
Quanto è importante la Luna alla Terra? Senza la Luna la temperatura del nostro mare sarebbe molto calda, le creature del mare non potrebbero sopravvivere (riscaldamento globale), il giorno durerebbe sì e no quattro ore e la Terra girerebbe al contrario su un asse un po' più "sbilenco".Le fasi Lunari hanno guidato i lavori degli agricoltori, ancora oggi il calendario contadino è conservato dai pochi agricoltori che affidano ai cicli lunari e stagionali la programmazione delle proprie attività. Ha aiutato il nostro pianeta ad avere un clima molto più stabile nel corso di miliardi di anni, che ha influenzato lo sviluppo e la crescita della vita sulla Terra. Le forze gravitazionali tra la Terra e la Luna sono causa di un interessante effetto: le maree. Moon è il nostro unico satellite naturale, vediamo le:
Fasi lunari
Secondo la posizione lungo la propria orbita la Luna è vista da ogni località della Terra con angolazioni diverse, e così la sua superficie appare completamente, parzialmente o per niente illuminata dalla luce solare diretta. Partendo, infatti, dalla fase di Luna Nuova essa inizia a mostrare la classica falce che cresce ogni giorno sino a diventare un disco nella fase di Luna Piena, per cominciare quindi a decrescere in seguito sino ad annullarsi nuovamente in una Luna Nuova.Ciclo delle fasi lunari
L'intero ciclo delle fasi lunari, in sostanza è l'intervallo di tempo compreso fra due fasi uguali, dura circa 29,5 giorni ed è chiamato anche periodo sinodico o lunazione. Esso si compone di quattro fasi principali, separati a loro volta da altrettanti momenti intermedi che in successione sono definiti: Luna Nuova - La Luna si trova nella stessa direzione del Sole (congiunzione), e perciò tramonta e sorge con esso. Non è visibile, essendo occultata dall'intensa luce solare, anche se nei giorni immediatamente precedenti o seguenti, quando essa mostra un’esile falce, è debolmente illuminata dalla luce cinerea ossia dai raggi solari riflessi dal nostro pianeta. Ha un'età di 0 giorni. Luna Crescente - La Luna mostra un disco parzialmente illuminato per meno della metà che è rivolto verso Ovest. Primo Quarto - A 90° dal Sole verso Est (quadratura), la Luna sorge e tramonta 6 ore dopo di esso mostrando mezzo emisfero illuminato che si trova rivolto verso Ovest. L'età è di 7,4 giorni. Gibbosa Crescente - La porzione di disco illuminato ammonta a oltre la metà. Luna Piena - Dalla parte opposta al Sole (opposizione), la Luna è completamente illuminata. Sorge e tramonta in maniera opposta al Sole, ossia con una differenza di 12 ore (180°), ed ha un'età di 14,7 giorni. Gibbosa Calante - Il disco lunare appare illuminato per oltre metà, ma in fase decrescente. Ultimo Quarto - Il nostro satellite sta per completare il giro, si trova, infatti, nuovamente a 90° dal Sole, ma questa volta verso Ovest, per cui sorge e tramonta 6 ore prima. L'emisfero illuminato volge a Est ed ha un'età pari a 22,1 giorni. Luna Calante - La frazione illuminata del disco lunare continua a decrescere mostrando ancora una piccola parte che si trova rivolta verso Est. Da ricordare inoltre come dall'età della Luna alle ore zero del primo gennaio, valore che è chiamato epatta*, si ricavi la data della Pasqua e di tutte le altre feste religiose a essa collegate, e che la parte illuminata è separata dall'altra, durante le fasi parziali, da una linea detta terminatore dove i raggi solari, a causa dell'angolo d'incidenza molto piccolo, fanno risaltare tutti i particolari della superficie. *Epatta l'età della luna al 1º gennaio espressa in trentesimi di lunazione
Inseparabile compagna della Terra, la Luna è il corpo celeste più vicino a noi, e per questo ben visibile, anche se non avendo una fonte energetica interna, essa risplende solo per via della luce solare riflessa dalla sua superficie.
Noi della Luna, notoriamente, vediamo sempre e solo una faccia. A parte piccole variazioni, dovute ad un fenomeno che si chiama librazione.
La Luna dà un'aura romantica alla notte, è la compagna, degli innamorati, ispiratrice per la sua bellezza di poeti e artisti fin dall'antichità più remota, la Luna riceve e riflette la luce e quindi è un simbolo potente del principio femminile che è il principio di fecondità, accoglienza…
Avete notato che in questi giorni ,nei post e nei commenti ,c’è sempre la parola Amore?
Sarà perché siamo entrati nella Primavera?
La Primavera fa effetto sempre?Anche a una certa età?Altro che riposo dei sensi!
La Luna è associata a molti simboli e idee, si può manifestare nei vostri sogni…
Alla prossima, dormite bene e attenti a sognare ad alta voce!
SOGNI DI UNA GATTA
solo in solitudine
piccola gatta
vedi i piccoli dettagli che ti circondano
solo la notte
i tuoi sogni
dal bianco e nero statico
diventano fumetti
e tu incredula pronta a viverli per quelle poche ore
la luna su di te
quanto mai ti appartiene

(autore sconosciuto trovata sul web)


La Cappella degli Scrovegni a Padova ha destato meraviglia in me in quanto trattasi di un piccolo edificio di semplicissima struttura sia all’interno che all’esterno. Le pareti sono quasi completamente libere, vi sono finestre solo nella facciata e sul lato destro.
Gli affreschi sono stati quindi organizzati liberamente, senza essere subordinati a strutture architettoniche.
Voglio fare un brevissimo cenno alla figura di Enrico Scrovegni committente di Giotto in questo lavoro. Egli apparteneva ad una celebre e ricca famiglia di Padova e commissionò a Giotto la costruzione e l’affresco della Cappella per riscattare (..si dice..), il padre Reginaldo che, come usuraio aveva strozzato mezza Padova.
Giotto crea negli affreschi della Cappella un nuovo linguaggio espressivo e, affrontando la realtà, lui guarda al vero, al movimento dei corpi. Osserva lo spazio che ha già la dimensione della profondità e vi inquadra le sue perfette ed equilibrate composizioni di figure.
I personaggi con i loro gesti misurati e solenni raccontano la storia sacra con straordinaria semplicità.
Il tema principale trattato pittoricamente è la storia di Cristo cominciando, prima della sua nascita, dagli eventi che la preparano e terminando, dopo la morte in una trasformazione di figure che rivelano quanto fortemente l’artista abbia sentito l’umanità dei suoi personaggi.
Nella parte bassa della Cappella vi è una balza decorata in monocromo su finto marmo con le allegorie dei Vizi e delle Virtù e le loro conseguenze.
La narrazione si svolge in tre fasce, una sotto l’altra, con inizio in alto a destra. La parete interna della facciata è interamente occupata dal Giudizio Universale.
I riquadri che costituiscono il più importante ciclo di Giotto che, giunto fino a noi ha conservato il suo intero stato, sono molteplici e non mi sarà possibile descriverveli tutti ma vi parlerò solo di alcuni di essi, sacrificandone altri non meno importanti o privi di straordinario livello artistico; la scelta che ho dovuto operare è stata difficile, credetemi.
La strage degli innocenti
Giotto raffigura, in questo affresco, l’esterno della città medievale inserendolo nella Toscana del Trecento. Il cielo ha un bellissimo colore blu-cobalto dentro il quale vi sono impresse due architetture romanico-toscane. I personaggi vengono sapientemente collocati all’interno dello stretto riquadro: le donne piangenti, cui sono stati uccisi i figli, sulla destra. Il carnefice, al centro del riquadro, aumenta la straziante attesa con un gesto crudele del braccio che imprime all’opera una straordinaria potenza espressiva. Da notare quanto le pieghe delle vesti accentuino i volumi dei corpi.
E’ questo un dipinto col quale Giotto racconta la tragedia della violenza che, purtroppo appartiene a tutti i tempi.
Il bacio di Giuda – E’ sicuramente questo uno degli scomparti più famosi, dove, sul retrostante spazio è visibile un gruppo di soldati che muovono verso l’alto, fiaccole e bastoni, mentre uno suona un corno d’avorio. In primo piano, da destra a sinistra, vi sono i personaggi principali: il sacerdote che, con chiaro gesto di mani, ordina l’arresto di Gesù, Giuda che, nell’abbraccio evidenzia chiaramente l’atto del tradimento, Pietro che, in un impeto di ribellione, col coltello taglia l’orecchio al servo del sacerdote mentre, davanti a lui, un altro soldato solleva un lembo di mantello, ripetendo il gesto di Giuda.
La nota coloristicamente più squillante della composizione è senz’altro il grande mantello giallo col quale Giuda avvolge il Maestro ed è anche quella che concentra la mia attenzione sul significato dell’episodio: l’ipocrisia del traditore che circuisce con l’inganno, la vittima. Anche i loro visi esprimono le diverse situazioni psicologiche: da un lato, Gesù, più alto, guarda serenamente e fermamente con la piena consapevolezza del destino liberamente accettato, dall’altro, Giuda, dal volto ambiguo e sfuggente, conscio dell’infamia che sta per compiere.
La Crocifissione – In Giotto il dolore è sempre contenuto e dominato e anche nelle scene più drammatiche del ciclo, come questa Crocifissione, l’artista raggiunge compostezza, solo gli angeli, discendenti a frotte dal cielo, sembrano gridare di fronte al sacrilegio. Sulla destra, i soldati si contendono le vesti del Cristo dividendole in quattro parti, una per ciascuno di loro, ma la tunica non ha cuciture, è tutta d’un pezzo, pertanto se la giocano tirando a sorte.
Inginocchiata ai piedi del Cristo, Maria Maddalena e a sinistra la Madonna, pallida in volto, in procinto di venir meno, sorretta da Giovanni Evangelista e da Maria Cleofe.
Come ho già detto prima, i riquadri sono tanti e tutti degni di speciali riconoscimenti ma è impossibile enunciarli tutti, anche perché finirei sicuramente per annoiarvi.
Ho fatto però un piccolo raffronto tra la decorazione di questo ciclo di Giotto e gli affreschi di Assisi, che ho rivisto successivamente a quelli di Padova. E se le qualità narrative si mantengono intatte, i colori, ad Assisi, più chiari o più scuri, dati per strisce secondo un uso quasi bizantino sono più aspri, a Padova invece il colore crea risalto variando di intensità in relazione alla maggiore o minore quantità di luce che riceve.
Certo è che anche quest’opera è stata fonte, per me, di grande emozione e chiunque di voi l’abbia ammirata credo possa confermare le belle sensazioni percepite e stimolate dalla meravigliosa arte di Giotto.
Franci



