In un recente articolo dei blog di Eldy, si parlava di intelligenza. Non mi permetterei mai di competere con cotanto scrittore-giornalista ma, in modo molto più soft, e sapendo quanto apprezzate i test, ho voluto inserire questo, ovviamente sempre tra il serio e il faceto e con beneficio di largo "inventario". Qui si parla non già dell’intelligenza da Nobel, ma dell’intelligenza emotiva che io reputo molto importante nei rapporti interpersonali. Vi dirò che a me è sembrato abbastanza azzeccato e uno tra i più seri trovato in rete. Io l’ho fatto, ma non saprete il mio risultato fino alla fine. Aspetto i vostri responsi e poi faremo un bel confronto. Naturalmente vi dico di non barare, cioè rispondete con estrema sincerità e soprattutto non andate al risultato finale prima di aver risposto a tutte le domande. Buon divertimento! Franci
TEST DI INTELLIGENZA EMOTIVA (trovato in rete)
L’intelligenza è qualcosa di complesso, ricco di sfaccettature, che non può essere riassunto in un singolo concetto. Il tipo di intelligenza più facilmente indagabile è quello di tipo logico-matematico, tuttavia l’intelligenza di un essere umano è ben più di questo e sarebbe davvero sciocco e limitante fermarsi ad esso. Grazie all’avvento della moderna psicologia il concetto di intelligenza è stato esteso anche a quelle capacità soggettive e personali che fanno parte della sfera emozionale. Una persona può essere poco abile nei test di intelligenza classici, quelli basati su prove di logica, ma può al tempo stesso possedere delle doti psicologiche rare, quali ad esempio la capacità di riconoscere facilmente le proprie e le altrui emozioni, arrivando a comprendere profondamente le motivazioni alla base dei comportamenti umani e le relazioni di causa-effetto esistenti tra il mondo intrapsichico e quello interpersonale. La cosiddetta intelligenza emotiva, diversamente da quella logica e matematica, non cessa mai di svilupparsi. Essa può essere alimentata e accresciuta per tutta la vita, portando via via ad una sempre maggior consapevolezza di se stessi e del mondo circostante. La persona emotivamente evoluta, o intelligente, è quella che sa cogliere i messaggi più profondi inviati dagli altri, messaggi che a volte neppure i mittenti sono consapevoli di inviare.
Rispondi con sincerità alle 12 domande che seguono.
1 - Quando provi un senso di disagio interiore (per esempio tristezza, timore, incertezza), apparentemente non collegato a fattori oggettivi, come ti comporti? a) Sei certo che di qualunque cosa si tratti saprai risolverla immediatamente. b) Scacci immediatamente i brutti pensieri evitando così di dare loro attenzione b) Analizzi razionalmente la situazione e ti dici che non c'è motivo di preoccuparsi c) Prendi tempo per capire quali emozioni stai provando e quale sia il loro significato 2 - Ti accorgi di provare un sentimento di fastidio e irritazione nei confronti di un amico che forse non si è comportato correttamente nei tuoi confronti. Cosa fai? a) Metti immediatamente fine al rapporto di amicizia b) L'amicizia è troppo importante e cerchi di dimenticare tutto c) Ti chiedi che cosa puoi aver fatto di male per aver provocato la reazione dell'amico d) Ti metti nei panni dell'amico per capire che cosa ha motivato la sua reazione 3 - Ti capita mai di renderti conto di esserti comportato male con qualcuno dopo qualche giorno, mese o anno? a) No, non mi comporto mai male b) No, però può succedere che mi renda conto dell'errore dell'altra persona c) Sì, ma raramente; di solito la colpa non è mia d) Sì, mi succede; cerco sempre di divenire consapevole dei miei sbagli 4 - Cosa provi quando una persona ti chiede sinceramente scusa per essersi comportata male con te (per esempio dopo averti accusato ingiustamente)? a) Soddisfazione: è la conferma che avevo ragione io b) Rabbia: se ti avesse dato ascolto non si sarebbe arrivati a questo c) Affetto: capisci che quella persona tiene a te d) Serenità: quella persona ti ha compreso 5 - Ritieni di conoscere a fondo le persone che ti circondano (amici, familiari, partner)? a) Sì, nel modo più assoluto b) Sì, ma le persone sono complesse e possono stupire c) Sì e no: credo di conoscerle, ma non lo ha presunzione di prevedere le loro mosse d) No: penso di non conoscere a fondo nemmeno me stesso 6 - Che cosa conta di più fra le cose elencate di seguito? a) Essere ammirati b) Essere rispettati c) Essere amati d) Esseri ascoltati e compresi 7 - Qual è l'aspetto più importante dell'amicizia, fra i seguenti? a) Il non rimanere soli b) Il divertirsi insieme c) Il condividere esperienze d) La comunicazione 8 - Ti accorgi di avere davanti una persona rigida, schematica e poco tollerante, la quale non sembra in grado di accettare il tuo punto di vista. Come ti comporti? a) Le dico quello che penso di lei senza tanti mezzi termini b) Mantengo la calma è insisto delicatamente sulla mia posizione c) Mi arrendo davanti alla sua chiusura mentale e cambio argomento d) Cerco un modo più efficace per comunicare con essa, anche se costa fatica 9 - Se dovesse capitarti di dover scegliere il tuo partner tra due persone, come opereresti la tua scelta? a) Analizzo pregi e difetti di ognuno dei due e scelgo di conseguenza b) Scelgo quello con un carattere più simile al mio c) Scelgo quello che sembra vedermi con occhi più maturi e realistici d) Per me non si tratta di scegliere ma di seguire i sentimenti e le emozioni 10 - Secondo te, nella vita, conviene scegliere in modo analitico e razionale oppure in maniera istintiva ed emotiva? a) Assolutamente in modo analitico e razionale b) In modo razionale ma senza trascurare del tutto i sentimenti c) Seguendo sempre e solo le emozioni e l'istinto d) Seguendo principalmente le emozioni, ma senza lasciarsi abbagliare da esse 11 - Dimentichi facilmente un torto subìto? a) No, nel modo più assoluto b) Sì, perdono immediatamente c) No, voglio prima capire che cosa è successo d) Dipende, vorrei prima capire il punto di vista dell'altra persona 12 - Nelle tua scala di valori, qual è l'aspetto più importante fra i seguenti? a) Avere successo b) Raggiungere i miei obiettivi c) Riuscire a comprendere gli altri d) Essere ascoltato e compresoEd ecco il risultato finale:
Prevalenza di risposte a) Scarso livello di intelligenza emotiva. Il tuo punteggio è piuttosto scadente e dimostra una quasi completa assenza di intelligenza emotiva. Non c’è da stupirsi di un risultato come il tuo, infatti la nostra società attribuisce pochissima importanza a qualità come l’empatia e la comprensione delle emozioni proprie ed altrui. Vengono ammirate persone che esibiscono una fredda intelligenza analitica, mentre chi dimostra di comprendere i sentimenti e gli stati d’animo propri e degli altri non desta alcun interesse. Il che è un vero peccato perché la comunicazione a livello emotivo è estremamente intensa ed appagante quando riesce. Ti consigliamo di porre maggiore attenzione agli stati d’animo altrui e soprattutto alla comunicazione non verbale che sgorga da essi. Gesti ed espressioni sono molto più sinceri e comunicativi di parole e concetti! Prevalenza di risposte b) Basso livello di intelligenza emotiva. Il tuo profilo mette in luce un livello di intelligenza emotiva modesto. Non sembri insomma particolarmente abile nel cogliere le emozioni e le motivazioni più vere che spingono te stesso e gli altri ad agire in un determinato modo piuttosto che in un altro. Del resto non è facile entrare in contatto profondo con la propria parte emozionale, e se non si è in grado di farlo diventa impossibile poterlo fare anche con gli altri. L’intelligenza emotiva è una qualità poco apprezzata nella nostra società iper-razionale e schematica, sebbene tale qualità potrebbe rendere i rapporti umani estremamente più appaganti e sinceri. Ti consigliamo di chiederti sempre il perché delle emozioni e delle sensazioni che provi, lasciandole correre libere e permettendo loro di esprimersi fino in fondo. Prevalenza di risposte c) Buon livello di intelligenza emotiva. Presenti un grado di intelligenza emotiva leggermente superiore alla media, il che è un’ottima cosa! Significa che sai ascoltare la tua anima, lasciando che le sue emozioni scorrano libere senza forzature né costrizioni. Del resto le emozioni non si possono controllare, e tentare di farlo equivarrebbe a snaturarsi. Bene dunque, continua ad ascoltare i sentimenti e le emozioni tue ed altrui, ricordando sempre che la comunicazione più vera ed efficace è quella che sa andare oltre la superficie delle parole per penetrare nel mondo sottostante delle emozioni! Se tutti quanti imparassimo a comunicare a livello emotivo saremmo in grado di comprenderci molto meglio, non trovi? Prevalenza di risposte d) Eccellente livello di intelligenza emotiva. Che dire, il tuo punteggio parla da sé! Dimostri di possedere un alto livello di intelligenza emotiva, il che significa che sei in grado di ascoltare la tua anima e che probabilmente sai ascoltare anche quella altrui. Come ben saprai le vere motivazioni nostre e altrui non vanno ricercate nei ragionamenti e nei concetti, spesso presi a prestito da terzi, ma nella parte emotiva di ognuno di noi. Le emozioni non mentono poiché non possono essere gestite razionalmente. Esse devono essere lasciate scorrere liberamente come un torrente. Tentare di ostruirne il fluire non può che provocare sofferenza e insincerità. Continua così, dunque!
Ecco una suggestiva proposta per l’autunno: una passeggiata fra le strette o ombrose vie del centro storico di Vicenza, lasciando ai margini, per una volta, i capolavori palladiani, per andare a scoprire ciò che è rimasto della città medievale e gotica.
E per farlo non si può che partire dalla Basilica palladiana in piazza dei Signori, o meglio dall’antico Palazzo della Ragione che le logge palladiane nel Cinquecento hanno rivestito. Sì perché il nucleo antico di questo famoso edificio risale al Quattrocento, quando si ristrutturarono e riunirono i palazzi comunali duecenteschi al fine di ricavare un grandioso salone, tuttora coperto dal caratteristico tetto a carena di nave rovesciata.
Nella città medievale, al potere comunale si affiancava quello vescovile, ben rappresentato dalla Cattedrale dedicata a S. Maria Annunciata, con la sua splendida facciata quattrocentesca rivestita da conci di pietra bianca e rossa.
Per quanto riguarda l’edilizia privata più antica, purtroppo non si è salvato molto: Vicenza era chiamata “la città dalle cento torri”, ma le lotte fra le fazioni avverse ne provocarono spesso l’abbattimento. Quindi non ci resta che godere dei pochi esempi rimasti, come le case-torri dei Loschi, che conservano ancora le arcatelle originali del sottotetto.
Dell’antico e grandioso Castelvecchio, che anticamente arrivava ad occupare quasi tutta l’attuale piazza Castello, resta integro solo il poderoso Torrione: grazie ad un ingegnoso sistema di collegamento visivo tra torri e campanili, di notte da qui si potevano trasmettere messaggi luminosi che arrivavano velocemente fino a Verona.
Un piccolo gioiello si incontra passando accanto al Liceo Pigafetta: si tratta dell’oratorio dei SS. Maria e Cristoforo, che faceva parte dell’ospedale degli Esposti, dove venivano accolti bambini orfani o abbandonati. Si tratta di un bell’esempio di gotico locale, con la facciata caratterizzata da un insolito coronamento curvilineo e dalle statue a tutto tondo sul portale, la Madonna e i santi Cristoforo e Vincenzo (patrono della città). A dire il vero, le sculture originali in pietra tenera, minacciate dagli agenti atmosferici, si trovano conservate al Museo Civico dagli anni Cinquanta; queste sono delle copie realizzate da Neri Pozza, valente scultore, oltre che scrittore ed editore.
Poco distante, troviamo il tempio francescano di San Lorenzo, una delle più significative chiese realizzate in città dagli ordini mendicanti nel Duecento. In particolare merita uno sguardo attento il bellissimo portale, opera di Andriolo de’ Santi del 1344. Esso fu voluto e finanziato da un personaggio vicentino molto autorevole presso la corte veronese di Cangrande della Scala, Pietro Nano da Marano, che voleva così rimediare al fatto di essersi arricchito grazie all’usura e che pretese di farsi ritrarre inginocchiato davanti alla Vergine nel timpano, insieme alle figure sacre.
Ma, se vogliamo godere del gotico fiorito veneziano più raffinato ed elegante, dobbiamo spostarci in contra’ Porti, che prende il nome proprio dalla famiglia Da Porto, che possedeva quasi tutti i palazzi che vi si affacciano. Trattandosi di una delle famiglie più ricche e prestigiose di Vicenza, si teneva costantemente aggiornata rispetto alle mode ed agli stili costruttivi. Quindi, quando Vicenza nel 1404 decise di porsi sotto l’ala della Serenissima Repubblica di Venezia, i Da Porto si fecero qui realizzare degli splendidi palazzi secondo lo stile della capitale, con facciate affrescate e arricchite da monofore e quadrifore dagli archi inflessi e lobati, trasformando questa contrada nella via più bella ed elegante della città.
La chiesa domenicana di Santa Corona, luminosissima grazie ai recenti restauri, testimonia un evento cruciale per la storia religiosa di Vicenza: nel 1260 il vescovo Bartolomeo da Breganze entrò in città portando con sé una preziosa reliquia ricevuta in dono dal re di Francia Luigi IX, una spina della corona di spine di Gesù Cristo. Proprio per ospitarla degnamente si costruì questa chiesa, come se fosse un gigantesco reliquiario.
L’edificio è stato più volte rimaneggiato nelle epoche successive, ma conserva ancora la Cappella Aurea con le bellissime sepolture in marmo rosso della famiglia Thiene e soprattutto il coro ligneo quattrocentesco, i cui dossali intarsiati ci consentono di ricostruire alcuni scorci della Vicenza prepalladiana.
Manuela - Animatrice Culturale e Ambientale del Centro Turistico Giovanile di Vicenza





