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Tempo  fa in chat,  mentre si parlava, al solito,  del più e del meno, il discorso cadde sulle  torte e sui vari dolci regionali, per cui venne  fuori anche il nome della "Torta Caprese". Spesso parlando con qualcuno che non è di Napoli e dintorni ho notato che si confone la "Torta Caprese" con "La Caprese" (quella con mozzarella, pomodori e basilico, per intenderci).  Anzi da qualcuno mi fu richiesta la ricetta.

Quindi approfitto dell’occasione e la  posto qui a beneficio di coloro che volessero riprodurla. Premetto che ha una preparazione piuttosto lunga, ma non è difficile.

Ma andiamo con ordine. Prima vediamo come è nata.

La storia del dolce al cioccolato più amato al mondo

14La Torta Caprese, diffusa oltre che a Capri anche nella Penisola Sorrentina e in Costiera Amalfitana, ha delle origini non molto chiare, ma sembra forte la convinzione da parte di molti abitanti del luogo che sia nata per caso, negli anni venti, nel laboratorio di un artigiano dell’isola. Una creazione involontaria quindi, poiché il cuoco Carmine di Fiore, narra la leggenda, avrebbe dimenticato di mettere la farina in una torta di mandorle preparata per tre malavitosi americani giunti a Capri per acquistare una partita di ghette per Al Capone.

Un errore imperdonabile si direbbe per un professionista del settore, ma che ha lanciato un mito, rendendo la torta caprese uno dei simboli della cucina isolana. Il nome infatti ne richiama inevitabilmente le radici, ma anche gli ingredienti e il metodo di lavorazione fanno riassaporare, nel senso letterale del termine, la tradizione della cucina popolare, semplice, povera, a base di ingredienti locali e genuina.

Negli anni la caprese é stata riproposta in diverse varianti: con gli amaretti o con le nocciole al posto delle mandorle, oppure al limone, esaltando i profumi di un altro prodotto locale, il limocello. Vorrei ricordare peró che la caprese é, secondo la tradizione locale, una torta di cioccolata e mandorle, croccante fuori e morbida dentro, bassa e molto carica di cioccolato fondente.

TORTA CAPRESE

capresealbiLa ricetta originale della caprese non prevede l'uso di farina, né lievito. Si tratta di una torta dalla consistenza molto particolare. Il "segreto" sta tutto nella lavorazione che deve inglobare piu' aria possibile per non avere l'effetto "mattone".

Tempo di preparazione e cottura:

1 h 30 min

Ingredienti

per una torta da 26 cm. di diametro

300 g mandorle (ne' tostate, ne' spellate)

250 g cioccolato fondente

250 g burro morbdo

200 g zucchero

5 uova

zucchero al velo per guarnire

Preparaziome

Separare gli albumi dai tuorli.

Accendere il forno e portarlo a 180°.

Fondere il cioccolato a bagnomaria o in microonde.

Tritare le mandorle nel mixer ottenendo una polvere non eccessivamente fine.

Montare il burro a spuma con 150 g zucchero. Sempre montando aggiungere un tuorlo alla volta. Aggiungere il cioccolato fuso e intiepidito e le mandorle.

Montare a neve gli albumi con il resto dello zucchero.

Incorporare una cucchiaiata di albumi montati al composto al cioccolato per ammorbidirlo. Aggiungere quindi il resto degli albumi mescolando con una spatola e facendo attenzione a non smontarli.

Versare il composto in una teglia rivestita di carta forno oppure preventivamente imburrata ed infarinata.

Cuocere in forno (preriscaldato a 180°) per circa un'ora.

Verificare la cottura con la prova stecchino.

Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.

Servire cosparsa di zucchero al velo.

 La  TORTA CAPRESE è quindi definita una delle torte tipiche della tradizione Napoletana.

In questo video scoprirete i trucchi per preparare una gustosissima torta caprese da gustare con i vostri amici.

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 cornici023inc e ricor

milanoPartenza per Milano ore 15.  Il mio amico Intrepido mi dice: “Rick, andiamo presto cosi non troviamo traffico. ”Prima boiata pazzesca direbbe Fantozzi, l’autostrada sembra un lungo serpente che parte da Como e finisce a Milano. 

 Seconda scena Fantozziana,  metto il navigatore, strumento utilissimo se non fosse che a lui, io e  Intrepido, siamo antipatici. In autostrada dove devi solo andare diritto, ogni minuto lui dice.... "alla prima occasione invertire il senso di marcia",  ma se dobbiamo andare a Milano perchè tornare indietro? Veloce consulto e prendiamo la decisione di fare il viaggio senza questo incubo al seguito. Come dicevo… partenza ore 15 arrivo a Milano ore 15.40, città deserta, sembra scoppiata una epidemia, non si trova un cane con padrone al seguito per chiedere dove è il nostro punto di ritrovo.

Decidiamo di fare da soli , ”posteggiamo” praticamente come si dice a Como, alla Milanese vale a dire dove capita, chiedo a Intrepido lumi sugli amici che dobbiamo incontrare e lui mi dice che Rosa.bs passa a prendere  Porzia e Maria Grazia e ci dobbiamo trovare per le 17. Primo sospetto ……..Intrè, ma sei sicuro che arrivano?  Lui, come al solito serafico, mi risponde: “Certo la Rosa è sempre puntuale.” Io gli rispondo che di solito le donne per un motivo o per altro sono sempre in ritardo, e lui sempre più cocciuto dice che la Rosa no! Arrivano le 17, ma delle signore neanche l’ombra, alle 17,30 gli chiedo di sentire l’amica per vedere come era la situazione, il telefono suona ma della Rosa nessuna notizia. Ripeto a Intrepido che le cose stavano volgendo come avevo previsto, e lui, sempre più convinto che forse un po’ di ragione possa averla, mi risponde, eppure Rosa è sempre stata puntuale.

Così, dopo aver imparato a memoria, ogni crepa e ogni ricordino di cane lasciato per via dal padrone, arrivano le 19. Ormai dell’arco della pace conosco perfino ogni angolo e il numero di tutti i ciotoli di porfido che compongono la pavimentazione.

Grazie a Dio il cellulare di Intrepido suona , è Rosa che ci avverte che sono arrivate al posteggio vicino alla pizzeria, luogo del ritrovo. Andiamo loro incontro e all’uscita del posteggio finalmente finisce il duetto tragicomico che durava da tre ore. Devo dire però che, nonostante tutto, io e Intrepido abbiamo preso la cosa con allegria e non abbiamo perso l’occasione per farci una risata su quello che ci era accaduto.

Porzia, Maria Teresa e Rosa.bS, tre belle signore, che non vedevamo da un mese, data del raduno di Eldy a Milano,

Maria Teresa è un ciclone di esuberanza, ride, scherza, prende in giro Intrepido sulle ultime serate trascorse in chatt. Così, passeggiando, andiamo a prenderci un aperitivo in un bar, di quelli che fanno tendenza a Milano e bevendo e chiacchierando arrivano la 19.

pizzaCi avviamo alla pizzeria dove ci dobbiamo incontrare con tutti gli altri amici di Eldy. Proprio davanti al posto notiamo una persona che sembra il tenente Sheridan, degli anni 60, invece è il mitico Fernando che, a braccia larghe, ci accoglie con un grande abbraccio. Il freddo comincia a farsi sentire ma il gestore del ristorante non vuole saperne di farci entrare, anche se noi facciamo appello al suo buon cuore, visto che ci sono anche delle signore, ma lui inflessibile ripete ….alle 19,30 stiamo mangiando!

Finalmente entriamo e alla spicciolata arrivano anche gli altri amici. Tra le prime arriva Maria112, il 112 sta per il voto con lode che le abbiamo dato per l’organizzazione e la simpatia,Trastevere con la sua simpatica esuberanza ci vuole portare via tutte le ragazze, Michele con un amico, poi Roberta con un' amica e Giulia, la bella Eldyna Annamaria, Rosa 4 con Annamaria 2 in trasferta da Napoli, per ultimo, ma non per questo meno simpatico, Silvio.

berlusconiSi inizia con le ordinazioni, ci sono pizze di ogni tipo e gusto, birra e coca cola a volontà, si fanno anche foto per ricordare l’evento e Giulia non vuole essere fotografata, non vuole rompere l’obbiettivo,dice lei,e noi la fotografiamo di nascosto anche con i telefoni spenti (vedi il mio,avevo la batteria scarica). Da parte mia riesco finalmente a dare un volto a tanti amici che fino a quel momento avevo letto solo in chatt e devo dire che la simpatia che avevo nei loro confronti in chatt è aumentata conoscendoli di persona.

Cosi tra una chiacchera e l’altra passano le ore e arriva anche il momento dei saluti, ci lasciamo con la promessa di rivederci a Roma e di continuare anche a coltivare quell’amicizia che da virtuale, grazie a questa serata, è diventata anche reale. Io e Intrepido prendiamo la macchina, questa volta senza bisogno di navigatore. A mezzanotte Milano è come un paesino di campagna e siamo rientrati felici alle nostre case.

Da parte mia ringrazio tutti per la compagnia e per la meravigliosa serata, spero che vengano in futuro altre serate come questa che ti fanno passare ore in bella e allegra compagnia.

GRAZIE A TUTTI.

Riccardo

Ecco di seguito alcune delle foto scattate per immortalare un "sabato da incorniciare". 

 

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