scritto da francesca il 7 10 2012
Polemiche per una pubblicità definita sessista sull'azienda connetti.it. Lo slogan del sito è "La diamo a tutti …l’adsl, dove non c’è" e ritrae un'avvenente donna in costume.

Secondo il consigliere regionale dell’Abruzzo Marinella Sclocco e l’assessore Federica Carpineta la pubblicità sarebbe di dubbio gusto e offensiva per il genere femminile. Il ruolo della Regione Abruzzo è centrale nella vicenda sia perché l’ente abruzzese sarebbe partner dell’azienda tanto che nella pagina web è presente il logo della regione, sia perché la stessa regione è promotrice di una risoluzione europea per il controllo sulle pubblicità sessiste.
L'assessore Carpineta conclude che in realtà non ci sono legami tra la regione e l'azienda e che: «la risoluzione europea del 3 settembre 2008 contro le pubblicità sessiste non fornisce nessun strumento per bloccare i casi segnalati.
Sancisce solamente un impegno a segnalare e sensibilizzare sull'argomento».
Fonte www.leggo.it
Questa polemica scaturita sulla pubblicità sessista “La diamo a tutti” ha fatto ricordare altri spot che possiamo definire “discutibili”. Infatti, pochi mesi fa c’è stata un’altra polemica, sempre in Abruzzo, attorno alla pubblicità di un’azienda vitivinicola teramana che aveva adoperato il doppio senso per reclamizzare il proprio prodotto accostando in maniera surrettizia il nome della tipologia del vino alla parola “Degustala” con la forma del calice bianco incastonato tra la sagoma di un bacino femminile…

Probabilmente questi due fatti così vicini e nella stessa regione hanno fatto si che il tutto finisse sulla stampa.
Oggi viviamo in un mondo in cui il sesso vende.Il sesso è una caratteristica principale di molte campagne pubblicitarie, è usato per vendere tutto.
Gli inserzionisti utilizzano sesso o allusioni sessuali nei loro annunci per fare un'impressione sui consumatori.
Funziona davvero la pubblicità sessista?
E se non serve a vendere, serve non solo consapevolmente ma anche come intento principale a diffondere una certa visione della donna?
Se andiamo a vedere la pubblicità del passato, troviamo casalinghe, felici e vestite, che non potevano guidare un’automobile, ma potevano far funzionare l’aspirapolvere e simili.
Secondo quest’annuncio d'epoca il coperchio di una bottiglia di ketchup
Si apre così facilmente, che anche una donna debole può farlo!
(Traduzione letterale della didascalia: "VUOI DIRE CHE UNA DONNA PUO' APRIRLA?" )
In quest’altro annuncio la tecnologia è avanzata, ma il concetto è lo stesso.
Così semplice
Anche tua moglie può accendere il DVD
Come sono cambiati i tempi di presentare la pubblicità, niente nudità… ma sempre sessista anche allora!
I corpi delle donne sono stati storicamente utilizzati per rappresentare, nello stesso tempo, maggiore e minor rispetto di quanto siamo abituati a vedere nella singola donna.
Mi spiego:
Immaginiamo di camminare in una sala di un museo contenente campioni rappresentativi di figure della storia dell'arte occidentale. Alcune delle figure femminili rappresenteranno Venere, la Madonna, ecc. ma molte altre saranno allegorie dell'amore, della virtù, castità e poesia.
Pensate alle Grazie: tre donne, che di solito, sono rappresentate dalla parte anteriore, posteriore e laterale, una visione a 360 gradi della forma femminile.
Stessa cosa per le Muse ecc.
Le figure maschili appaiono, di solito, come divinità o figure bibliche con i loro nomi.
La differenza che noto è questa:
Gli uomini sono personaggi, le donne sono simboli?
E qui chiedo conferma o smentita alla nostra esperta dell’Arte!
