Viva il Seicento, viva il Barocco!
E' il secolo della scienza, è il secolo della mistica, è il secolo della meraviglia! E la meraviglia è la cifra principale della Chiesa di Santa Maria della Vittoria in Roma, il cui decoro complessivo non lascia dubbi. E in mezzo appare lei: la Santa spagnola, TERESA D'AVILA.
Scolpita tra il 1647 e il 1652 dal grande Gian Lorenzo Bernini è un'opera geniale dove la Santa appare in piena estasi e i parenti la guardano tutto intorno come se fossero a teatro. Un tripudio di marmi, dove il marmo si fa stoffa, si fa legno, si fa pietra preziosa; dove l'architettura si rompe, diventa tonda e lascia cadere dall'alto il raggio di luce che la illumina.
Una scultura straordinaria che segue fedelmente il racconto che la stessa Teresa fa della propria estasi:
"Vedevo vicino a me un angelo in forma corporea, non era grande ma piccolo e molto bello. Teneva in mano un lungo dardo d'oro la cui punta di ferro sembrava avere un pò di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, cacciandomelo dentro fino alle viscere, che poi mi sembrava strappar fuori quando ritirava il dardo, lascia domi avvolta in una fornace di amore. Lo spasimo della ferita era cos' vivo che mi faceva uscire dei gemiti, ma insieme pure tanto dolce da impedirmi di desiderarne la fine e di cercare altro diversivo fuori che in Lui. Benchè non sia un dolore fisico, ma spirituale, vi partecipa un poco anche il corpo, anzi molto."
Lascio a voi qualunque interpretazione. Io, una me la sono fatta.
Ciao a tutti.
Francesca
Ciao amici, sono stata assente un bel pò, ma adesso sono tornata. In questa lunga Estate ho visitato parecchi luoghi della nostra meravigliosa Italia. Tutti splendidi ma uno mi è rimasto particolarmente nel cuore. Se qualcuno di voi l'ha visto può capirmi. Si tratta di:
CIVITA DI BAGNOREGIO
Mi sono seduta davanti a questo spettacolo, una mattina alle 7 quando non c'era anima viva intorno, e ho ammirato il suo aspetto fuori dal tempo e l’atmosfera magica che aleggiava intorno mentre la nebbia si dissolveva ed il sole saliva.
Poi sono salita attraverso il lungo ponte che conduce fino al centro del “Paese che Muore”, così purtroppo è chiamata Civita in quanto poggia su uno sperone di tufo che, a causa di una costante erosione, rischia di far scomparire lentamente il Borgo. Mi sono “persa” tra le viuzze esplorando gli anfratti più segreti, ho ammirato gli scorci più suggestivi senza seguire un itinerario preciso, lasciando che la bellezza stessa di questo luogo mi guidasse alla scoperta. Uno dei punti più spettacolari del centro di Civita è il Belvedere, una piazzetta affacciata direttamente sullo strapiombo dei calanchi a Nord del paese, da dove si può ammirare una meravigliosa vista su tutta la Valle dei Calanchi.
L'avete capito che mi sono lasciata ammaliare da questo incredibile borgo.
Buona domenica a tutti! Alla prossima.
Francesca
Mi sono seduta davanti a questo spettacolo, una mattina alle 7 quando non c'era anima viva intorno, e ho ammirato il suo aspetto fuori dal tempo e l’atmosfera magica che aleggiava intorno mentre la nebbia si dissolveva ed il sole saliva.
Poi sono salita attraverso il lungo ponte che conduce fino al centro del “Paese che Muore”, così purtroppo è chiamata Civita in quanto poggia su uno sperone di tufo che, a causa di una costante erosione, rischia di far scomparire lentamente il Borgo. Mi sono “persa” tra le viuzze esplorando gli anfratti più segreti, ho ammirato gli scorci più suggestivi senza seguire un itinerario preciso, lasciando che la bellezza stessa di questo luogo mi guidasse alla scoperta. Uno dei punti più spettacolari del centro di Civita è il Belvedere, una piazzetta affacciata direttamente sullo strapiombo dei calanchi a Nord del paese, da dove si può ammirare una meravigliosa vista su tutta la Valle dei Calanchi.
L'avete capito che mi sono lasciata ammaliare da questo incredibile borgo.
Buona domenica a tutti! Alla prossima.
Francesca



