scritto da rosaria3.na il 9 08 2009

i5056823_39954_4Sapevate  da cosa ha avuto origine la tradizione  che indica   la notte di San Lorenzo  come “la notte della pioggia di stelle” ?

Il giorno di San Lorenzo (10 agosto) si assiste tradizionalmente al fenomeno delle stelle cadenti, in realtà una pioggia di piccoli meteore, che è particolarmente visibile in quei giorni.

Celebre anche la poesia di Giovanni Pascoli, che interpreta la pioggia di stelle cadenti come lacrime celesti, intitolata appunto, dal giorno dedicato al santo, X AGOSTO:

 « San Lorenzo, io lo so perché tanto

di stelle per l'aria tranquilla

arde e cade, perché sì gran pianto

nel concavo cielo sfavilla...»pioggiadinotte 

Ebbene,  io me lo sono chiesto e ho  fatto così la mia ricerca in Internet che riporto qui.

 

Nella notte di San Lorenzo, a cadere dal cielo sono frammenti di roccia e ghiaccio, delle dimensioni di un grosso ciottolo. Appartengono ad una cometa, che ogni 130 anni si avvicina a noi, e nell’anno 3000, per vedere le stelle cadenti si dovrà attendere la fine di agosto. Responsabile dello spettacolo delle “stelle cadenti” è la cometa Swift-Tuttle che, partendoas011518010013np dai confini del sistema solare torna verso la terra ogni 130 anni, sciogliendo parte del suo mantello di ghiaccio non appena si avvicina al sole.

Lewis Swift ed Horace Tuttle la identificarono per la prima volta nel Luglio del 1862, ma il merito di avere capito che la “pioggia di stelle” d’agosto deriva da questa cometa spetta all’astronomo italiano Giovanni Schiapparelli. Grazie al fatto che la cometa rimase visibile per mesi, Schiapparelli potè osservarla con assiduità, calcolando il suo percorso nello spazio, stabilendo che il nostro pianeta interseca la sua scia di polveri nell’agosto di ogni anno.

Una magia che dura diverse notti. Infatti le meteore si manifestano già dal 25 Luglio fino al 18 Agosto. Il loro massimo non coincide più con la festa di San Lorenzo, ma si verifica 2 giorni dopo, il 12 Agosto: tutta colpa del lentissimo variare dell’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre, che lo fa allontanare dalla festa del santo al ritmo di quasi un giorno e mezzo ogni 100 anni, e così nel 3000 per ammirare la pioggia di stelle dovremo aspettare fino alla fine di agosto.

La cometa Swift-Tuttle è tornata nelle vicinanze della terra nel 1992. Il primo a rivederla, come un puntino luminoso nella costellazione dell’Orsa Maggiore è stato un astrofilo giapponese la notte del 26 settembre. Per il prossimo passaggio dovremo aspettare il 2126.

Per chi le osserva nella notte, le stelle cadenti sembrano provenire quasi tutte da un punto preciso della volta celeste. In realtà “cadono” parallele l’una all’altra irradiandosi dalla costellazione dei Perseo, da cui prendono il loro vero nome, Perseidi. A produrle sono pezzi di ghiaccio e roccia, che penetrano nell’atmosfera ad una velocità compresa tra 30 e 75 chilometri al secondo (oltre 50 volte quella di una pallottola di fucile), a causa del calore dovuto all’attrito bruciano completamente prima di arrivare al suolo.

La coda della cometa Swift-Tuttle non è l’unica ad incendiare i nostri cieli. Esistono decine di altri “sentieri polverosi” lasciati da altre comete che la terra incrocia ogni anno alla stessa data nel corso del suo giro intorno al sole, le principali sono Halley (18 aprile-28 maggio e 10 settembre-28 ottobre), Thatcher (16-25 aprile), Tempel-Tuttle (14-21 novembre) e l’asteroide 3200 Phaeton (7-17 dicembre).

Comete a parte, sono numerosissimi i frammenti di roccia che vagano nello spazio, si tratta dei “rimasugli” della nube primordiale da cui è nato il sistema solare. Quelli che cadono sulla terra accrescono la massa del pianeta di una ventina di tonnellate ogni giorno.

 

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Come ogni estate, allora, appuntamento sotto il cielo di agosto con le “Perseidi” o Lacrime di San Lorenzo che appariranno numerose nelle notti tra il 10 e il 13, con un massimo di attività che, a causa dell’anno bisestile, è previsto alle 13.30 del 12 agosto.

Quindi la notte migliore per osservarle sarà quella tra l’11 e il 12 agosto, quando si potranno contare oltre cento meteore all’ora. Ma la visibilità sarà ottimale anche nelle notti successive, specialmente dopo mezzanotte quando la Luna sarà tramontata, lasciando il cielo più scuro e libero per l’apparizione delle scie più deboli.

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Ed ora, dopo queste notizie di carattere scientifico, una nota poetica ci sta bene.

Ecco una poesia scritta per l'occasione da Giampietro7.ve

 LA VITA - 10AGOSTO

 

Il ciel si ammanta di stelle

di piccole grandi luminose,

fan festa con lor luccicar

nell'immenso seren infinito.

 

Milioni ,miliardi, che dico: di più di più.

Punti ardenti tremolanti a significar

la vita di innocenti che quest'atomo

buio non accettò : rifiutò.

 

Il ciel con amor, accolse il NO

Che l'uomo respinse e accese in ognuna

l'infinito, il creato,

l'immenso che noi abbiamo rifiutato.

 

E tu ciel, d'amor ardente, rimanda da noi

il desiderio di vita non accolta,

ogni cadente diventi desiderio

in questa festa di lacrime traccianti.

 

Fa sì che possa tornar quel  desider

di Vita di madre

ora errante

ma guarda al ciel e la gioia avrai.

giampietro-glitter

 san-lorenzo

 

Infine, profitto dell'occasione per augurare,  a nome mio e di Nadia, quali  responsabili del Blog INCONTRIAMOCI, a tutti i LORENZO di Eldy....

  Kymma' s Grafica rosaria-16      

   

 Dopo gli alberghi “a zero stelle” ecco qualcosa di analogo per i ristoranti. Leggete questa notizia, suggeritami da Lorenzo.rm,  che  sono andata ad approfondire su internet per saperne di più e riportarne qui un resoconto.

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 Tutti abbiamo ascoltato nei giorni scorsi, la notizia alquanto bizzarra di quei poveri turisti giapponesi truffati in un noto ristorante vicino Piazza Navona, che si sono visti recapitare un conto alquanto “salato” per il cibo consumato con una cenetta “romantica”.

Scatta, quindi, la protesta da parte dei ristoratori romani, che non ci stanno a passare davanti a tutto il mondo come dei veri e propri truffatori. Il loro obiettivo è quello di  mostrare a romani e turisti di passaggio che, nella città eterna, esistono anche persone oneste. Ed ecco, allora,  che nella Capitale due locali hanno aderito a questa nuova  iniziativa. In questi tempi di crisi e con le truffe sempre dietro l’angolo, la singolare trovata sta riscuotendo il favore del pubblico, come era ovvio che fosse.

Probabilmente, altre osterie seguiranno l’esempio proposto. Ma tutto questo come funziona? In questo caso è il cliente che si assume la responsabilità di stabilire il prezzo di tutto ciò che ha mangiato. Si tratta di una sorta di conto «autogestito».

Ogni cliente, può mangiare quello che più desidera, anche le prelibatezze più squisite. Una volta consumato il pranzo o la cena, completa di antipasti, primi e secondi piatti, al momento di apprestarsi a pagare, ognuno decide la cifra che ritiene più opportuna, secondo il suo personale criterio. E, naturalmente, senza aver paura di essere giudicato per questo.

poldo_hamburgersSta naturalmente  alla coscienza di ognuno non imbrogliare e non approfittarsi della buona fede dei ristoratori.

Chi vuole mangiare e pagare con il conto «fai da te», può recarsi  per esempio, presso una pizzeria-osteria, al quartiere Prati, che offre tale servizio il mercoledì sera.

pizza1Oppure, tra piazza Navona e il Chiostro del Bramante c’è  la “pizza fai-da-te”. Una proposta originale preferita soprattutto dai clienti stranieri, che spianano e si condiscono la pizza, infornata poi dai pizzaioli.

Una piccola "trovata" che puo' trasformare la pausa tra un monumento e l'altro in un ricordo simpatico. In alternativa, si può andare in un ristorante, con menù vegetariano, situato all’Esquilino.

Dopo una scorpacciata di pizza, pasta e antipasto di mare, il conto lo decidi tu senza limitazioni negli ordini.

 

microondeA Verona, invece, c'è il primo «ristorante fai da te» che presto aprirà anche a Milano. Tutto self service, senza camerieri: scegli i prodotti freschi preconfezionati dagli espositori, li scaldi al microonde e consumi al tavolo. Un'idea ancora una volta dettata dall'economicità: abbattere i costi del personale e ridurre le code al bancone e ai tavoli. Inoltre i piatti preparati monodose (a breve anche le mezze dosi) sono anche take away (da asporto).

Una domanda, però, mi viene spontanea: mentre da un lato si risparmia, dall’altro non si contribuisce alla diminuzione dei posti di lavoro?