Se quel Claudio Monteverdi compositore ha inserito la frase “Un bel tacer mai scritto fu..” nella sua opera, dedicata al ritorno di Ulisse in patria, forse un motivo l’aveva, e magari anche più d’uno. Ma non è a questo poema che si vuol far riferimento con questo scritto. Il riferimento va in diretto collegamento con l’atteggiamento di silenzio che si pone come mezzo di risposta ad affermazioni calunniose, diffamanti e false che, come unico scopo hanno di suscitare reazioni, anche violente, sia verbali che fisiche, nelle persone verso le quali sono dirette. Si tratta, insomma, di provocazioni fatte di proposito per scatenare collera e ira collettive.
Ma che cos’è il silenzio? E’ sempre solo assenza di rumore? Questa è una delle tante definizioni letterarie ma silenzio è anche una condizione dell’uomo, necessaria per rapportarsi con se stessi, con la meditazione. In realtà il silenzio è tutt’altro che un tacere, è un pensiero senza parole, anzi parole tacite, silenziose che, però, vanno dritte all’obiettivo. A che cosa serve il silenzio?
Il silenzio è un’arte. L’arte di tacere quando si è assolutamente in grado di parlare, ma si sceglie di non farlo. Non per sottostare passivamente alle ingiurie e alle false calunnie, non per arrendevolezza o codardia. Tutt’altro..!!!
IO SCELGO DI NON RISPONDERTI PER NON CADERE NELLA TRAPPOLA DELLA TUA PROVOCAZIONE.
E perché la mia serenità, la mia energia, il mio tempo valgono molto più della tua ira repressa, del tuo accanito livore. Ignorare, è il mio motto.
C'è un famoso psicoteraupeta americano, Wayne W. Dyer, che nelle sue interessanti pubblicazioni ci insegna che la mente, nei rapporti personali, è l’elemento chiave. Chi si abbandona all’ira perché non accetta il comportamento di alcuni, il pensiero di altri, l’atteggiamento di molti, finisce per debilitare solo sé stesso. Addirittura, se portata agli estremi (come purtroppo abbiamo visto fare negli ultimi tempi…), l’ira fa perdere il controllo diventando una forma di follia.
Sempre Dyer dice che la rabbia cieca (ira) che provano alcune persone quando si convincono di aver subìto torti e non trovano il riscontro desiderato nei loro interlocutori, porta questi individui a dibattersi dentro uno stato di frustrazione quasi paralizzante. Insomma, riuscite ad immaginare quanto si macerano i vostri nemici quando, alle loro provocazioni ricevono, per tutta risposta, un roboante silenzio che li ignora completamente? Schiattano, precipitando dalla montagna delle loro mistificazioni.
Ma per reagire, col silenzio, alle false calunnie bisogna essere dotati di grande coraggio e diplomazia. E questo riescono a farlo solo le persone che hanno la coscienza tranquilla. Avere la capacità di non farsi trascinare nello scontro e imparare a ridere è l’elemento chiave..!!! Si, avete letto bene, ridere. Come ci insegna sempre Dyer. Perché ridere, oltre che far bene all’anima, ti impedisce di essere adirato. E allora noi ridiamo. Ridiamo sulle miserie umane e, a quelle persone che pensano di destabilizzare il nostro equilibrio diciamo: “Sono troppo impegnata a essere, per occuparmi di ciò che fate o dite voi”.
Concludiamo con un brevissimo ma significativo racconto di Paulo Coelho. Molti di voi capiranno a chi è riferito.




