Non più sei ma dodici tanti sono i sacerdoti esorcisti che la Curia di Milano mette in campo per combattere il demonio in prima persona. C’è anche un numero verde attivo dal lunedì al venerdì, forse a Milano anche Belzebù osserva il riposo del week end.
Sembra incredibile parlare di esorcismi nel 2012, credevo che l’esorcista non esistesse più o almeno non avesse lavoro…invece…
…Sono talmente tante le richieste che la Curia, oltre alla nomina dei sei nuovi esorcisti e al centralino ha deciso anche di pubblicare sul suo sito internet nomi, indirizzi e orari di ricevimento di tutti i sacerdoti esorcisti della zona.
Chi, e perché si rivolge agli esorcisti lo spiega monsignor Mascheroni, responsabile del Collegio esorcisti dal 1995, in un’intervista che potrebbe essere definita di presentazione delle novità: “Arrivano giovani e anziani, uomini e donne, persone di diversi livelli culturali, dalla quinta elementare alla laurea. Di solito telefonano i parenti, per i ragazzi chiamano i genitori dicendo che il figlio non va più a scuola, si droga, è ribelle…”
Ma da dove nasce questo bisogno e in particolar modo per i milanesi? Colpa della crisi anche questo o della profezia di apocalisse Maya? I motivi sono tanti e imperscrutabili come quelli che hanno spinto gli uomini di tutti i tempi a volgere lo sguardo verso il mondo del sovrannaturale.
Fino a poco tempo fa credevo che l'esorcismo fosse uno di quei fenomeni inspiegabili della natura.
Credo che per i credenti il mistero dell'esorcismo sia una "prova" dell'esistenza di Dio (o almeno del demonio).L'esorcismo ha questa idea fondamentale: il diavolo (o demoni sottoposti) s’impossessa dei corpi di alcune persone e queste vanno liberate da una particolare figura ecclesiastica…L'ESORCISTA.
Di sicuro la chiesa, con questa pratica, fa da barriera ai sedicenti maghi che con la scusa di liberare il corpo dal “Maligno”, liberano le tasche dei malcapitati dai loro averi!
Dal web sintetizzato e liberamente riadattato.
E i Maya?
Sabato 22 dicembre 2012, fine del mondo? Sul Web il tam tam apocalittico comincia a crescere.
Non è la prima volta che l’umanità comincia a provare un certo timore al sopraggiungere di alcune date indicate a titolo profetico come fatidiche.
Questa data è riferita a una profezia che la civiltà Maya fece più di 5000 anni fa, ma non come termine del mondo, ma come punto di conclusione di un anno galattico.
Il 21 dicembre 2012 è la data di conclusione di un computo matematicamente e astronomicamente perfetto che aveva già previsto con esattezza le eclissi solari e lunari per migliaia di anni. E poiché la scienza moderna non è mai riuscita a scoprire come abbiano fatto i Maya a possedere conoscenze così avanzate in campo astronomico ha finito con il definire l’appuntamento con quella data una mera “profezia”. Per finire, il 21 dicembre giorno del solstizio d’inverno, ci sarà un allineamento tra Terra, Sole e centro galattico… e il nostro pianeta continuerà ad esistere e a vivere.
A vivere? Come?
Se osserviamo bene, non credo che ci sia bisogno delle antiche profezie dei Maya per vedere su quale china stiamo degradando il nostro caro pianeta, nostra Madre Terra.
I disastri ambientali, le catastrofi naturali cui stiamo tristemente assistendo potrebbero facilmente portare a conclusioni catastrofiste e di questi tempi è davvero difficile mantenere alto il livello di fiducia.
Guardate questo video della NASA, e dite se non sarebbe un peccato che tutto questo finisse per sempre.
Il suo titolo è: AURORA VISTA DALLO SPAZIO, ed è un bel segnale del tempo spaziale alla Terra. Questo filmato è una combinazione di vari avvistamenti Nord e Sud, della luce, prodotto dall'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale. Rilassatevi, non pensate a nulla tantomeno alla fine del mondo, e godetevelo come ho fatto io in totale serenità d'animo e di spirito.
Il titolo che ho voluto dare a questo pezzo è significativo. Parafrasando la nota canzone che cantavano i nostri genitori quando erano giovani, cerco di porre l’attenzione sull’attuale, e terribile, crisi che ha colpito il mondo del lavoro e di tutta l’economia in generale, creando orizzonti drammatici per tutti. Dagli operai agli impiegati, ai pensionati senza redditi integrativi, fino agli insegnanti e ai dipendenti pubblici, tutti, magari, con famiglia a carico, siamo in tanti a doverci barcamenare con circa mille euro al mese, se non addirittura di meno. Tutti al minimo dello stipendio o con pensioni che non arrivano a mille euro mensili. Giovani e pensionati “milleuristi” che vanno ad aumentare la classe disagiata che mette fine al ceto medio. Individui che consumeranno solo beni di prima necessità, che sostituiranno l’auto col trasporto pubblico, che vivranno a carico dei servizi sociali indispensabili e che saranno sempre più proiettati verso modelli da Terzo Mondo. E non sono solo i precari, ma anche quelli più fortunati (..si fa per dire…) che hanno il posto fisso. Spesso sono laureati ma con scarse probabilità di migliorare. Hanno una prospettiva di carriera quasi inesistente.
Hanno un valido titolo di studio, magari anche una laurea o addirittura una specializzazione. Passano attraverso lavoretti precari, alcuni vengono assunti con contratti flessibili che favoriscono solo i datori di lavoro. Stagisti, interinali, docenti, lavoratori a progetto, ricercatori, ma anche single o mammoni. Oggi, avere un posto fisso è diventato un “mito”. E nella busta-paga di fine mese se trovano una cifra che si avvicina ai mille euro è già un successo.
Eccoli qua, i giovani che, di questi tempi, si affacciano al mercato del lavoro.
Ma non si tratta solo di giovani al primo impiego. Tanti sono capifamiglia mentre i più fortunati stanno ancora da mamma e papà o, in ogni caso, anche se sono usciti di casa attingono sempre al portafoglio dei loro genitori. Se mettono in cantiere un figlio, poi, lo fanno crescere dai nonni i quali provvedono anche a coprire alcune emergenze, come visite mediche o altro. Ma con questi “chiari di luna” non si possono fare molti progetti.
Sembra poi un assurdo che, tra chi guadagna meno di mille euro al mese ci siano soprattutto i laureati mentre chi ha la licenza elementare o media inferiore ha una retribuzione più elevata. Questo fenomeno è dovuto alle stranezze delle richieste di mercato, che tanto strane non sono ma richiedono sempre più manodopera nel terziario di livello basso, laddove la laurea non serve. I posti per laureati non solo sono pochi ma spesso quel “pezzo di carta” è poco spendibile perché non incontra le richieste di mercato. Il qual mercato richiede persone con mansioni certamente specializzate ma prettamente manuali, come elettricisti, fresatori, tornitori, falegnami.
Sono la generazione che guadagna meno dei loro padri alla loro età e senza alcuna prospettiva di carriera.
Non oso pensare a quale e come sarà la loro pensione…..se ci sarà….
Dobbiamo allora aspettare che la demografia faccia il suo corso perché si estingua da solo il problema dei milleuristi? O qualcuno si farà venire delle idee risolutive..? Amletico dubbio irrisolvibile. E intanto i nuovi poveri crescono.