Tutti conoscono Albert Einstein, ma non tutti, forse, conoscono la sua personalità eccentrica che lo ha legato a numerosissime curiosità e aneddoti; tuttavia molti degli aneddoti e delle citazioni a lui attribuiti sono falsi oppure sono stati romanzati a tal punto da non aver più nessun contatto con i fatti reali. Di seguito sono riportate alcune delle curiosità più significative ricavate dalla rete navigando qua e la’.

Sembra strano ma Einstein non fu un bravo scolaro, infatti, sua madre scrivendo ad un’amica diceva: "Non so cosa faremo di Albert, per ora non impara un granché…". Non imparava perché, sin dalle prime classi inferiori, Albert si era rifiutato di studiare a memoria qualsiasi cosa; ciò cui si dedicò con vera passione fu lo studio del violino, un interesse che lo accompagnerà sino alla tarda vecchiaia.

Nonostante gli scarsi progressi agli studi, Albert aveva avuto in dono dalla vita una virtù semplice e stimolante: la capacità di "meravigliarsi"; infatti sosteneva che "dietro le cose doveva esserci un ché di profondamente nascosto".

 

Quando Einstein sbarcò negli Stati Uniti, come tutti gli emigrati, ricevette un modulo da compilare. Fra le molte domande cui bisognava rispondere ce n’era una che chiedeva:

" A quale razza appartieni?"

E lui rispose: "A quella umana!"

Einstein era solito usare banconote di grosso valore come segnalibri.

Non portava mai i calzini.

Indossava una maglietta con l’effigie di Paperino.

Si presentava all’università in cui insegnava infagottato in pantaloni sformati e in un maglione giallo da "venditore di birra".

Einstein usava sempre portare una penna infilata nel collo del maglione

Einstein aveva ereditato dalla madre l’amore per la musica. Non tutti pensano che fosse un buon violinista, ma quel che è certo è che il violino occupava un posto significativo nella sua vita.

Diede concerti a profitto di una delle numerose organizzazioni umanitarie da lui sostenute.

Durante i suoi lunghi viaggi amava unirsi con i musicisti che incontrava per suonare in trio o in quartetto.

I suoi genitori temevano che fosse anormale: infatti riuscì a parlare bene solo a nove anni.

Einstein fu espulso dalla scuola di Zurigo con la motivazione che studiava solo ciò che voleva.

 

Sembra che suo padre Hermann avesse una spiccata preferenza per la matematica, ma lasciò gli studi perché suo padre doveva badare ad una famiglia numerosa: forse le capacità del padre si svilupparono nel figlio!

 

 Dati i presupposti (romanzati o meno) …chi l’avrebbe mai detto che sarebbe poi diventato il GENIO che tutti conosciamo?????

E…per finire, un giochino attribuito ad Einstein e.... se avete 20/30 minuti da spendere...provate a risolverlo... E poi fatemi sapere che tecnica  avete usato per risolvere questo divertente rompicapo...e in quanto tempo!!!

Qualcuno si chiederà ma ....la soluzione..si trova su Internet.....???

Si, certo... ma non barate!!!! ..

Piccolo suggerimento: munitevi di carta e penna....

   

IL QUESITO DI EINSTEIN

Ecco il testo del gioco:

Ci sono 5 case di 5 colori differenti e in ogni casa vive una persona di diversa nazionalità.

Queste 5 persone bevono una certa bibita, fumano una certa marca di sigarette e hanno un tipo di animale. Nessuno ha lo stesso animale, fuma le stesse sigarette o beve la stessa bibita.

Sapendo che:

L'inglese vive nella casa rossa.

Lo svedese ha cani.

Il danese beve tè.

La casa verde è  immediatamente a sinistra della bianca.

L'abitante della casa verde beve caffè.

La persona che fuma Marlboro alleva uccelli.

L'abitante della casa gialla fuma Dunhill.

L'abitante della casa al centro beve latte. 

Il Norvegese vive nella prima casa.

La persona che fuma Blend vive accanto a quella che ha gatti.

La persona che ha cavalli vive accanto a quella che fuma Dunhill.

La persona che fuma Camel beve birra.

Il tedesco fuma Pall Mall.

Il Norvegese vive accanto alla casa blu.

La persona che fuma Blend ha un vicino che beve acqua.

Sapreste dire con precisione chi ha i pesci?

 

A beneficio di coloro che volessero confrontare la propria soluzione con quella reale ecco il link:

http://www.fmboschetto.it/enigmi/soluzione_quesito_Einstein.htm

scritto da nadia il 19 11 2011
Un giorno, guardando delle vecchie foto… …un personaggio ritratto mi ha fatto ricordare un proverbio. Un proverbio non è altro che una massima contenente norme e consigli, in forma sintetica, tratti da esperienze. Dietro i proverbi si nasconde una cultura intera. Li potremmo definire espressioni popolari che indicano, in forma breve e compatta, un concetto, un pensiero o una massima. I giovani ne conoscono solo pochi, le persone, più su con gli anni, di solito ricorrono proprio a questi durante i loro discorsi come un segno di saggezza e perché un proverbio breve spesso vale più di tante parole. Benedetto Croce definì i proverbi: ”Il monumento parlato del buonsenso”. Silverio, detto tramontana, ponzese 1° macchinista navale ripeteva un vecchio proverbio ogni volta che qualcuno approfittava della sua bontà: “Chi pecora se fa’ ‘o lupo s’ ‘a magna”. Quale modo migliore per sintetizzare in poche sillabe una lezione di vita se non quello di utilizzare un proverbio, in special modo se in forma dialettale? Questo è un proverbio con tante verità in così poche parole…se ti comporti da pecora, sei mangiato dal lupo. Una sintesi perfetta delle relazioni interpersonali, applicabile a qualunque tipo di rapporto, dall’amicizia all’amore, dal rapporto di lavoro alla contrattazione commerciale… Non si nasce pecora o lupo, ci si comporta nell’una o nell’altra maniera secondo il caso. Oggi come ieri, e come sarà domani, ci saranno sempre persone pronte a comportarsi da lupo se ci si mostra pecore. Ed è quel tipo di persone, che vorrei descrivere, apparentemente, sono innocui ma appena volti loro le spalle fanno trasparire indizi sulla loro reale persona. Dell’abilità nell’offesa ne fanno un’arte atta ad aumentare così la propria autostima. Sono talmente caparbi che gli riesce spesso di centrare l’obiettivo, cioè colpire i soggetti più deboli e più sensibili, tenendosi alla larga da chi gli può tenere testa. Dimostrano di seguire il detto “carpe diem”, cioè cogli l’attimo per spargere.. immondizia gratuita e calpestare la dignità altrui. Fingono di essere indifferenti in ambiti “amichevoli” per poi disdegnare tutto in caso di discussioni anche infondate. Una tipologia umana piuttosto frequente nel virtuale. Domando: nella realtà saranno davvero così? Oppure si mostrano così solo perché di mezzo c'è un PC che nasconde le loro fragilità, insicurezze, paure; oppure è solo falsità?   Mentre ci pensate ecco una piccola rassegna  …massime, proverbi e detti napoletani, ve ne sono talmente tanti che sono stati scritti interi libri, ma sta di fatto che l’origine di alcune massime si perde nella notte de tempi, molte sono andate nel dimenticatoio mentre alcune sono usate ancora oggi. Queste sono curiose e davvero pillole di saggezza. Nella parentesi la traduzione letterale seguita da una breve spiegazione. Comme si' bona, comme si' bella e 'a spigola s'ammuccaje 'a sardella (Come sei buona e come sei bella e la spigola si mangiò la piccola sarda) I troppi complimenti hanno spesso un secondo fine e mirano a fregare qualcuno. Naso 'e cane, mano 'e barbiere e culo 'e femmena so' sempe fridde (Naso di cane, mano di barbiere e culo di femmina sono sempre freddi) Giusto un paragone che seppure strano risulta vero. Passero viecchio nun trase 'ngajola (Passero vecchio non entra nella gabbia) Ovvero, è difficile fregare una persona esperta. Quanno 'o perucchio saglie 'ngloria, perde 'a scienza e 'a memoria (Quando il pidocchio sale in gloria, perde conoscenza e memoria) Il pezzente (parvenu) che diventa ricco o importante dimentica gli amici. Chi agliotte fele, non pò sputà mele (Chi ingoia fiele (bile) non può sputare mele) Chi riceve cattive azioni non può ricambiarne di buone. Chi s'annammora d''e capille e d''e diente, nun s'annammora 'e niente (Chi si innamora di capelli e dentatura non si innamora di niente) Non bisogna badare solo all'aspetto esteriore che come... i capelli ed i denti sono fattezze che si perdono con gli anni. Trova cchiù ampressa 'a femmena 'a scusa, ca 'o sorece 'o pertuso (Trova più presto una femmina una scusa, che il sorcio il suo buco) Si sa, le donne hanno sempre una scusa per ogni cosa.