanno tenuto in famiglia atteggiamenti scorretti e immorali. Il padre separato spesso è un povero disgraziato che si trova ad affrontare una catastrofe psicologica ed economica più grande di lui. Avviene spesso che quando una coppia si separa è già in atto un peggioramento finanziario, uno dei due coniugi, o addirittura entrambi, hanno già perso il posto di lavoro, non riescono più a pagare il mutuo e le spese di tutti i giorni e così il rapporto si incrina. Nascono i primi conflitti, le incomprensioni e i litigi diventano una consuetudine che va a discapito dei figli, oltre che dei genitori. E si arriva al punto di “non ritorno”, la separazione. A questo punto si aggiunge l’affitto di una nuova casa per il genitore che deve andarsene, e solitamente è il padre. Non solo, ma c’è anche l’assegno di mantenimento per moglie e figli da onorare e altre spese scolastiche e non. Diventa una situazione insostenibile per il padre. Esisterebbe una via d’uscita, il ritorno alla famiglia d’origine. Ma non sempre è attuabile. Vuoi per orgoglio e dignità, vuoi perché i genitori anziani non desiderano riprendersi in casa il figlio con ulteriori aggravi sulla loro già precaria situazione economica. Vacanze-separazioneE poi c’è da considerare, e non di poco rilievo, anche la parte psicologica che rende il contesto ancora più drammatico. Le donne spesso si rifanno una vita con una nuova persona, oppure cambiano città. Diventa così impossibile per il padre usufruire del suo diritto di visita ai figli in modo regolare. Altre volte sono i figli che, pur vivendo fisicamente vicino al padre, mettono volontariamente in atto una lontananza psicologica dovuta ai racconti negativi della madre nei confronti del padre. Il padre diventa così, per i figli, solo un mezzo (bancomat) per ottenere regali e soldi. L’origine di questo male va senza dubbio ricercato nell’attuale società, nello stile di vita cosiddetto “moderno” che la maggior parte delle coppie ha oggi instaurato dimenticando, però, di impostare una parte importante: quella del sacrificio e della comprensione reciproca che un tempo erano lo scudo e il collante per tenere unito il rapporto nei momenti di crisi. Oggi, alla prima difficoltà, alla benché minima lamentela, si parla già di crisi e di separazione. Manca totalmente lo spirito di sacrificio e si fomenta invece la rottura del rapporto. Non secondario è l’indotto che si è creato intorno alla parte economica del problema. Uno stuolo di avvocati, consulenti, psicologi, servizi sociali, “campa” sulla disperazione altrui. Ma la società dov’è? La legge dov’è? Non voglio assolutamente prendere posizioni, né da un estremo né dall’altro, ma una cosa va detta. La legge, in Italia, tende sempre a tutelare, in caso di separazione, la figura della madre trascurando, quasi del tutto, il ruolo e la condizione del padre. Servono allora centri di ascolto e di assistenza famigliare che offrano sostegno psicologico e aiuto materiale a queste persone per non renderle “oggetti da strada”. La mia ultima considerazione è che, per ogni medaglia c’è sempre il suo rovescio. Esistono anche padri separati che, pur avendone tutte le possibilità, si disinteressano totalmente dei figli e non assolvono al loro obbligo di mantenimento, lasciando la donna in situazioni estreme di solitudine e gravi difficoltà. Ma questa è un’altra storia e la discuteremo più avanti.   Aspetto, come sempre, i vostri saggi e importanti pensieri.