millumino-2010-locandinaDopo l’iniziativa tutta italiana  “M’illumino di meno”  arriva "l’Ora per la Terra – Heart Hour" – programmata per il prossimo 27 Marzo 2010 alle ore 20.30.

Ma vediamole  singolarmente, anche se i loro intenti sono abbastanza simili.

La  prima iniziativa, arrivata alla VI Edizione, si è celebrata  venerdì 12 febbraio 2010, in tutta Italia.

La Giornata del Risparmio Energetico lanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar, in onda su Radio 2, dopo il successo delle scorse edizioni, quest’anno ha puntato a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle energie rinnovabili  invitando, nelle piazze spente di tutta Italia, ad accendere luci alimentate ad energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso a una “gestione più illuminata del nostro futuro”.

300x250

27 MARZO 2010:  Spegni la luce, è l'Earth Hour. Un'ora di buio per salvare la Terra

Nella seconda iniziativa, “Ora per la Terra – Heart Hour” – programmata per il prossimo 27 Marzo 2010 dalle ore 20,30 alle ore 21.30, per il 4° anno consecutivo, viene richiesto dal WWF di spegnere le luci per un’ora, in un gesto all’insegna del risparmio energetico e dell’efficienza. Sono tutti invitati a partecipare: cittadini, comunità, città grandi e piccole, aziende, istituzioni, per ricordare che vincere il riscaldamento globale è una sfida non procrastinabile.  L’invito è quello di partecipare e di aiutare il WWF nel ‘passa-parola’ diffondendo il più possibile la convocazione. A tutti coloro che segnaleranno la propria adesione all’Ora della Terra su www.wwf.it verrà inviato lo sfondo per il proprio pc realizzato appositamente per l’iniziativa di quest’anno.

Tra le città che hanno confermato ad oggi la loro adesione ci sono Singapore, Mosca, Atene, Città del Capo, Bruxelles, Dallas, Hong Kong, Suva, Tel Aviv, Rio de Janeiro, Edimburgo, Roma, Toronto, Sidney, Auckland, Seul e molte altre.

Heart-Hour-2010Earth hour è un appuntamento mondiale che quest’anno, dopo la delusione del vertice sul clima di Copenhagen, ha un significato ancora più importante.

 (Stralcio ripreso dal sito Earth-hour e dal sito Spesa 2.0)

 

 Ho voluto citare le due iniziative per sottolineare la priorità di quella italiana, anche se gli intenti sono leggermente diversi.

La prima punta soprattutto sull'uso dell'illuminazione alternativa, cioè le lampade a risparmio energetico, la seconda punta, invece, in senso più lato, (così come si legge nella locandina a sinistra)  sulla "richiesta di obiettivi concreti e davvero consistenti di riduzione delle emissioni di gas serra. Milioni di persone, anche quest'anno, spegneranno le luci per  chiedere di essere ascoltati. Dalla risposta dei leader mondiali dipende il destino di tutta l'Umanità.

Earth Hour: spegnere la luce per la protezione del clima.

 

SU, ALLORA, COSA ASPETTIAMO?  DIAMOCI DA FARE TUTTI PER IL BENESSERE DEL NOSTRO PIANETA TERRA DIFFONDENDO ANCOR DI PIU’ LA NOTIZIA!!!!

 STESSA DATA ….ALTRA INIZIATIVA

27 MARZO:  Giornata mondiale del Teatro

bannerPer la prima volta in Italia celebreremo nel 2010, il giorno 27 marzo, e poi tutti gli anni a seguire, “La giornata mondiale del teatro”. Ad annunciarlo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi il 19 novembre scorso e a cui hanno partecipato anche il sottosegretario con delega all’editoria, Paolo Bonaiuti, e il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi.

La conferenza stampa è servita ad illustrare l’iniziativa della Giornata Nazionale del Teatro, istituita dal Governo con decreto del Consiglio dei Ministri del 6 Novembre scorso  e per presentare lo spot (ideato e realizzato da Pino Pietrolucci) dedicato allo spettacolo dal vivo, che andrà in onda negli spazi di comunicazione sociale delle reti RAI. In uno di questi spot il sottosegretario Letta si offre nell’inedita versione di testimonial.

La decisione del Consiglio dei Ministri di celebrare la Giornata del Teatro il 27 marzo, aderendo così alla Giornata mondiale istituita a Vienna nel 1961 in occasione del 9° Congresso dell’Istituto Internazionale del Teatro, rappresenta da parte del Governo un segno di attenzione e riconoscimento nei confronti del teatro come momento importante del patrimonio culturale italiano.

“In questo modo il Governo intende puntare ancora di più i riflettori sul teatro, che, continuo a ribadire, è una risorsa strategica per il Paese, cui tutti dobbiamo guardare al di là di ogni contrapposizione ideologica nell’interesse della Nazione”. Ha sottolineato il ministro Bondi nel corso dell’incontro con la stampa.

Per programmare e organizzare gli eventi di questa giornata sarà costituito tra qualche giorno, un Comitato organizzatore, cui faranno parte anche l’Agis-Associazione Generale Italiana dello Spettacolo e l’ETI-Ente Teatrale Italiano.

teatrLa “Giornata mondiale del Teatro” è volta a richiamare l'interesse del pubblico - in particolare i giovani - sull'importanza del teatro, quale elevata forma di espressione artistica di alto valore sociale, in grado di rafforzare la pace e l'amicizia tra i popoli, a promuoverne la funzione educativa e sociale, in quanto fattore fondamentale di aggregazione e socializzazione delle varie realtà culturali del nostro Paese.

 (stralcio ripreso da:  Redazione Internet - Antonella Bellino e Redazione Internet -  Ivana Madonna)

 rosaria-1

 

Pubblicato il 26 marzo alle ore 21,25

Lieta1.mn (già conosciuta precedentemente come Liola) ci propone due articoli pubblicati schedaavvenire-logosull’Avvenire di oggi 25 marzo.

Uno (senza firma) parla dell’ennesima storia di miseria in cui versano alcune persone e della solidarietà che spesso scatta in queste circostanze. L’altro, a firma di Nicoletta Martinelli, è una storia risalente ai tempi dell’ultima guerra e di una vita scampata alla morte quasi certa. Non vi anticipo altro….leggeteli entrambi!!!!!

 

Cassino, neonata morta lasciata in ospedale.

 Il Comune interviene: «I genitori non hanno soldi»

 FROSINONE. Sono talmente poveri da non poter garantire una degna sepoltura alla loro bimba nata morta. Protagonista dell’incredibile vicenda avvenuta a Cassino (Frosinone), una giovane coppia di romeni, 28 anni lui e 25 lei. Soli, senza un lavoro e senza un soldo.

Image_4Il dramma della miseria si è consumato martedì nel reparto di Ostetricia dell’ospedale Santa Scolastica, quando la giovane coppia, pronta a festeggiare in ospedale il 'lieto evento', ha scoperto che la bimba non era purtroppo sopravvissuta al parto. I due hanno confessato a medici e infermiere che non potevano fare altro che lasciarla lì. E, come di prassi in questi casi, è partita dalla direzione sanitaria l’immediata richiesta al Comune che ora, assieme alla Croce Rossa locale, si sta occupando della neonata morta, il cui corpo è rimasto nell’obitorio dell’ospedale. Il sindaco di Cassino, Bruno Scittarelli, ha subito dato la disponibilità del Comune a pagare tutte le spese: la piccola verrà sepolta nel cimitero cittadino. «Purtroppo ­ha commentato il sindaco ­questo caso non è il primo.   Quando possiamo intervenire, lo facciamo senza pensarci due volte». Aurora Angrisani, commissaria della sezione femminile della Croce Rossa di Cassino, ha aperto una sottoscrizione per i genitori: «Sono sotto choc. Noi vogliamo soltanto aiutarli».

 

L’EPOPEA DI ENIO, SOPRAVVISSUTO A SANT’ ANNA DI STAZZEMA   Quando un gesto di pietà 'racconta' la follia di una strage 

Image_10 NICOLETTA MARTINELLI

Un bambino e un adolescente: il primo destinato a essere vittima, il secondo a diventare carnefice. Ma quando c’è di mezzo la libertà dell’uomo, le cose possono cambiare: a Sant’Anna di Stazzema, il 12 agosto 1944, il giovane nazista decise che proprio non poteva – che proprio non voleva – sterminare una famiglia. Puntò la mitragliatrice e fece partire la raffica verso il cielo. Poi abbassò la canna, abbassò gli occhi e fece segno di scappare. Enio Mancini fuggì e con lui la madre, il fratello, due anziane nonne e una zia. È uno dei pochi a essersi salvato dall’eccidio insieme a tutta la famiglia: quel giorno, nel borgo sulla collina in provincia di Lucca, morirono in 560. Per lo più bambini, donne e anziani uccisi da quattro plotoni delle SS, i corpi scelti nazisti.   Da allora Enio non ha mai smesso di cercare il soldato a cui deve la vita: quel gesto generoso – una storia nella Storia – lo ha raccontato sempre, a chiunque avesse voglia di ascoltarlo, in ogni scuola elementare che lo ha invitato, nelle università, nei circoli cittadini, nelle associazioni culturali.   In Italia e in Germania. E in Germania, sempre, Mancini ha battuto tutte le strade possibili per trovare una traccia del suo benefattore. Di quel ragazzo poco più grande di lui aveva avuto paura fino all’ultimo, non si era fidato mai: quando lo aveva visto imbracciare il fucile era certo di venire ucciso, al rumore degli spari si era sentito morto. Invece venne risparmiato. Perché lui?   Perché non Anna Pardini, uccisa quando aveva vissuto solo venti giorni? E perché non le sorelle dell’amico Enrico Pieri, tutte falciate dal fuoco nazista? O i trenta compagni di scuola mai tornati in classe? Tante domande, nessuna risposta.   A Enio non è rimasto che ricordare, il suo personale modo di ringraziare.   Non immaginava che il giovane soldato che inseguiva, per sopravvivere voleva dimenticare: Peter Bonzelet, adesso Enio sa che si chiamava così, confidò alla moglie quanto era successo a Sant’Anna. E a nessun altro, fino alla morte, nel 1990: quel giorno in Versilia lo ha accompagnato per tutta la vita – tormentandogli lo spirito e minando la sua salute – perché quel gesto generoso non è bastato a riscattare il resto dell’orrore. A raccontare questa parte della storia è Jochen Kirwel, il nipote di Peter, a cui la nonna prima di morire, lo scorso anno, ha passato il testimone. E anche Jochen, appena conosciuta la vicenda, si è messo a cercare, voleva sapere: di Sant’Anna, dell’eccidio, di quella famiglia salvata, delle tante distrutte.   Su Internet ha trovato la versione che Mancini non si stanca mai di raccontare. Coincideva. Ha preso il telefono e ha chiamato l’Italia, ha parlato con il sopravvissuto che cercava. Domani lo incontrerà a Roma, al Goethe Institute, dove Enio Mancini sarà insignito dalla Repubblica Federale Tedesca di un’alta onorificenza per il suo impegno nella divulgazione di quel che accadde quel giorno a Sant’Anna. Per aver scelto di ripagare Peter Bonzelet raccontando la follia di una strage attraverso un gesto di pietà.