Se  chiedete un’opinione sulla matematica, troverete chi dice di averla studiata poco, chi dice che la matematica è orribile, chi la trova noiosa, ecc. Ora io qui non vi voglio fare una lezione di matematica, anche perché faccio parte delle persone che la…odiano!! Però, vi voglio parlare di alcuni numeri speciali, anzi direi arcani, o per meglio dire “magici”. I numeri hanno sempre mantenuto una certa connotazione magica. Gli assiri e babilonesi assegnavano ai pianeti numeri deificati: Venere, ad esempio, era identificata con il numero 15, la Luna con il numero 30. Gli ebrei attribuivano un significato speciale al numero 40, che ricorre spesso nella Bibbia. Il diavolo è associato con il 666, un numero che conserva ancora oggi un certo potere, tanto che, a detta di un giornalista americano, l'ex presidente Ronald Reagan cambiò il suo indirizzo in California proprio per evitarlo. (Poi dicono che siamo noi Italiani a essere superstiziosi!) Il linguaggio dei numeri sta influenzando sempre di più la vita intorno a noi. E oggi più che mai il mondo del calcio ha i suoi numeri…MAGICI: n° 1 Gigi Buffon, n°9 super Mario Balotelli!! Noi comunichiamo con i numeri. I nostri PC usano nei loro interni numeri (numeri binario.) Insomma i numeri sono un linguaggio che tutti noi dobbiamo parlare ogni giorno della nostra vita, il saper “far di conto” è ormai diventato vitale per arrivare alla fine del mese. Quali sono questi numeri magici ? L’1.089 è uno di questi. Pensate a un numero di tre cifre, per esempio 521 (ma va bene qualsiasi numero di tre cifre purché la prima e l’ultima cifra differiscano almeno di due unità). Ora scrivete il numero al contrario, invertendo l’ordine delle cifre (125). Poi prendete il minore dei due numeri ottenuti e sottraete l’uno dall’altro. Esempio: 574 - 475 = 099 099 + 990 = 1089   La cosa curiosa è che qualsiasi numero si scelga il risultato sarà sempre 1.089. Altro esempio: 963 - 369 = 594 594 + 495 = 1.089   Un altro numero “magico è il 3.087. Infatti, se si prende un numero composto di 4 cifre “a scalare” (come ad esempio 9.876 o 5.432) e si sottrae il numero composto dalle stesse cifre dall’ordine invertito, si otterrà sempre il numero 3.087. Ecco degli esempi: 9.876 - 6.789 = 3.087 8.765 - 5.678 = 3.087 7.654 - 4.567 = 3.087 Altro numero magico è il 198. Questa volta prendiamo un numero composto di tre cifre “a scalare” (come ad esempio 987 o 543) e sottraiamo il numero composto dalle stesse cifre dall’ordine invertito: otterremo sempre il numero 198. 765 - 567 = 198 654 - 456 = 198 987 - 789 = 198 Ultimo, quello che ritengo il più “magico” è il 15.873. Se lo moltiplicate prima per un numero intero da 1 a 9 (a scelta) e poi per 7, si ottiene una serie di numeri tutti uguali pari al numero scelto.   Esempio: 15.875 x 5 x 7 = 555.555 15.875 x 3 x 7 = 333.333 15.875 x 9 x 7 = 999.999   I numeri sono presi dal Libro :La matematica dei numeri misteriosi e liberamente adattati.

Non poteva mancare la “chicca” del numero sette.

  Il numero sette è il numero mitico di Roma, considerato magico perché presente in molti aspetti e fenomeni della natura e della vita di Roma. Infatti, sette erano: - i pianeti e le stelle dell’Orsa e le Pleiadi; - i colli su cui è sorta Roma; - i magistrati (septemviri) incaricati di dividere e distribuire le terre; - i sacerdoti (epulones) preposti al sacrificio in onore di Giove; - le coorti dei vigiles, gli antichi vigili del fuoco; - i re di Roma; Anche nella Roma cristiana ricorre il numero magico; infatti, sono emblematiche le Sette Chiese: San Pietro, San Paolo, San Giovanni, Santa Maria Maggiore, San Sebastiano, Santa Croce in Gerusalemme e San Lorenzo fuori le Mura. Alcune località vicino a Roma citano questo numero: Settebagni sulla Salaria, Settecamini sulla Tiburtina, Settevene sulla Cassia, Settebassi vicino a Cinecittà. Il 7 da sempre è considerato il numero del magico e dell'arcano, un simbolo portafortuna.  Molti grandi giocatori hanno indossato o indossano questo numero... Sheva, Pato, Lavezzi, Figo, Beckham, Best, Cantona, C. Ronaldo, Raul, Ribéry, Villa...ecc.    
scritto da francesca il 29 06 2012
Oggi ho voglia di affrontare un argomento un po’ frizzantino ma che è anche d’attualità, soprattutto nella stagione che è appena iniziata, l’estate.

Si, perché sembra che questa “pratica” si intensifichi e si consumi di più in estate.

Ovviamente sto parlando del tradimento.

  E la domanda che vorrei fare è questa: se scopriste di essere stati/e traditi/e, riuscireste poi a metterci una pietra sopra e ricominciare?

E qui sorgono i dubbi, infiniti…fino a confonderti così tanto le idee che la scelta finale diventa difficile, quasi impossibile. Perché restare insieme dopo un tradimento, come se niente fosse, è difficilissimo, anzi direi che è un errore che si paga caro. Prima o poi le ferite si riaprono e allora scorrono le recriminazioni, le accuse, i biasimi, le insinuazioni che creano solo litigi e conflitti e allontanano dall’obiettivo principale, il chiarimento.

Innanzitutto perché si tradisce? I motivi possono essere molteplici, ciascun individuo conserva per sé la “giusta causa” o ciò che ritiene le proprie ragioni, che poi siano valide o meno è tutto altamente opinabile. Da quel poco che ho letto, sembra che, statisticamente parlando, siano più i maschi a tradire e lo facciano per “spirito d’avventura” o curiosità. Quindi, raramente l’uomo tradisce la propria compagna o moglie perché si innamora di un’altra donna mentre credono nella stabilità della famiglia che non lascerebbero mai per un’avventura. Insomma, loro sono convinti di non far nulla di male ad avere, ogni tanto, una scappatella “ricreativa”ma non la perdonerebbero mai alla loro compagna-moglie.   E le donne? Con ciò non intendo affermare che le donne non tradiscono, lo fanno, certamente. Ma per la donna il tradimento è, quasi sempre, dettato da coinvolgimenti sentimentali, insomma si innamorano. Ora vedo già voi, uomini e donne sul “piede di guerra” a pensare che la Franci sta dando i numeri. No, amici, ciò che vi ho riportato è semplicemente statistica ed in quanto tale va presa con molta, ma molta cautela e tante, ma tante riserve. Ogni storia è un caso a sé, secondo me. Resta il fatto che, dopo aver scoperto che il tuo uomo (o la tua donna) ti tradisce con la tua migliore amica (o amico), o la collega , cosa fai? Innanzitutto ti senti così male che la pietra, anziché mettercela sopra, vorresti scagliarla sulla sua testa. Ti sembra che il mondo ti crolli addosso perché su di lui/lei avevi investito, un giorno, tutto il tuo amore. Ci sentiamo, oltre che traditi, offesi nel nostro orgoglio, l’amarezza avvelena tutti i nostri giorni, ci sentiamo falliti e finiti, la delusione ha ucciso le speranze di una vita al fianco della persona che non gode più della nostra illimitata fiducia. Non ci capacitiamo di non aver saputo cogliere in tempo i segnali di allarme e ci rimane dentro un vuoto che non ha spiegazioni accettabili. Ma attenzione a non diventare cinici, perché dalla sofferenza all’indifferenza e al disprezzo il passo è breve. Perché il cinismo ci fa credere che tutto l’amore, in sé, sia solo una grande delusione, che chi ama e si fida ancora del proprio partner sia un ingenuo. Tutto ciò che abbiamo dedicato a lui/lei, (il traditore), una lettera d’amore, un progetto, un sogno, un regalo, una poesia, ci sembrano cose ridicole, non più valori importanti come quando li abbiamo costruiti e dedicati, ma sciocchezze di cui vergognarsi per averle, un giorno, provate. Anche questo è un retaggio nel quale non dobbiamo assolutamente cadere, perché diventerebbe il “tradimento di sé”. Peggio ancora sarebbe la vendetta che a nulla servirebbe ma lascerebbe solo l’amaro in bocca e un crollo della propria autostima. E allora, si può davvero perdonare e restare insieme senza porsi domande oppure, ed io ritengo sia la pratica più equa, percorrere il sentiero più costruttivo del reciproco riconoscimento? Alla fine del quale ciascuno può scegliere la strada più giusta da imboccare per sé. E qui ci vuole una grande dose di umiltà e di coraggio, da ambo le parti perché, sia il traditore che il tradito, sono legati ancora da un rapporto, anche se all’interno di un nuovo ruolo. Entrambi possono aiutarsi nel percorso del chiarimento solo se chi ha inflitto il tradimento sa riconoscerlo senza giustificarlo con falsi alibi e chi l’ha subito fa uno sforzo di maturità accettando che l’amore non è possesso. Siamo in due, non sappiamo più chi siamo adesso nella confusione più totale, ma ciò che conta, è che siamo ancora  insieme ad affrontare il mondo.  

In una parola, accettare il cambiamento, oppure dividere le proprie strade per sempre?

Tutto questo, ovviamente, laddove merita portare avanti ancora un rapporto che rimane comunque importante e per il quale vale la pena di metterci una pietra sopra e ricominciare. Del resto Nietzsche ci ha insegnato a scoprire che ogni volta che entriamo in relazione con l’altro non desideriamo annullarci nell’altro e che l’amore è una relazione, non una fusione. Quando amiamo ci affidiamo a chi dice di amarci ma dobbiamo crescere nel tempo e diventare noi stessi per poter dire un giorno a chi ci ha amato: “Non sono come tu mi vuoi ma voglio essere la persona che tu vuoi accanto”. Una precisazione però va fatta. Naturalmente tutto quanto ho scritto sopra non ha alcun riferimento con il tradimento di “professione”. Cioè con quegli individui che tradiscono abitualmente perché è nella loro indole, o perché, incapaci di provare emozioni proprie si nutrono delle emozioni altrui, o perché ce l’hanno nel DNA. Per queste persone tradire è un gioco di prestigio nel quale sanno  confondere le carte e barare al gioco della vita. Questi non li prendo neanche in considerazione.     http://www.youtube.com/watch?v=kb7Gu8vC7u0