scritto da francesca il 23 11 2012

Sono passati pochi giorni dal quel 2 novembre, giorno dedicato per ricordare i defunti. Defunti che riposano ‘’in pace’’ e a loro è dedicata una preghiera. Preghiera che mia mamma mi ha insegnato sin da quando ero bambina.
- L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Così sia.
Oggi sono andata al Camposanto e ho fatto una riflessione.

Al di là del fatto che tutte le tombe sono ‘’rifiorite’’ (cosa che succede una volta all’anno), ho notato, ormai da tempo, che quasi tutte le tombe hanno un lumino.
Tornata a casa, telefono a mia zia (per salutarla) e un discorso tira l’altro. Arriviamo a parlare del cimitero e mi chiede di controllare se dai miei nonni funziona il lumino, cosa che assolutamente non farei di mio, ma si sa, una donna di quasi 93 anni, il suo unico pensiero è quello di pensare e insegnare, come dovranno comportarsi i figli dopo la sua dipartita. Per me, che il lumino funzioni o meno è uguale.
Mi dice che le è arrivato da pagare euro 20 per l’accensione del lumino, e qui mi indigno.
Se dopo la nostra dipartita hanno ‘’inventato’’ una preghiera in cui si dice che avremo la ‘’luce perpetua’’ a che ci serve il lumino?
Quindi, chi paga, ha la luce perpetua e chi non paga dove la trova la luce?
Ho fatto una ricerca sul web ed ho capito che non sono sola a pensarla in questo modo ed ho trovato alcuni commenti a riguardo. Commenti che vanno al di là del fatto di pagare un lumino, riflessioni interessanti che riguardano tutta la società e per cui concordo in modo assoluto.
- Non volevo proporre un argomento, ma dopo avere letto della centrale di Masanti, eccomi qua con questa mia considerazione. Giovedì scorso mi sono recato al cimitero di Bedonia; era l'ora del crepuscolo e le lucine delle tombe hanno colpito la mia immaginazione. Ho considerato che tutto sommato, le luci cimiteriali, servono a poco. Non servono certamente a coloro che vi riposano. Ed ai vivi? L'usanza di accendere un lumino sarà certamente nata dalla preghiera dell'Eterno riposo. Ma da "risplenda ad essi la luce perpetua" ad accendere un banale lumino, mi sembra che il significato sia un po' stravolto. La luce dei nostri cari trapassati rimane nei nostri ricordi, nei nostri cuori. Perchè allora non le spegniamo le lucine? Quante ce ne saranno in Italia? Milioni? Con un semplice clic potremmo forse evitare la costruzione di una mini centrale elettrica. A costo zero.
- Non credo che ai nostri cari defunti dobbiamo la lucina perpetua, ma bensì un ricordo eterno, oltre che a riconoscergli i sacrifici, spesse volte incredibili, che hanno fatto per noi, figli o nipoti.
- Se ci fosse da spegnerli sarei il primo a farlo, proprio per i motivi che ho appena detto, ma di ben altro avviso sarebbero i gestori di queste piccole e tremolanti lucine, che sembrano quasi inesistenti, ma che invece rendono alle società di gestione centinaia di migliaia di Euro. Almeno finissero in mani comunali, invece no, sono gestioni private, spesso tramandate da generazione in generazione.
- Sarà dura spegnerle, ma è comunque un'idea... tranquillo, noi nel frattempo continueremo a pagare, le società a guadagnare e i nostri morti a riposare in pace. Amen.
La richiesta di mia zia non è fatta a caso, infatti, lei dice, che altre volte è successo che le lucette non vengono accese. Presto fatto a fare due conti. La gente paga e loro risparmiano!
E voi che ne pensate?