scritto da francesca il 17 12 2012
      E dopo il mio "Abbraccio" la nostra amica Alba ci fa conoscere come, anche una stretta di mano possa costituire un gesto importante per capire le persone e condividere certi momenti, per trasmettere calore e affetto o per comunicare altri messaggi.  

Le mani parlano di noi esse, sono sempre in primo piano, 

volenti o dolenti a meno che non si vada in giro con i guanti,

le nostre mani sono sempre sotto gli occhi di chi ci sta accanto.

Qualcuno non ci fa caso, molti le osservano, le notano,"le leggono" non nel senso di leggere la mano come fanno i cartomanti, ma nel senso di cercare di capire dal loro aspetto, lisce e curate,segnate dal lavoro, dal tempo, dalla fatica ........

Le nostre mani parlano  davvero di noi.

Quante cose ci dicono..........   Stretta di mano         Pacca sulla spalla       Saluto con la mano         Parola muta (gesti) della mano       In effetti dalla stretta di mano ...... Si intuisce il carattere di chi ci saluta! La stretta di mano è un rituale antico, e allo stesso tempo moderno, avviene quando due persone si presentano per la prima volta, ma non hanno troppa confidenza. Ci sono varie tipologie di stretta di mano, In base a  questi fattori si possono capire le loro personalità

Stretta di mano forte e vigorosa:

persona molto sicura di se. Attenzione da non confondere con una mano energica da sport o lavori pesanti.

Stretta di mano molle:

la più comune, persona insicura, timorosa, pigra, poco energica.

Stretta di mano sfuggente:

quella che scivola tra le mani nel momento del contatto, persona con bassa autostima e scarsa fiducia  di se stessa e degli altri.

Stretta di mano viscida:

calda, umida bagnata, e molle ti sembra di prendere un pesce per la testa.

Stretta di mano maliziosa:

stringe la mano ad una signora e muove le dita  accarezza con il pollice, si capisce dove vuole arrivare.   Ho scritto tutto questo perché io dopo una esperienza  fatta da una stretta di mano ho perso la nuora. Molle sudaticcio mi è stato presentato il dito indice come stretta di mano. Spontaneamente senza riflettere dissi"ma questa è la mano di un morto" lascio a voi immaginare il resto. ora sono 15 anni che non ho contatti per una stretta di mano      

Spesso da queste pagine, e con molti di voi, abbiamo parlato e dialogato di argomenti di comunicazione. L’ascolto, l’importanza di cercare un contatto con gli altri, anche attraverso la parola, ma soprattutto il contatto fisico, come può esserlo un abbraccio,  è secondo me lo strumento più utile per raggiungere tutte le persone fin nella loro interiorità più profonda.

E’ mia abitudine salutare gli amici di Eldy con un  abbraccio, ma un abbraccio particolare, personale, che io chiamo “stritoloso”, per dare più intensità al gesto, seppur virtuale. Molti di voi lo conoscono e a volte, se non sono io ad offrirlo per prima, siete voi che mi sollecitate a farlo.  Altri restano un po’ sorpresi da questa strana espressione, fraintendendone, forse, il vero significato.

Ma ciò di cui voglio parlare oggi non è l’abbraccio virtuale bensì l’abbraccio reale, quello inteso come contatto fisico.

Molti studi sono stati effettuati sia su bambini che su adulti per esplorare i vantaggi del contatto fisico, in particolar modo dell’abbraccio. Chi di noi, molto spesso, trovandosi in particolari situazioni di calo dell’umore, o addirittura provando un senso di vuoto interiore simile all’angoscia, non desidererebbe anche solo una stretta o un semplice abbraccio da qualcuno cui vuol bene per sentirsi un po’ meglio, per avere un conforto?

 

L’abbraccio è un gesto che esprime e contiene

tutti i sentimenti:

dall’amore all’amicizia, dalla solidarietà alla

condivisione, dalla complicità alla

protezione.

   

L’abbraccio è una naturale e spontanea dimostrazione di affetto e disponibilità. Può durare qualche secondo, se è relativo ad un saluto un po’ frettoloso, oppure può essere esteso e prolungato, quando nasce da un bisogno di conforto o da un desiderio di affetto e di amore.

Comunicare i propri sentimenti è assolutamente necessario. Quante persone sono in grado di dire “Ti voglio bene” ai propri genitori, ai propri figli, al proprio coniuge, ai propri amici? Reprimendo le emozioni impoveriamo la nostra capacità di esprimere i sentimenti. Dobbiamo allenarci a dare libero corso alle sensazioni dell’anima e agli slanci del corpo. La nostra fisicità serve anche a quello.

Con un abbraccio possiamo chiedere scusa senza parlare e sentirci subito meglio.

Il tatto è necessario per la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi, ma è indispensabile per il benessere degli esseri umani.

Il contatto piacevole può nascere da forme diverse ma è l’abbraccio che, per quanto leggero possa essere, è in grado di trasmettere una grande quantità di messaggi al nostro cervello esercitando un effetto straordinariamente benefico sia a livello cerebrale che fisico.

Un abbraccio è un luogo e un tempo in cui dirsi tutto.

Un abbraccio è un luogo in cui tornare a volersi bene nei momenti difficili.

 

Un abbraccio è un luogo che contiene tutto il bello e che fa scomparire il brutto.

 

Un abbraccio è un  luogo dove scoprirsi senza timore.

 

Abbracciare non è segno di debolezza. 

   

E allora  non abbiamo timore o remore a regalare abbracci, e non spaventiamoci   se qualcuno ha voglia di abbracciarci all’improvviso, lasciamolo fare e ricambiamo con la stessa intensità, farà bene a noi e agli altri. Ma soprattutto ricordate che: UN ABBRACCIO E’ GRATIS.

 

E come diceva Oscar Wilde:”La vita è ciò che succede mentre noi pensiamo

ad altro” io vi saluto con un abbraccio “stritoloso”.