La natura è stupenda, una distesa di verde a sua volta tappezzata di girasoli.
Il sole, ancora alto, scende con varie punte di rosa, dal pallido al quasi
rosso.
La tavola è imbandita, una serie di piatti, c’è pure la pastiera di Napoli: grano saraceno, ricotta, che altro?
I nasi si impregnano di odori irripetibili.
Si prende e si assaggia quasi con timore.
Il gusto è fatato, il dolce si scioglie in bocca.
L’atmosfera è unica, gli zefiri
ci impregnano di odori: è gelsomino questo?
È zagara quella? Oh i profumi del sud!
Ho invitato gli amici. Alcuni, impegnati di fronte al pc
ridono e ridono, cantano e parlano. Litigano?
No, ci sono io che intervengo e sottolineo
l’atmosfera di sogno di quel giorno.
Anche gli animali popolano il luogo.
Il re è un gatto soriano, circondato dai suoi sudditi felini.
C’è pure un cane pastore, un tedesco ululante.
Una serenità, una pace, un profumo, un suono vicino,
che però non disturba le orecchie sofisticate.
Le donne ammiccano, facendosi segni nascosti.
Chi è, che fa, che vuol dire questa pagliacciata?
Perché siamo qui? Ma ecco che parlo.
“Amici- dico - vi ho invitati per essere protagonisti di un sogno.
Tutti noi immersi nella natura, pasti ottimi, musica divina,
viviamo una splendida avventura e all’atto del brindisi
verificheremo se un miracolo si avvera. Vedrete, vedremo.
Nel frattempo vogliamo fare onore a tutto ciò che abbiamo?”.
Tutti accorrono, apprezzano, lodano. Ma ecco la verifica.
Guardate, guardiamo. L’abbiamo evocata,
chiamata, desiderata, venerata. Ma c’è? Sì che c’è.
S’avanza, infatti, con un sorriso nascosto, è dolce, leggera.
S’avvicina e par che danzi. Saluta agitando la mano.
Mi vede, s’appoggia al mio petto, m’abbraccia.
E il suo bacio è dolcissimo.

I giochi erano tutti fatti.

Alberto Contador
Alberto Contador, dopo la tappa di ieri del Mont Ventoux, poteva essere dichiarato sicuro vincitore del 96° Tour de France. Eppure l'emozione è stata profonda lo stesso quando mi sono seduto di fronte al televisore per "assistere" all'ultima tappa. E dico assistere a ragion veduta. La tappa finale del Tour, con arrivo ai Campi Elisi, è qualcosa di unico, di fantastico.

Mark Cavendish

Alberto Contador

Mark Cavendish

Mark Cavendish
E a vincere è stato il solito britannico Mark Cavendish. In totale ne ha vinte 6 di tappe. E' uno degli eroi del Tour.
Ma onore innanzitutto al vincitore, Alberto Contador. Sembrava che il giovane spagnolo dovesse soffrire più del lecito la presenza ingombrante nella stessa squadra, la Astana, di Lance Armstrong, che qualcuno diceva favorito da parte dei dirigenti. Alberto è stato più forte di ogni diceria facendo vedere che il migliore in campo era lui.

Andy Schleck
Secondo, uno dei fratelli Schleck, Andy, mentre il redivivo Lance Armstrong ha conquistato il terzo posto. E ha detto già, il texano, che l'anno prossimo ritornerà.
Gli altri sono comprimari, anche se qualcuno si è fatto onore davvero. Come Wiggins, Frank Schleck, Kloden e il nostro Vincenzo Nibali, finito al 7° posto.

Franco Pellizotti
Una menzione a parte merita Franco Pellizotti, che ha conquistato la maglia a pois del Gran Premio della Montagna. Vi ricordate Bartali e Coppi? Anche Franco è riuscito a far parte del novero di questi giganti, gli scalatori.
E che dire di Nocentini? Ci ha fatto sognare e ha tenuto la maglia gialla per 8 giornate. Certo, non sono le 80 volte di Armstrong, ma lo hanno fatto crescere, anche nella sua considerazione, di ragazzo modesto ma davvero bravo.
Ecco, Nocentini, Nibali e Pellizotti, ovvero l'orgoglio italiano al Tour. Insomma ci possiamo stare.
26 luglio 2009


Andy Schleck

Franco Pellizotti



