Ad una ad una le bancarelle del mercato chiudevano. Le cassette di frutta e verdura, quelle buone, venivano portate dentro i furgoni. Gli avanzi guasti gettati in un angolo, ammucchiati ad altri avanzi ormai in fase di deterioramento, invendibili.
L'uomo, in disparte osservava con finta noncuranza.
Vestito in modo decoroso, sui cinquant'anni, sembrava attendere qualcuno che, forse, era in ritardo.
All'allontanarsi dell'ultimo furgone, nello spazio temporale che si crea tra lo svuotamento della piazza e l'arrivo degli spazzini comunali, eccolo avvicinarsi al mucchio di avanzi, furtivamente, guardingo e sospettoso nel timore che qualcuno potesse vederlo. Tocca, rovista, estrae dalla tasca un sacchetto di plastica, lo riempie di scarti di mercato.
Anche per oggi il pranzo è assicurato. La cena, forse, alla Caritas.
La sua perlustrazione è terminata, si volta per andarsene, incrocia il mio sguardo.
Io sorrido, silenziosamente complice di un gesto che gli getta addosso vergogna e tutto l'imbarazzo di cui può disporre una persona che ha vissuto ben altri tempi. Il suo pudore mi confonde, mi sento quasi in colpa per aver infranto il suo segreto, per aver involontariamente scardinato la sua intimità, per aver violato la sua incrollabile dignità. Allungo una mano, titubante, dopo alcuni secondi, incontra la sua. La trattiene e, abbassando lo sguardo, il suo sospiro è un fremito di tormentose e rapide immagini che lasciano solo spazio alla disperazione.
E' lui a parlare, io ascolto e so che è l'unica cosa che posso fare.
"Sono un padre separato. Avevo una piccola attività. Quando sono iniziati i problemi a causa della crisi economica e ho dovuto chiudere, mia moglie mi ha lasciato. Ho un lavoro precario, dormo in macchina, mi arrangio. Ma ciò che più mi manca sono i miei figli, ma non ho il coraggio di farmi vedere così, mi vergogno troppo".
L'ho abbracciato e me ne sono andata con la consapevolezza che forse qualcosa avrei potuto dire, oltre che provare un senso di impotente confusione. O era vergogna?
A TUTTI GLI UTENTI, ma soprattutto a quelli che sono convinti che alcuni commenti in questo Blog vengano censurati!
Ho ripreso la gestione di questo Blog 7 giorni fa. Mi sono resa conto, quasi subito, che in mia assenza (che è durata quasi un anno), i commenti erano stati tutti bloccati (ovviamente da chi mi ha preceduta). Quindi, ogni volta che veniva scritto un commento, per farlo comparire sotto l'articolo, dovevo andare ad approvarlo. E non solo i vostri andavano in moderazione ma anche i miei (è il colmo, no?). Ovviamente ho scritto immediatamente alla Direzione Eldy per eliminare questo brutto inconveniente, o quantomeno, dirmi come poterlo fare io, visto che non ci riesco da sola in quanto l'impostazione del blog è molto cambiata. Mi è stato risposto che al più presto la cosa si sistemerà. Sto ancora aspettando.
Sto facendo del mio meglio per approvare tutti i commenti il prima possibile però, come ho già avuto modo di dire (scrivere) nella chat, non sono a casa 24 ore su 24. Ho un solo computer fisso e finchè non ritorno a casa non posso far nulla per sbloccare i commenti.
Oggi sono stata fuori quasi tutto il giorno. Sono rientrata da poco e la prima cosa che ho fatto è stata andare ad approvare tutti i vostri commenti.
In questo Blog NON SI CENSURA NESSUNO! Salvo i commenti che, come recita la regola di tutti i blog, contengano offese nei confronti di chi scrive o di qualunque altro utente.



