C'è stata una svolta interessante nella battaglia in corso tra i sessi.
Per la prima volta da quando sono iniziati i test del quoziente intellettivo, i punteggi delle donne hanno superato quelle degli uomini.
Dopo cento anni di domande tranello, di ridicoli calcoli, di figure geometriche da ordinare secondo un presunto ordine logico, finalmente le donne hanno ottenuto un punteggio più alto degli uomini nei test per misurare il quoziente intellettivo.
Un nuovo studio assegna alle donne una media di cinque punti in più sul test d’intelligenza.
La rivincita del gentil sesso, insomma, giunge grazie ai dati scaturiti dai test sul quoziente intellettivo, metodo molto noto soprattutto nei paesi anglosassoni. E l'ultima analisi afferma che le donne non solo avrebbero raggiunto i livelli maschili, ma li avrebbero addirittura superati.
Dice James Flynn, psicologo neozelandese e uno dei maggiori esperti mondiali di calcolo del quoziente intellettivo, sul Sunday Times:
«Negli anni è cresciuto il QI di entrambi i sessi, come conseguenza della modernità: la vita più complessa sfida il nostro cervello che si adatta e aumenta le nostre capacità. Ma il QI delle donne è cresciuto più in fretta».
Erano gli anni '80 quando Flynn dimostrò che non era la genetica a rendere diversi gli uomini e le donne. Ma oggi è evidente come il cervello femminile sia cresciuto di più rispetto a quello maschile, anche nelle dimensioni, diventando intelligenti più velocemente dei maschi!
Sembra che ciò sia dovuto al fatto che il cervello femminile è notoriamente multitasking (multi processualità), mentre quello degli uomini … ahimè no!
Grazie a questi nuovi risultati le donne potranno prendersi la rivincita e avere anche loro trasmissioni trash del tipo:
I pupi e le secchione, i velini, i veloni ecc.
I ricercatori hanno testato 500 uomini e 500 donne in ciascuno dei cinque paesi sviluppati, compresi gli Stati Uniti.
La ricerca ha rilevato che le donne, in media, ha ottenuto un punteggio maggiore rispetto agli uomini sul test del QI.
E proprio negli Stati Uniti, la ricerca ha coinciso con le statistiche che mostrano le donne rappresentare più della metà degli studenti universitari mantenendo livelli più avanzati rispetto ai “maschietti”.
Dal Web e liberamente adattato
Mi viene un dubbio: fra le persone testate in Europa c’erano anche questi due personaggi?
C'è ancora chi crede ai filtri magici per le pene d'amore. Un trevigiano di 37 anni, innamorato deluso, ha pagato a una presunta maga ben 94mila euro per un inutile filtro d'amore. Resosi conto dopo due anni che qualcosa non andava e che la promessa di conquistare la donna piemontese di cui si era invaghito non era mantenuta, il 37enne, ha denunciato per truffa la creatrice della pozione.
Fonte di questa notizia Il Gazzettino.it
Cari amici, in queste giornate di calura estiva, vagabondando nel web, ho scoperto che non è mai troppo tardi per imparare a leggere e scrivere. Così, con molta umiltà, mi sono messa a ripassare un po’ la nostra bella lingua italiana. Da un libro egregiamente scritto, peraltro come tanti altri dello stesso autore, Cesare Marchi, ho voluto estrarre una parte che ha catturato tutta la mia attenzione, lasciandomi anche un po’ allibita. Per chi volesse approfondire segnalo il titolo del libro: “IMPARIAMO L’ITALIANO”.
Politici, burocrati, mass-media gareggiano nel parlare per enigmi, inventando i poli, il bipolarismo, la quantizzazione delle tariffe, la mappatura dei rischi, i bacini di utenza, l’ottica programmatoria, l’immobilismo dinamico (..?..), le convergenze parallele (..doppio??..), ecc.. Il tutto legato con verbi orrendi come inchiestare, urgenzare, essudare, intrudere, esodare, nel garrulo delirio di un linguaggio vacuo e rimbombante, che tutto vorrebbe dire ma nulla dice, ma fa diventare sordi come gli artiglieri a forza di sparare il cannone.
Contro i “parlatori”, maestri nell’arte del “dolce dir niente”, i proff. Marco Marchi e Piero Morosini, hanno condotto uno studio linguistico, intitolato “PRONTUARIO DI FRASI A TUTTI GLI USI PER RIEMPIRE DI VUOTO IL NULLA”.
Io mi sono divertita un sacco ad intrecciare le frasi abbinando soggetto a verbo e tentando, inutilmente, di comporre una frase di senso compiuto. Ripeto.... inutilmente.
Vi riporto, qui sotto, la tabella precisandovi che intrecciando a caso, o a piacere, i vari elementi di cui è composta, si possono ottenere DIECI MILIONI di frasi assolutamente prive di significato.
Buon divertimento!
PRONTUARIO DI FRASI A TUTTI GLI USI PER RIEMPIRE DI VUOTO IL NULLA
Istruzioni: Scegliere a caso uno dei dieci soggetti della prima colonna, facendo poi seguire uno dei dieci verbi della seconda colonna e quindi un periodo qualsiasi di ognuna delle colonne successive. Si otterrà sempre una frase che, pur non avendo alcun senso compiuto, risulterà priva di qualsiasi logica.N.B. Per leggere interamente la tabella, tirate la "tendina" verso destra.
| L’utenza potenziale | si caratterizza per | il ribaltamento della logica assistenziale preesistente | nel primario interesse della popolazione | sostanziando e vitalizzando | nei tempi brevi, anzi brevissimi | la trasparenza di ogni atto decisionale |
| Il bisogno emergente | privilegia | Il superamento di ogni ostacolo e/o resistenza passiva | senza pregiudicare l’attuale livello delle prestazioni | recuperando ovvero rivalutando | in un’ottica preventiva e non più curativa | la non sanitarizzazione delle risposte |
| Il quadro normativo | prefigura | un organico collegamento interdisciplinare ed una prassi di lavoro di gruppo | al disopra di interessi e pressioni di parte | ipotizzando e perseguendo | in un ambito territoriale omogeneo, ai diversi livelli | un indispensabile salto di qualità |
| La valenza epidemiologica | riconduce a sintesi | la verifica critica degli obiettivi istituzionali e l’individuazione di fini qualificanti | in una visione organica e ricondotta ad unità | attualizzando e concretizzando | nel contesto di un sistema integrato | L’annullamento di ogni ghettizzazione |
| Il nuovo soggetto sociale | persegue | la puntuale corrispondenza fra obiettivi e risorse | secondo un modulo di interdipendenza orizzontale | non assumendo mai come implicito | nel rispetto della normativa esistente | una congrua flessibilità delle strutture |
| L’approccio programmatico | estrinseca | il riorientamento delle linee di tendenza in atto | con criteri non dirigistici | non sottacendo ma anzi puntualizzando | quale sua premessa indispensabile e condizionante | il coinvolgimento attivo di operatori e utenti |
| L’assetto politico-istituzionale | si propone | l’accorpamento delle funzioni ed il decentramento decisionale | al di là delle contraddizioni e difficoltà iniziali | potenziando ed incrementando | nella misura in cui ciò sia fattibile | l’appianamento di discrepanze e di discrasie esistenti |
| Il criterio metodologico | presuppone | la ricognizione del bisogno emergente e della domanda non soddisfatta | in maniera articolata e non totalizzante | non dando certo per scontato | con le dovute ed imprescindibili sottolineature | la ridefinizione di una nuova figura professionale |
| Il modello di sviluppo | porta avanti | la riconversione ed articolazione periferica dei servizi | attraverso i meccanismi della partecipazione | evidenziando ed esplicitando | in termini di efficacia ed efficienza | l’adozione di una metodologia differenziata |
| Il metodo partecipativo | auspica | un corretto rapporto fra struttura e sovrastrutture | senza precostituzione delle risposte | attivando ed implementando | a monte e a valle della situazione contingente | la demedicalizzazione del linguaggio |
Ed ora fatevi una sana risata.. (sognando un pò di fresco...!).



