scritto da rosaria3.na il 3 04 2010

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 pasqua

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QUALCHE NOTIZIA E CURIOSITA'

Nascita e storia dell'uovo di Pasqua...

uova3L'uovo è certamente il simbolo della Pasqua maggiormente rappresentativo. La tradizione delle uova pasquali come augurio risale a tempi antichissimi, addirittura precedenti al Cristianesimo. Infatti come simbolo della vita che si rinnova, l'uovo veniva dato in dono quando il giorno di Pasqua coincideva con i riti di primavera per festeggiare la fecondità: i Persiani, ad esempio, consideravano l'uovo della gallina un segno di buon auspicio simbolo della natura in rinnovamento, già 300 anni fa.

In modo analogo gli Egizi davano uova dipinte a parenti ed amici a inizio primavera, come augurio di rinascita; tra i Romani era noto il detto "Omne vivum ex ovo", mentre nella tradizione cinese si è sviluppata l'idea per cui l'origine della terra risale ad un uovo gigante.

Nella tradizione Cristiana, le uova rappresentano la Resurrezione di Cristo: la leggenda racconta che ritornando dal Santo Sepolcro vuoto, Maddalena incontrò Pietro che le disse "crederò alle tue parole (ovvero la Risurrezione di Cristo) solo le uova che porti nel tuo cestino si coloreranno di rosso..", le uova divennero immediatamente rosso porpora e Pietro, sgomento, si inchinò davanti al miracolo.

Da allora alla fine di ogni messa per la celebrazione della Pasqua, vennero distribuite tra i fedeli delle uova colorate di rosso (colore che rappresenta il sangue versato da Gesù).

Nel Medioevo l'usanza volle che venissero servite a tavola uova sode dipinte a mano, mentre nel XV secole si sviluppò la tradizione di servire omelette a colazione, preparate con uova deposte il venerdì Santo.

uovo_pasqua[1]Non c'è certezza invece sulla nascita dell'uovo al cioccolato, ma tra le teorie più accreditate, si fa risalire questo costume a Luigi XIV, altri invece pensano che tale usanza derivi dall'America, patria della pianta del cacao.

L'UOVO di cioccolata regalato in occasione della Pasqua è sicuramente l'immagine che maggiormente ricorre nell'evento pasquale. Già presso popolazioni e civiltà antiche l'uovo era considerato simbolo di eternità, di nuova vita, di rinascita, e proprio con questo significato venne a far parte della tradizione cristiana richiamando alla risurrezione di cristo, al Figlio di Dio che ha vinto le tenebre della morte ed ha riscattato l'intera umanità dal peccato introducendoci alla vita eterna.

 

coniglietto_pasquaTra i diversi richiami pasquali che fanno bella mostra di sé nelle vetrine dei negozi compare anche un simpatico CONIGLIETTO che porta delle uova. La sua presenza non è casuale ma si richiama alla lepre che sin dai primi tempi del cristianesimo era presa a simbolo di Cristo. Come Gesù stesso aveva detto di sé: "Le volpi hanno una tana e gli uccelli un nido, ma il Figlio dell'uomo non ha un posto dove poter riposare" (Lc 9,58), così anche la lepre non ha tane né case, è un animale gentile che simboleggia la nuova vita che ritorna ogni primavera.

Inoltre, la lepre, con la caratteristica del suo manto che cambia colore secondo la stagione, venne indicata da sant'Ambrogio come simbolo della risurrezione.

colombapasqualeE' consuetudine nel periodo pasquale regalare la COLOMBA, un dolce la cui forma ricorda quella di una colomba con ali distese. La colomba richiama all'episodio del diluvio universale descritto nella Genesi (Gn 8,10-11), allorché ritornò da Noè tenendo nel becco un ramoscello di ulivo, un messaggio di pace: il castigo divino concluso, le acque del diluvio si stanno ritirando, inizia un'epoca nuova per l'umanità intera. colomba_della_paceLa colomba diventa quindi simbolo della pace, e nel periodo pasquale questa simbologia richiama alla pace portata da Gesù, il "Principe della Pace", che con il suo sacrificio ha riconciliato l'uomo a Dio, suo Padre.

Con il termine PASQUETTA si indica, popolarmente, il primo lunedì dopo la domenica di Pasqua (propriamente chiamato: Lunedì dell'Angelo). Con questa festa si vuole ricordare l'apparizione di Gesù risorto ai due discepoli in cammino verso il villaggio di Emmaus, a pochi chilometri da Gerusalemme. E' consuetudine tra i cristiani, proprio per ricordare il viaggio dei due discepoli, di trascorrere questa giornata con una passeggiata "fuori le mura": una "scampagnata" fuori città.

Uova di Pasqua artistiche...

Oltre all'usanza delle uova di Pasqua di cioccolato, nel mondo ci sono diverse tradizioni per cui vengono realizzate "uova artistiche".

Easter eggsTra le più significative ricordiamo le uova ucraine, uova colorate realizzate con tinture fissate a cera e regalate dentro a graziosi cestini di vimini foderati in erba. Tali uova prendono il nome di "Pysanky"ossia "cose che sono scritte sopra". Ma le uova più famose furono indubbiamente quelle di un maestro orafo, Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar Alessandro la commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria.  

 uovo_1Il primo Fabergé fu un uovo di platino smaltato bianco che si apriva per rivelare un uovo d'oro che a sua volta conteneva un piccolo pulcino d'oro ed una miniatura della corona imperiale.uovo_2

Gli  zar ne furono così entusiasti che ordinarono a Fabergé di preparare una serie di uova da donare tutti gli anni. E la tradizione continuò anche con lo zar Nicola II, figlio di Alessandro, fino ad un totale di 57 uova.

Le campane a Pasqua...

 Le campane annunciano agli uomini la rinascita di Gesù e la nuova vita alla quale anch’essi possono aprirsi se hanno un animo buono e generoso.

campaneDal giorno del venerdì Santo fino al giorno della Domenica di Pasqua, in Italia le campane delle chiese rispettano il silenzio, in segno di dolore e rispetto per il Cristo crocifisso. Questa usanza viene praticata anche in Francia dove ai bambini viene detto che le campane sono "volate" a Roma. La domenica di Pasqua, mentre i bimbi guardano il cielo per vedere le campane di ritorno, i genitori nascondono le uova di cioccolato.

 La data di Pasqua"mobile"...

 Al principio del Cristianesimo, la Risurrezione veniva celebrata ogni domenica. In seguito la Chiesa Cristiana pensò di festeggiarla solo una volta all'anno, ma le varie correnti religiose non erano d'accordo sulla data in cui si sarebbe dovuta celebrare. Le controversie vennero sanate con il concilio di Nicea, avvenuto nel 325 d.C., nel quale si decise che la Chiesa di Alessandria d'Egitto avrebbe stabilito la data anno per anno.

 Il calcolo della data di Pasqua...

 In base al Concilio di Nicea (325 d.C.), il giorno di Pasqua doveva essere la Domenica successiva alla prima luna piena di primavera..Oggi tale giorno viene calcolato scientificamente in base all'equinozio di primavera e alla luna piena, utilizzando il meridiano di Gerusalemme (dove è morto e poi risorto Gesù Cristo). A causa dell'utilizzo del calendario Giuliano, anzichè Gregoriano, da parte degli ortodossi, la Pasqua ortodossa differisce da quella Cattolica (con circa una settimana di scarto). Quest'anno, invece, la Pasqua Cattolica e la Pasqua ortodossa coincidono.

Le streghe finlandesi.

streghe_halloweenEssendo la maggior parte degli scandinavi di religione luterana, la Pasqua assume un significato minore ed è considerata un giorno di vacanza. Il folklore finlandese vuole che le streghe volino in cielo tra il venerdì santo e la domenica di Pasqua. Infatti, in alcune zone della Finlandia si usa ancora accendere falò la notte dei sabato, in memoria dell'antica tradizione di scacciare le streghe dal proprio focolare domestico.

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 Modi di dire

Nel linguaggio comune ricorrono "modi di dire" che trovano la loro origine nelle letture evangeliche del periodo quaresimale-pasquale, o comunque che sono collegate con la liturgia e tradizione cristiana di tale periodo.

"LUNGO COME UNA QUARESIMA": si dice di una persona o di una cosa prolissa, noiosa, insistente.

"HA SCIUPATO TUTTO ADESSO E FA QUARESIMA": si riferisce a chi ha sperperato i propri beni,le proprie ricchezze e adesso fa digiuno, vive in povertà.

"PORTARE LA PROPRIA CROCE": questo modo di dire trae la sua origine dalla salita al calvario di Gesù Cristo ed è da intendersi come la capacità di sopportare e accettare i momenti dolorosi della vita, così come il Figlio di Dio ha accettato e sopportato la dura prova del martirio in croce, senza cedimenti pur nella sofferenza di quei drammatici eventi. Collegato all'episodio della salita al Calvario di Gesù carico della croce c'è un ulteriore modo di esprimersi usato per indicare una dura sofferenza: "LA SUA VITA E' UN CALVARIO". Così come: "STARE IN CROCE" (Stare in pena) e "CHE CROCE!" sono espressioni che ribadiscono e sottolineano la gravità di una situazione particolarmente penosa.

"GETTARE LA CROCE ADDOSSSO A QUALCUNO": cioè addossare la responsabilità di un fatto ad un'altra persona, per biasimarla.

"LA CROCE CHE CI SI FA DA SOLI E' LA PIU' PESANTE": il modo di dire vuol significare che, quando siamo noi stessi a costruirci delle croci, cioè a commettere delle azioni di cui in seguito ci pentiamo e che inoltre si ritorcono contro di noi, dovremo sopportarne il peso (le conseguenze) che sarà sicuramente più gravoso, rispetto a quando è imputabile invece a cause esterne, dato che in questo caso siamo noi stessi gli artefici del danno provocato.

"ESSERE FELICI COME UNA PASQUA": riferito a chi manifesta una grande felicità, proprio perchè il giorno di Pasqua è un giorno di grande gioia.

"PASQUA ALTA": si ricorre a questa espressione quando la festa di Pasqua è in ritardo rispetto al tempo in cui ricorre normalmente, mentre si dice: "PASQUA BASSA" quando è in anticipo.

"VENIRE LA PASQUA IN DOMENICA": per indicare ciò che si verifica al momento opportuno, che arriva a proposito.

"ESSERE COME SAN TOMMASO": la locuzione viene usata per indicare un'ostinata incredulità verso una notizia o un fatto, proprio come l'apostolo Tommaso che si rifiutò di credere ai compagni che gli riferivano l'apparizione di Gesù risorto.

 E per finire......

BUONA PASQUA IN VARIE LINGUE DEL MONDO

  • Happy Easter INGLESE

  • Joyeuses Paques FRANCESE

  • Frohe Ostern TEDESCO

  • Feliz Pascua SPAGNOLO

  • Boa Pascoa POR­TOGHESE

  • Kalo Paska GRECO

  • Zalig Paasfeest OLANDESE

  • Schastilvoi Paschi RUSSO

  • Srecan Uskrs SERBO

  • Sretan Uskrs CROATO

  • Giad Pàsk SVEDESE

  • A fraylekhn Pesah YIDDISH

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 http://www.youtube.com/watch?v=L7ZbtcgS6Mo

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AMEDEO~1Amedeo Modigliani conobbe molte donne durante la sua breve vita, ma solo con quattro di esse ebbe una storia di una certa importanza: Beatrice, Simone, Lunja e Jeanne.

Qui si parlerà solo della prima, in seguito forse anche anche delle altre tre.

La prima, Beatrice Hastings conosciuta attraverso l’amico OssipCRIMEhastings1 Zadkine, era una donna molto diversa da quelle che finora l’artista aveva incontrato. Aveva cinque anni più di lui, era dotata di grande preparazione intellettuale ed estrema sicurezza di sé. Persona molto esperta lasciava alle spalle un passato ricco di notevoli imprudenze e piccole disavventure. Possedeva un’ottima esperienza letteraria e idee assolutamente progressiste riguardo alle donne e ai loro rapporti con gli uomini.

Era inglese ma proveniva dal Sudafrica, a Parigi faceva la giornalista e frequentava assiduamente Montparnasse con la costante segreta speranza di trovare notizie per il suo lavoro.

Naturalmente per il suo carattere non poteva che essere femminista convinta, spregiudicata e sempre pronta a sostenere azione di rivolta e ad appoggiare qualsiasi teoria controcorrente. Modigliani, anch’egli spirito ribelle e anticonformista, sebbene non avesse mai avuto problemi di alcun genere con le donne, prese la cosiddetta “sbandata” e in un certo senso fu catturato da quella donna che si mostrava in giro vestita di una umiltà ribelle.

21067068_Beatris_HastingCome ragazza nordica era pallida in viso, lo sguardo acceso sempre attento e due begli occhi chiari.

Era naturale che una donna come lei non poteva essere disposta a fare la donna di casa e che di conseguenza il rapporto amoroso doveva essere impostato su un piano di assoluta parità.

Pur essendo donna nordica era focosa e sensuale, non si preoccupava minimamente delle apparenze e ancor meno delle regole del ritegno femminile”.

Si conobbero nella trattoria di Rosalie, in rue Campagne-Première molto frequentata da Modigliani che approfittava della cordialità di una un'ex-modella italiana, parecchio in carne, che si accontentava di disegni su carta in pagamento dei pasti. Disegni che spesso venivano utilizzati per accendere il fuoco o venivano gettati via, ignorando naturalmente il valore che avrebbero in seguito acquistato.

L’incontro fra M. e Beatrice non fu vero amore anche se a loro sembrò tale. In realtà fu solo un attimo di sbandamento per entrambi perché a causa del loro carattere ribelle sapevano fin dal principio che non si sarebbero frequentati per un periodo di lunga durata. Egli era abituato alla facile conquista ma a lei non andava di essere conquistata.

E’ pur vero che il loro rapporto fu importante per entrambi, ma è soprattutto vero che fu soprattutto estremamente “tumultuoso”. Non facevano altro che litigare con inaudita violenza e non furono poche le occasioni che arrivarono addirittura alla violenza fisica.

Fu una relazione tormentata fatta di ripicche, gelosie e sfide reciproche che se iniziavano con l’alzare il tono di voce erano seguite da una collera esasperata che inevitabilmente dalla violenza verbale li portava alle vie di fatto.

Agli attacchi verbali corrispondevano reazioni violente perché, per il loro carattere fiero e ribelle, nessuno dei due era disposto a subire e a sottomettersi alle idee dell’altro.

In ogni caso Beatrice non ebbe una grande influenza positiva sulla vita di Modigliani, però lo stimolava continuamente a lavorare sollecitandone l’istinto creativo.

amedeo_modigliani_ritrattoModigliani invece aveva bisogna di una donna in grado di procurargli tranquillità e responsabilità, che lo incoraggiasse a lasciare quel modo di vivere che lo avrebbe portato alla rovina.

E Beatrice era esattamente il contrario della donna equilibrata adatta per lui, infatti finché restarono insieme condussero una esistenza dissennata votata all’alcool e alla droga; non potevano stare lontano, le volte che si lasciavano, e avveniva spesso, si rincorrevano disperatamente non potendo più fare a meno l’una dell’altro.

Fu una convivenza che agiva negativamente sul carattere di entrambi, una esistenza talmente agitata che mise a nudo i loro peggiori difetti come raccontavano amici e conoscenti dai quali si è appreso che non mancava loro occasione per litigare e che spesso, come si è detto, dal litigio verbale finivano alla violenza fisica.

Per fortuna non stettero moltissimo tempo assieme perché Beatrice, stanca e impaziente, abbandonò l’artista prima per un pugile e poi per un altro pittore italiano.

Oggi ci ritroviamo con vari ritratti della Hastings, tutti con il solito volto pallido e il collo allungato, dai quali traspare il vero stato d’animo dell’artista perché non v’è dubbio che su quelle tele non poteva non esprimere i suoi veri sentimenti.

Infatti il vero artista non riesce mai a non mettere l’anima nelle sue opere perciò la bellezza e l’eleganza di quelle figure, gli sguardi e i sorrisi forzati non potevano nascondere quel periodo tumultuoso della sua esistenza.

E’ certo però che proprio da quel periodo M. iniziò a esprimersi in modo completamente nuovo, aveva finalmente capito quale sarebbe stato il carattere della sua splendida produzione artistica  futura.

flavio

 

 

Ecco ora questo video in cui ho raccolto buona parte della produzione del Modigliani relativa a Beatrice Hastings.

Pubblicato il 1° Aprile 2010 alle ore 17,15