scritto da francesca il 19 03 2013

Ricevo in questo  momento la testimonianza di un'amica disabile.  Lei parla a cuore aperto a noi,  suoi amici (come lei chiama i volontari) . Credo sia la più bella risposta al pezzo sulla disabilità che ho pubblicato sotto.  Non ho altre parole da aggiungere, lascio a voi ogni commento.

 

Non riesco a mettere a fuoco momenti bui e tristi della mia vita, eppure vi assicuro che ce ne sono stati in abbondanza, prevale però la consapevolezza che tutto va conquistato. Non si arriva banalmente ad avere tanta serenità nel cuore se non hai saputo accettare un lungo percorso di malattia e sofferenza con amore, con leggerezza e con tanta semplicità. Ricordo la bimba fragile ma caparbia e con tanta voglia di vincere, di fare ridere, di comunicare a tutti la mia gioia di arrivare sempre a ciò che mi ero prefissata, di sostenere chi aveva bisogno di me........essere una persona presente e che potevi contare su di me. La mia vita di bimba povera mi ha dato molto e, ora riesco ad apprezzare quello che ho, grazie agli insegnamenti che i miei cari mi hanno trasmesso. Ancora oggi mi commuovo per le piccole cose, piango davanti ad un bocciolo che nasce nel mio giardino, mi incanto ad ascoltare il canto degli uccellini, sorrido nel vedere un bimbo che saltella accanto alla mamma......momenti di intensa gioia e di profonda serenità che riempiono le mie giornate di una consapevolezza che tutto va valorizzato e portato agli altri come arricchimento e amore per la vita. Non è sempre facile arrivare a conclusione che tutto è bello, ma essere coscienti che non a caso io vivo in un contesto grave di malattia e in essa ho trovato la bellezza dell'amicizia vera, di un cammino irto di spine ma di una mano sempre tesa che mi aiutava a raggiungere la meta. La felicità che ho nel mio cuore è tangibile, e contagiosa e frutto di un lavoro duro, importante, con degli obiettivi sempre pronti per farmi arrivare a ciò che desidero. Gli amici, veri protagonisti della mia avventura di vita pilastri importanti e presenti nelle mille difficoltà, sempre pronti ad aiutarmi a risalire la china dopo la pousse , ritornare alla realtà un pò diversa ma, sempre con la carica e la voglia di ricominciare una nuova esistenza. Alla sera a letto con la mia Mimì, mi sento una principessa,lei mi coccola, mi guarda con occhi teneri pieni di amore......ecco io sono la persona più felice del mondo. Non ho più desideri....solo stare un po’ meglio per godere la primavera che porta tanta luce e serenità.

Fernanda

La Pasqua si avvicina, è la festa cristiana che celebra la resurrezione e si festeggia con la morte di tanti agnelli. Come ogni anno la polemica agnello si agnello no, scuote le coscienze italiane. Così con ben oltre venti giorni di anticipo partono le campagne contro il massacro degli agnelli. Sono sempre di più quelli che preferiscono non vedere altri spargimenti di sangue legati a una festa di pace e amore quale dovrebbe essere la Pasqua.

In realtà penso sia una cosa un po' “ipocrita”, salvo che essere vegetariani o vegani, è che tutti gli animali che mangiamo, cuccioli o meno, sono macellati.  Che differenza c'è tra un agnellino e un vitellino? Forse l'agnellino, con quel bel pelo soffice, fa più tenerezza rispetto a un brutto e sporco vitellino? 

Una via di mezzo potrebbe essere quella che se si evitasse di mangiare agnello in questi giorni, favorirete forme di allevamento più razionali e dignitose, con tempi più lunghi…meglio pecore nere di agnelli al forno, almeno a Pasqua!

 

Ricevo e pubblico, per una comune riflessione, questa lettera dell’amico Piero:

 

La faccio breve, è da un po’ che vado ragionando sull’aspetto etico e anche morale del nostro rapporto con gli animali.

Oggi questo si sostanzia principalmente con la contiguità di alcuni con qualche animale domestico e, per la parte preponderante, con il consumo di carne.

Mi piace immaginare che attraverso un lento e ragionato percorso di collettiva presa di coscienza, si possa arrivare a modificare la relazione con le altre specie viventi, che non può essere più solo predatoria e consumistica.

Dunque, da qualche parte bisogna cominciare:

Per questa Pasqua non compriamo l’agnello. (Lo chiamiamo abbacchio per allontanare da noi l’immagine di quel dolce cucciolo di pecora che si è affacciato da pochissimo alla Vita).

“… non è più accettabile la strage di creature viventi che alimenta ogni giorno l'industria della carne, che riesce a essere ancora più esecrabile quella di agnelli e capretti che trova il suo massimo orrore in occasione della Pasqua, costando la vita a milioni di animali in tenera età. Strappati alle madri nei greggi, che trascorrono giorni interi cercandoli e disperandosi, sottratti ai loro giochi spensierati per essere ammassati su furgoni che li portano verso la morte, senza più un filo di voce per i belati di terrore che emettono fino all'ultimo istante di vita, gemiti simili al pianto di un bambino: tutto questo in nome di un consumismo che si alimenta di una tradizione insensata. Non può esserci alcuna giustificazione davanti ad un simile massacro, né di tipo alimentare né tantomeno morale. Un cocktail di crudeltà, business, e ignoranza. Un'altra dimostrazione di come sia l'uomo la bestia più feroce del creato.

...ogni anno finiscono sulle tavole degli italiani circa sette milioni di agnelli e capretti, con punte elevatissime di consumo durante le festività pasquali e natalizie. Il primato delle macellazioni spetta a Sardegna e Lazio, seguite da Puglia, Campania e Toscana ….

… Si tratta di una tradizione crudele e superata, moralmente condannabile. Occorre mettere in discussione simili consuetudini che sono sintomo di arretratezza morale e che non possono più trovare spazio nella nostra cultura: mangiare la carne, mangiare agnelli e capretti, è davvero un oltraggio al mondo animale. In questo periodo dell'anno, inoltre, si pone in maniera ancor più incalzante il problema della macellazione rituale, che prevede lo sgozzamento dell'animale senza stordimento. Una pratica sanguinaria, che impone indicibili sofferenze alle vittime …”.

“… Nel mondo esistono tantissime tragedie e questa è una delle tante, ma non dimentichiamo che la civiltà passa anche per il rispetto della natura e delle sue creature … “.

Un passo alla volta; quest’anno non dare il tuo contributo alla strage degli agnelli.

Piero